Diventa SPIRITUAL RELEASEMENT THERAPIST

TEACHING, TRAINING & MENTORING

in

SPIRITUAL RELEASEMENT THERAPY (SRT)

 

L’umanità è circondata dall’influenza-pensiero di milioni di esseri disincarnati, che non sono ancora giunti alla piena comprensione degli scopi superiori dell’esistenza. Prende coscienza di questa realtà significa capire l’origine di molti pensieri spontanei, emozioni, strani presagi, stati d’animo cupi, irritabilità, impulsi irragionevoli, esplosioni temperamentali irrazionali, infatuazioni incontrollabili e innumerevoli altre bizzarrie mentali. (Dr. Carl Wickland)


Che cos’è la Spiritual Releasement Therapy (SRT)

Nata dalle ricerche del dr. Carl Wickland e dai metodi messi a punto da W. Baldwin e E. Fiore, la SRT mira a liberare verso il loro giusto cammino le energie che sono state attratte dal campo magnetico di una persona e rimaste ad essa legate. Queste entità includono earthbounds (ex viventi che non sono riusciti ad ascendere alla Luce), Esseri Oscuri, spiriti della natura, elementali, forme-pensiero, E.T. La loro presenza interferisce in modo a volte sottile e a volte drammatico con la vita della gran parte delle persone.

I dati dell’esperienza parlano di un fenomeno che coinvolge non meno di 7 o 8 persone su 10.

La liberazione che avviene nella SRT è un atto di grande Compassione e Amore.

Per approfondimenti su queste entità e sulla SRT ti rimando al mio report gratuito:

 

La SRT è un lavoro di altissimo livello tecnico e spirituale in induzione ipnotica. La sessione è molto coinvolgente e ha una durata variabile da 1 a 2 ore, nel corso delle quali il soggetto rimane tutto il tempo completamente vigile e cosciente di tutto ciò che accade. Il processo è interamente verbale, non c’è alcun coinvolgimento fisico e tutto si svolge in completa sicurezza.

A tutti coloro che, con intento sincero e cuore libero e puro, vogliono apprendere questa pionieristica tecnica di liberazione personale, propongo un cammino di formazione individuale al termine del quale saranno in grado di operare come Spiritual Releasement Therapist e contribuire alla liberazione delle anime rimaste imprigionate nella sfera della terra e alla liberazione dei viventi che inconsapevolmente le ospitano.

Lo Spiritual Releasement Therapist saprà anche rimuovere altre intrusioni e interferenze nel campo aurico: gli Esseri Oscuri (i demoni della tradizione cristiana), le parti del sè frammentate, gli spiriti della natura, gli E.T. e i loro dispositivi, e ogni altra presenza interferente.

Il percorso si articola in 6 moduli, in un'attività di mentoring e un esame finale, superato il quale rilascerò la certificazione di Spiritual Releasement Therapist.

Far parte di una nuova generazione di Terapeuti dello Spirito che fa dell’Amore e della Presenza Divina il centro della relazione d’aiuto, con efficacia e nella compassione.

I pre-requisiti richiesti sono:

  • Un forte orientamento spirituale e la consapevolezza del profondo valore di missione della Spiritual Releasement Therapy.
  • Una formazione certificata in Ipnosi. In assenza, è possibile aderire all’apposito modulo opzionale teorico-pratico che fornisce le conoscenze e le abilità necessarie e sufficienti per condurre con successo una sessione di SRT.

L'intero percorso si svolge, a scelta del partecipante, in presenza oppure via skype.

Per maggiori informazioni, scrivimi: erewhonians@gmail.com

 

 


Una piccola grande guarigione in Ipnosi Spirituale

UNA STORIA BELLISSIMA : LA MIA *

Ho un amico fra i più preziosi della mia vita. Si chiama Fabio Procopio. Fabio è per me un fratello immenso, eppure i suoi talenti sono così meravigliosi che se egli fosse il mio più acerrimo nemico non potrei che dir bene di lui: le sue qualità umane, professionali, spirituali sono straordinarie per chiunque lo incontri.

Sto per raccontarti una storia bellissima, e questa storia comincia con l’Ipnosi Spirituale praticata da Fabio.

Lavoro spesso con Fabio Procopio. Siamo entrambi Facilitatori e talvolta viviamo insieme delle collaborazioni molto speciali. In preparazione ai nostri lavori congiunti sono stata spesso in un setting di ipnosi con lui, con esiti più di una volta sorprendenti e travolgenti. La storia che sto per raccontarti non è la sola che mi abbia donato delle guarigioni piccole o grandi, ma è una storia del mio cuore e voglio condividerla con te che mi leggi.

 

LA FORZA DI UN’INTUIZIONE

“I porticcioli come questi mi danno un senso di struggimento” dissi una volta a Fabio mentre discutevamo ad un progetto di lavoro, davanti ad un piccolo porto.

“perché non ci lavoriamo in Ipnosi?” rispose lui. “Che idea bizzarra” pensai. “Non posso lavorare su ogni cosa che mi dà struggimento!”. Eppure sapevo bene che, quando Fabio dice qualcosa, quel qualcosa parte da una zona così alta e profonda che l’ultima cosa scema che puoi fare è non dargli ascolto.

Detto fatto. Passarono pochi giorni ed entrai in ipnosi sotto la sua guida. Era un’ipnosi esplorativa. Dunque non cercavamo né io né lui alcuna guarigione.

Fabio mi condusse in ipnosi davanti ad un piccolo porto, lo fece come sempre con maestria e dopo pochi attimi comparve una bambina davanti alle barche del porto, una bambina bellissima ma profondamente inquieta, che cominciò a correre a piedi scalzi. I suoi vestiti avevano una foggia antica. Correva in una strada sterrata davanti al porto e se ne allontanava. Con commozione percepivo tutto il suo smarrimento e sentivo i suoi piedi toccare quella terra arida, la sentivo ferirsi ai piedi, ma lei continuava a correre. La vidi raggiungere la fine di quella strada polverosa, là dove il mondo sembrava finire sotto i suoi piccoli piedi, e davanti a lei solo un immenso mare senza nulla all’orizzonte. Fabio intanto interagiva con me, e, come sempre avviene in una sessione di ipnosi, mi aiutava a Vedere, vedere di più, vedere davvero che quella bambina avrebbe fatto qualunque cosa pur di vedere arrivare una nave, perchè sopra quella nave c’era il suo papa’. Ma quel papà non poteva più tornare.

Fabio mi permise di consolarla. L’Ipnosi spirituale è un moto d’amore compassionevole e solo un Ipnologo attento e sensibile può trovare il modo di non indurre soluzioni che alterino le immagini, portando al contempo una consolazione infinita dentro un passato di altre vite… chissà quando vissute.

Di certo, chiunque fosse quella bambina, sarebbe rimasta sempre nel mio cuore.

Accaddero molte cose ancora in quella sessione di ipnosi.  Doveva essere una sessione  solo esplorativa e certo non potevo immaginare ciò che pochi mesi dopo mi apparve come un miracolo.

 

LA GUARIGIONE

Avevo un disagio fisico molto difficile da sostenere. Un disagio che mi accompagnava da sempre, fin da quando ho memoria di me. Strusciare un piede sulla terra o sulla sabbia è stato sempre per me qualcosa di terrificante. D’estate al mare non potevo toccare con i piedi la sabbia, e la poca sabbia che rimanesse sulla mia pelle, qualora tentassi, arrivava a procurarmi spesso degli svenimenti. Naturalmente avevo imparato ad aggirare il problema in molti modi. Mi dicevo che andava bene così, in fondo poteva andarmi peggio: c’è chi nasce con un dito in meno, io ero nata con questa impossibilità di toccare la terra polverosa o la sabbia con i piedi. Più di una volta avevo tentato di superare il problema, toccando la sabbia con i piedi gradatamente, ma ogni volta sconsolata mi ritrovavo a vedere che il problema era sempre più forte, così mi dicevo che in fondo non si può risolvere tutto. Avrei voluto inventare un nome, chessò… avrei potuto dire “sono affetta da allergia alla sabbia”, quanto basta per mettermi il cuore in pace. Invece, per quanto me ne facessi una ragione, nessuno poteva dare un nome a questa strana malattia, e per quanto cercassi di ignorarla mi opprimeva e spesso mi impediva il rapporto con il mare che tanto amo.

Pochi mesi dopo quella sessione di ipnosi arrivò l’estate. Non so cosa mi prese. Improvvisamente andai al mare, mi levai le scarpe e cominciai a correre sulla sabbia. Mi aspettavo di morire da un momento all’altro per l’attrito che quella sabbia, così ostile da sempre, stava creando sotto i miei piedi. Ma non accadde nulla perché miracolosamente io ero guarita!

Ero piena di meraviglia. E dentro quella meraviglia rividi improvvisamente quella bambina stupenda: non era più sulla strada sterrata, era tornata a giocare scalza in riva al mare. Il suo papà era nel suo cuore, e quindi per sempre con lei. La terra non poteva farle più alcun male.

 

Grazie Fabio

e grazie a te che hai letto fin qui la mia storia del cuore.

 

Anna Ornella

 

* di Anna Ornella Libutti, Costellatrice Sistemica, Facilitatrice del percorso Biografico attraverso l'Astrologia e la Tarologia. Praticante di Sciamanesimo. Il suo sito è www.movimentidallinvisibile.it

 

 

Vuoi saperne di più sull'Ipnosi Spirituale? Scrivimi!

Ti è piaciuto questo post? Lascia un commento qui in basso e dimmi cosa ne pensi.

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social :-)


La bambina Sofia e la bambola Gioia che il Corvo doveva annientare


«Il vuoto è per me assenza, lontananza affettiva, buio percettivo che deve essere colmato al più presto per non sentire che qualcosa sprofonda, senso di morte. Ogni istante contiene un vuoto, ed ogni istante ho la tendenza a volerlo riempire con qualcosa. Il paradosso è che il riempire stesso contiene un vuoto, perchè io non sono dentro l'atto del riempire e talvolta mi sembra che per questo nulla si riesca mai a riempire veramente, e che in questo vuoto ci sia l'origine di una profonda infelicità esistenziale. Come se non stessi bene in alcun luogo.

Nella regressione ipnotica, ho immediatamente visto una me stessa bambina. Oltre il Portale del Tempo vedo meglio che la bambina ha 12 anni circa, e dirà di chiamarsi Sofia e di trovarsi in un luogo che si chiama Lanzarote. Lei (io) si trova sul ciglio di un burrone intenta a guardare giù. Ha dei sandali di cuoio ai piedi. Percepisco immediatamente la sua disperazione. La sua bambola, Gioia, è caduta giù, e solo dopo comprenderò che lei stessa l’ha probabilmente gettata da questa rupe. E' un'immagine confusa, percepisco tutta l'ambivalenza del suo e mio cuore: la disperazione di questa bambola caduta giù come per una tragica fatalità, e il sentimento di averla salvata da una sorte ancora più tremenda.

Poco dopo comincia a scappare perché è inseguita da un uomo spaventoso chiamato “Il Corvo”, e uno dei fatti più tremendi è che in quel momento lei, costretta a scappare, non può vegliare dall’alto la sua bambola Gioia. Si sente in colpa, ma è trafelata e deve scappare.  In verità sento che in quella bambola Sofia aveva in qualche modo riposto la sua Anima, e il Corvo voleva smembrarla.

Lanzarote

Il Corvo durante la corsa l’afferra per un piede e la bambina cade e si fa male ad un ginocchio, ma continua a correre disperata. Ma ad un certo punto si placa perché si accorge che il Corvo è sparito nel nulla, e in quel preciso momento io comincio a percepire che il Corvo è solo nella mia mente, solo nella mente di Sofia.

Fabio mi conduce oltre in questo tempo e più avanti ecco la piccola legata alle mani in un letto di una stanza lurida e non familiare per lei, dove si sente imprigionata e sola al mondo.

Una donna vuole darle delle medicine e lei non le vuole, sente che le fanno male. In particolare vuole farle un’iniezione e lei è terrorizzata, non per l’iniezione in sé ma perché sa che una di queste iniezioni le sarà letale.

Io chiedo, Sofia chiede, a questa signora per quale ragione è legata. La donna risponde seccata che serve così perché Sofia graffia tutti. Nel letto Sofia è molto debole, e forse per questa ragione non è legata alle gambe, è possibile che non ce la faccia ad alzarsi.

In un cambio di scena Fabio mi conduce nella mia stanzetta di casa, e lì al cospetto del Corvo. Vedo bene il Corvo: i suoi occhi fanno paura, sono neri e ha una barba sotto pelle come se fosse uno che si è appena rasato ma ha una crescita della barba esagerata. Sofia è terrorizzata, da sola, a contatto con questo demone oscuro, che lei sente essere tale.

E' il Signore del Tempo, afferma, e deve bloccare Sofia e fare a pezzi la sua bambola perché non deve essere messa in condizione di crescere (e sviluppare poteri?). Un primo intervento delle Forze di Luce non riesce a rimuoverlo. Fabio sembra saperlo senza saperlo. Infatti poco dopo mi fa soffermare sugli occhi di questo essere e a quel punto compare nel fondo nero degli occhi del Corvo la figura di un sacerdote, con vesti sontuose ma scure.

Sofia sente che non può vincere il Corvo, ma sente anche che lotterà con tutte le sue forze. Lei sa di essere considerata una malata di mente o comunque una diversa, ma sa che ciò che vive nella sua mente è reale.

Fabio mi fa procedere avanti nel tempo, forse per vedere cosa sia accaduto dopo. Ma l’immagine che compare è quella di Sofia che contempla con stupore il suo corpo nel letto. E’ morta in quel letto, legata. Vede sua madre piangere per lei ma sente anche quanto sia liberata da questa figlia difficile.

Fabio chiede a Sofia di percepire come si sente nel dopo-morte, e lei si accorge di sensazioni fisiche percepite a livello interiore. Una radianza di figure senza forma muove accanto a lei, un vento soave porta freschezza e lei si sente leggera e felice.

E’ lontano quel tempo, pure appena così vicino, in cui aveva implorato disperata di essere almeno slegata, mentre faceva di tutto per riuscire a liberarsi con le mani.

E grazie a Fabio questa gioia piena di meraviglia viene lasciata inondare i momenti così difficili della sua vita. Quando era nella stanzetta al cospetto del Corvo. Quando era legata nel letto. Sofia prova un sentimento di liberazione che la pervade.

Nell’atto di uscire dal portale del Tempo per ritornare nella realtà ordinaria appena passata la porta vengo investita da un sentimento di gratitudine e una commozione immensa. Avrei pianto per ore.

Un arcobaleno incredibile celebra davanti casa il mio ritorno nel momento presente, e davanti alla contemplazione di una prateria improvvisamente sparisce qualsiasi suono ed il tempo si ferma. Una sensazione potentissima. Mentre io, che ero bloccata durevolmente nella mia capacità di fluire insieme agli eventi, sento improvvisamente riemergere una forza incredibile insieme a quella gioia suprema tutta nel mio cuore. »

 

Vuoi saperne di più sull'Ipnosi Spirituale? Scrivimi!

Ti è piaciuto questo post? Lascia un commento qui in basso e dimmi cosa ne pensi.

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social :-)


Quelle notti che tentammo di salvare Alfie Evans (e tutti gli altri)


E con quanto dolore lo tentammo. Con quanta partecipazione, quanto sanguinamento nel cuore per questo bambino così forte e indifeso, così vittima e così maestro.

Tentammo come potevamo, con tutto ciò che avevamo, chiedendo il soccorso delle forze di Luce compassionevoli e guaritrici.

Tentammo dialogando, cercando e tentennando. Tentammo esplorando, ascoltando e accarezzando.

Lui, il Lui che sceglie e che sa, era incredibilmente sereno e presente, presente e quieto. Lui sapeva, solo noi non sapevamo e non sappiamo.

E però, però ci diceva che occorreva più tempo. Il tempo per guarire e dissolvere le nubi oscure del Male burattinaio, pensammo noi. Ma invece, invece il tempo di far dipanare il filo del fato progettato e prescelto, intendeva lui.

E appariva così, non più bambino ospedalizzato e offeso, ma un giovane forte e coraggioso, la placidità nello sguardo che non conosce incertezze. Non chiedeva più tempo: annunciava più tempo.

Ma questo lo capimmo soltanto dopo, quando il piccolo Alfie e tutti gli altri disprezzarono le sicumere dei medici, le ossessioni ragionevoli delle commissioni etiche, le vacue enunciazioni del giudice. Quando il piccolo Alfie e tutti gli altri derisero ogni previsione, vissero dove dovevano morire, respirarono dove dovevano soffocare, sopravvissero dove dovevano soccombere.

L'eroico papà di Alfie Evans

E i colpi di scena, gli imprevisti, e il papa e i trucchi e le dichiarazioni e i ricorsi e la miriade di minuzie passaggi ostacoli voci e tutto ciò che fece sì che i giorni passassero. Non un'ora, non un pomeriggio, non il giorno dopo, ma giorni e giorni di vita, del tempo annunciato da lui.

E alla fine dovemmo accettare, col dolore di prima smorzato dall'inconoscibile alito di consapevolezza che dentro ci coccolava. Alla fine dovemmo accettare, dolenti ma nella gioia di aver visto che la forza spirituale di Alfie e di tutti gli altri - forse, forse, ma qui sì - non cede mai il passo alle forze dell'Oscurità. Chè se queste giungono, se persistono, sono come la polvere che scivola via al primo soffio di vento.

Il nostro cuore adesso gioisce, e sanguina e gioisce. E ci inchiniamo al cospetto del Mondo Spirituale con gratitudine e con tutta la devozione di chi non sa.

 

Vuoi saperne di più sull'Ipnosi Spirituale? Scrivimi!

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento qui in basso e dimmi cosa ne pensi.

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social :-)


A patti col Karma: Reincarnazione e la Regola d'Oro di Gesù

«Cos'è la Past Life Therapy? Cosa si intende per reincarnazione? Devo credere nella reincarnazione? Devo essere ipnotizzato? Queste e molte altre domande sorgono alla mente delle persone quando si interrogano sulla possibilità di esplorare vite passate.

Molti filosofi, accademici, uomini di fede e scienziati d'Oriente e d'Occidente hanno manifestato di credere in qualche forma di reincarnazione o continuazione, ripersonificata, dell'essenza animica umana. Queste credenze derivano da esperienze e speculazioni personali, visto che questa concezione non può essere definitamente provata.

Il dr. Ian Stevenson, professore di psichiatria alla University of Virginia Medical School, ha documentato migliaia di casi di bambini che ricordano dettagli verificabili di esistenze precedenti. Questi casi provengono da molti paesi, tra i quali India, Sri Lanka e Stati Uniti. Stevenson descrive anche casi di prove fisiche come difetti di nascita, assenza di dita, e in un caso l'assenza di una gamba, che corrispondono a ricordi di traumi in vite precedenti.

In teoria, ogni anima individuale è una scintilla della coscienza-Dio. E' eterna e indistruttibile, generata e diffusa dalla Sorgente Creatrice. Quest'Anima viaggia e fa esperienza dell'immensità in ogni luogo e in ogni tempo, con la destinazione e l'effettivo fine di ritornare a casa.

L'autorealizzazione include il ricordo della nostra origine e della nostra destinazione, e della verità di ciò che siamo.

Durante questo viaggio, alcuni spiriti individuali partecipano del ciclo di reincarnazione sulla Terra formando un'anima umana, che è la forza vitale del corpo fisico. L'anima è anche chiamata lo spirito umano, e i termini "anima" e "spirito" vengono spesso usati come sinonimi, sebbene non siano esattamente la stessa cosa.

La Luce è un termine esoterico che suggerisce una sorgente primordiale di intelligenza totale, la totalità, la Divinità. E' grosso modo accostabile nel significato al Paradiso (cristiani), al Felice Terreno di Caccia (nativi americani), al Nirvana (buddismo, veda), al Bardo o stato intermedio (buddismo tibetano).

Sulla base della conoscenza acquisita e dell'esperienza condivisa grazie a migliaia di lavori in regressione ipnotica, possediamo oggi una mappa semplificata dei territori spirituali attraversati dalle anime umane nel viaggio che segue una incarnazione e precede quella successiva. All'interno di questi territori, ciascuna Anima segue in realtà nient'altro che il suo proprio Sentiero di Guarigione.

Emozioni pesanti, magari paura o rabbia, relative a qualche situazione della vita attuale possono rivelare un trauma in una vita precedente, seguendo il filo del quale si può essere condotti a scoprire simili eventi traumatici in altre esistenze connesse, o a esplorare lo spazio spirituale (nella vita tra le vite) dove i dettagli della risoluzione karmica vengono organizzati in vista della vita attuale, o all'esperienza della nascita in questa vita. L'operatore attento deve essere capace di seguire questa sequenza senza perdere traccia del viaggio del cliente, e con buona consapevolezza di dove, quando e che cosa la persona in ipnosi sta descrivendo.

Per questa ragione utilizziamo nomi indicativi per i vari elementi di questo Viaggio dell'Anima: Stadio di Pianificazione, Stadio di Revisione, Lifescript (copione di vita), Istruttori e Consiglieri.

Nello Stadio di Pianificazione, che si svolge nella Luce (quindi nello spazio di esperienza tra due incarnazioni), diversi Istruttori e Consiglieri assistono l'anima nello sviluppo di un Lifescript, una mappa personale del viaggio imminente: la nuova incarnazione sulla Terra. Il copione è scritto tenendo ben presente che l'obiettivo primario dell'incarnazione terrestre è la crescita e l'evoluzione spirituale. Gli elementi terreni del copione includono genere sessuale, madre e padre, luogo geografico della nascita, fratelli, posizione sociale, grado di ricchezza o povertà, e lo scopo della vita.

Lungo la strada, nella sfera dell'incarnazione, vi sono opportunità di apprendimento come malattie, scelta di coniugi, scelte in tema di istruzione e professione.  Sono tutte situazioni che permetteranno la risoluzione di questioni incompiute e di conflitti irrisolti di tempi passati,  e sei o sette possibili punti di "uscita", cioè di morte fisica. C'è sempre qualcosa da imparare per tutti coloro che sono coinvolti in ciascun punto che implica una scelta.

L'anima arriva nella forma di un corpo fisico attraverso il miracolo della nascita, che ha inizio con l'unione di ovulo e spermatozoo. Se tutto va bene, nasce un essere umano, visibilmente dotato di libero arbitrio per perseguire il suo Lifescript. Ma le opportunità di apprendimento sono soggette a scelta. Gli umani non sono costretti a partecipare: possono rifiutare l'opportunità. Ci saranno diverse conseguenze secondo le diverse scelte.

Dopo la morte del corpo fisico, l'anima si solleva dal piano della Terra e procede verso la Luce, guidata dagli spiriti di cari deceduti o da esseri angelici. In questo livello della Luce, l'anima appena liberata dal corpo fisico è accolta nel suo ritorno a casa. Se necessario, l'anima può riposare.

Nello Stadio di Revisione, i Consiglieri assistono l'anima nella valutazione della vita appena conclusa. Sono state apprese lezioni spirituali? L'anima ha progredito nella sua evoluzione spirituale? Problemi e conflitti del passato sono stati risolti? Che cosa è stato completato, e che cosa è rimasto incompiuto? E' stato seguito il copione personale? realizzato lo scopo della vita? Ci sono state interferenze? Terminata la fase di revisione, l'anima si prepara per la successiva incarnazione, in luoghi immateriali che potremmo definire Sale dell'Apprendimento.

C'è molta attività nella Luce tra le vite. Non è soltanto un periodo di riposo. Ci riuniamo con il nostro particolare "sciame", gruppo di anime, con i cui componenti sembra che ritorniamo ripetutamente sulla Terra.

 

Un individuo è assolutamente responsabile della sua vita e di ciò che gli accade lungo il cammino. Il biasimo è falso, come è falsa la colpa, perché un essere non può danneggiare un altro essere.

 

Infine, c'è lo Stadio della Pianificazione, in cui viene concepito il nuovo Lifescript. Questo include opportunità continue per la crescita e l'evoluzione spirituale come anche piani per la risoluzione di problemi e conflitti del passato, basati sulle comprensioni avvenute nello Stadio di Revisione. Molti conflitti umani richiedono diverse incarnazioni per conseguire risoluzione e perdono. Il perdono è la chiave della guarigione. Di nuovo l'anima muove verso la realtà fisica attraverso il processo della nascita.

Questa è una descrizione sintetica della reincarnazione umana, il ciclo di nascita, vita, morte e rinascita. La transizione verso la Luce non sempre avviene in questo modo, come dimostra la condizione dell'interferenza e "attaccamento" da parte di spiriti. Il progresso dell'evoluzione spirituale è bloccato da tali interferenze (che possono essere affrontate e risolte grazie alla Spiritual Releasement Therapy).

I dettagli di questo ciclo sono accessibili alla persona in stato alterato di coscienza (ipnosi). Ma si tratta soltanto di immaginazione? Questi ricordi di vite precedenti potrebbero essere manifestazioni di immaginazione attiva, psicodramma, o semplicemente invenzioni? La coscienza è un sogno? La realtà fisica è solo un'illusione, come suggeriscono molti insegnamenti spirituali?  All'interno di questa realtà fisica, noi non conosciamo la risposta.

Il concetto di reincarnazione è una parte integrante dell'80% dei sistemi di credenze religiose del mondo. Reincarnazione e karma forniscono la via per bilanciare causa ed effetto, risolvere le questioni incompiute del passato, e consentire all'anima di crescere spiritualmente. Responsabilità personale e autodeterminazione rinforzano l'individuo.

Il processo di reincarnazione non può essere dimostrato col metodo scientifico, eppure questa credenza ha fatto parte per millenni del pensiero umano. Molte persone possono ricordare quella che sembra essere una reale esperienza personale in diversi corpi e in altre vite. La Past Life Therapy, o Regression Therapy, si fonda sul modello della reincarnazione e del karma. Comunque, credere nelle vite passate o nella reincarnazione non è necessario perchè la Past-Life Therapy funzioni. Non è necessario che nè l'operatore nè il soggetto "credano".

Nel corso del secondo Concilio di Costantinopoli, nel 553 d.C., i concetti di reincarnazione e di preesistenza dell'anima furono dichiarate anatema nella Chiesa Cristiana come essa esisteva al tempo. Tuttavia il papa, Virgilio, era in prigione, e i vescovi d'Oriente rifiutarono di partecipare, e il Concilio fu ritenuto invalido da molti. A causa di ciò, forse gli editti del Concilio non sono vincolanti per i cristiani di oggi. Ci sono molti riferimenti alla reincarnazione nella Bibbia, sebbene alcuni sono oscuri e aperti a interpretazione.

Il karma è il processo di pareggiamento di ogni pensiero, intenzione e comportamento. Coinvolge causa ed effetto, ricompensa e punizione, azione e reazione. Se una persona fa qualcosa di dannoso a un'altra, ci sarà un pareggiamento. Il perpetratore soffrirà nella stessa misura, nella vita attuale o in una successiva. Una persona può anche bilanciare un debito karmico compiendo un'azione utile. Il bilanciamento karmico può dispiegarsi nell'arco di molte esistenze. L'operare del karma non può essere separato dal processo della reincarnazione.

Le Regole Auree

Nella cornice della reincarnazione e del karma, un individuo può infine far quadrare il bilancio delle sue vite, per così dire, e far adempiere l'antica regola (di Aristotele e Platone, oltre che biblica):

"Come semini, così raccoglierai."

E la Regola Aurea di Gesù:

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro." (Matteo 7:12)

Queste sono chiare espressioni di bilanciamento karmico.

In quest'ottica, un individuo è assolutamente responsabile della sua vita e di ciò che gli accade lungo il cammino. Il biasimo è falso, come è falsa la colpa, perchè un essere non può danneggiare un altro essere. Certamente il corpo e l'ego possono essere danneggiati e offesi, un'anima può essere frammentata, ma lo spirito eterno non può essere danneggiato.»

(William J. Baldwin, 2003)

 

Per approfondire il tema del karma, della reincarnazione e della Past-Life Therapy ti invito a leggere l'articolo E Liberaci dall'Illusione della Separazione: la Regression Therapy.

 

 

Vuoi saperne di più sulla Ipnosi Spirituale e la nuova Regression Therapy? Scrivimi!

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento qui in basso e dimmi cosa ne pensi.

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social :-)

 


E liberaci dall'illusione della separazione: la Regression Therapy

Messe da parte l'identificazione col positivo e la reazione al negativo, cosa rimane? .... Nulla rimane, eccetto l'espressione della libertà.

Steven Harrison

 

I paradigmi della guarigione fisica, mentale ed emozionale stanno cambiando velocemente. In tutto il mondo si verificano in accelerazione negli ultimi decenni profondi mutamenti nel livello di consapevolezza, e questi mutamenti si riflettono nella proliferazione delle più diverse tecniche di guarigione.

Le persone iniziano a capire, spesso per averlo sperimentato in prima persona, che le vecchie “terapie della parola”, nelle loro numerose varianti, hanno – quando ce l’hanno – un'utilità raramente decisiva. E’ osservazione comune che la consapevolezza dei propri comportamenti reattivi, pur essendo certamente un’acquisizione positiva, raramente determina la scomparsa dei vecchi logoranti pattern emozionali.

E’ sempre più chiaro, inoltre, che la tradizionale concezione della psiche umana è estremamente parziale, limitativa e ingannevole. Riusciamo a cogliere, infatti, soltanto un frammento della danza interiore tra cuore, mente ed esperienza umana. Per non parlare del corpo, dualisticamente messo al centro di una terapeutica completamente scissa che nega all'origine il fluire univoco del corpo fisico con i corpi sottili dell'uomo.

Tra le modalità terapeutiche emergenti, la *NUOVA* Regression Therapy, punta di diamante dell'Ipnosi Spirituale, è la più promettente. Il riconoscimento della sua efficacia procede di pari passo al crescente riconoscimento del ruolo che hanno le nostre vite precedenti nell’influenzare la nostra vita attuale. Curiosamente, non è necessario che né il soggetto né il terapeuta “credano" nella realtà delle reincarnazioni: la “vita precedente” di cui fa esperienza la persona in regressione ipnotica potrebbe ben essere una metafora dell’anima in cerca di guarigione. Ma è una metafora che funziona e la cui elaborazione genera risultati. La tecnica prevede l'uso dell'ipnosi regressiva, che quando praticata in modo qualificato e attento è una tecnica completamente sicura e affidabile.

L’esperienza di questi decenni costruita mattone dopo mattone dal lavoro di centinaia di terapeuti dello spirito si concettualizza in alcuni punti cardinali:

  • “Noi” non ci esauriamo nell’esperienza di questa vita attuale: la nostra anima attraversa molte vite.
  • In quelle vite e tra quelle vite opera a tutti i livelli di esperienza un principio di attrazione (karma).
  • Quando appare una condizione disfunzionale (un segno, un sintomo, un disagio, che sperimentiamo nel mondo intorno a noi e/o nel nostro interiore mondo emotivo e mentale), questa è spesso il riflesso o la proiezione di un trauma irrisolto o di altre esperienze e relative credenze e conclusioni maturate in altre vite. Lo schema che segue riassume questo legame:

  • La (vera) guarigione e la trasformazione del trauma causale, avvenuto in questa o in altre vite, genera una purificazione e uno “spostamento” in molte aree. Questo spostamento si verifica sia nella percezione soggettiva del mondo esterno che negli eventi del mondo esterno, che – in conseguenza – nella sensazione di sé della persona e nel suo benessere psicoemotivo. Questo spostamento diventa una sorta di spartiacque a partire dal quale l’esperienza vitale del soggetto si modifica coerentemente.
  • Un altro mattone importante nell'edificio della Regression Therapy è la considerazione riservata al problema delle entità rimaste "impigliate" nel nostro campo energetico e che spesso influiscono in modo determinante e a volte causale sui nostri disagi.



Per capire adeguatamente l'importanza della nuova Regression Therapy, occorre contestualizzarla in una cornice più ampia, e capire qual è la vera radicale origine di tutti i problemi in cui ci dibattiamo, di qualunque natura siano.

 

LA CREAZIONE DELL'ILLUSIONE

Una metafora ricorrente nella conoscenza spirituale e occulta, e trasversalmente presente in tutte le religioni (quantomeno nella conoscenza interiore), è la nostra origine in un Uno indiviso dal quale a un certo punto ha preso forma il manifesto. Questa concezione ha radici importanti anche nella tradizione del pensiero occidentale: "Il principio primo e l’elemento costitutivo di ogni cosa è un luogo infinito che è UNO e capace di movimento: questo luogo è la fonte che genera tutto in natura e dove tutte le cose ritornano", scriveva Anassimandro già nel 600 a.C.

Perchè ciò accadesse è stata necessaria una temporanea separazione dall'Uno (Luce Divina) da parte di esseri che in sè continuano a veicolare la loro natura di Uno (scintilla di Luce Divina) ma che hanno perso il ricordo e la comprensione dell'Origine. Da qui la nascita dell'ego, del dualismo e l'illusione della separazione.

In vario modo, questa sensazione di essere stati allontanati ci accompagna senza sosta.

L’ego può essere definito come una raccolta di giudizi su esperienze, oppure una sovrapposizione sulla pellicola dell’anima di significati ed errate interpretazioni generatesi in risposta alle esperienze dell’anima, nel corso delle sue varie esistenze. Quest’ego sembra avere sviluppato una sua vita propria, e vuole continuare a mantenere il controllo. Ma questo controllo è una reazione basata sulla paura, è soltanto una distesa di ricordi che ricoprono l’anima e che non sono altro che un compulsivo perpetuarsi di insiemi di credenze. Queste credenze hanno un comune denominatore: quella separazione originale da Dio (il Sé interiore).

E in effetti l’ego vede il Sé con disprezzo, perché in realtà è spinto solo dalla paura, che perpetua l’illusione della separazione dal Sé, dal Divino dentro e fuori. La paura E’ separazione, è precisamente la stessa cosa.

Soltanto l'amore causa la scomparsa dell’orientamento basato sulla paura che circonda uno specifico fatto o evento. L’amore conduce alla riunificazione. L’amore E’ l'unione interiore col Sé.

Vita dopo vita le personalità dell’anima sono generalmente inconsapevoli della credenza in questa separazione, e per questa ragione tendono a percepire gli "eventi negativi" come minacce, rifiuti, attacchi o abbandoni. Questi equivoci imprimono  sulla pellicola eterica dell’anima reazioni emotive e campi magnetici di attrazione, frutto di interpretazioni egoiche. Nell’incarnazione essi si manifestano come una parte fondamentale della visione della personalità e diventano così la base inconscia di credenze e reazioni alle (e fonte di attrazione delle) esperienze nel mondo. Questi equivoci egoici diventano gli sceneggiatori delle nostre illusioni, del “film” della nostra vita, e giocano un ruolo importante nell'agenda dell’anima nel suo progettare compiti e apprendimenti per ciascuna incarnazione, apprendimenti che costituiscono il sentiero del ritorno al Sé.

Il ritorno a Casa o al Sé è un disfare queste errate costruzioni. E queste costruzioni, se ci prestiamo attenzione, possiamo vederle e percepirle nelle nostre vite quotidiane. Si manifestano nel modo in cui vediamo le nostre relazioni e nel modo in cui gli altri sembrano vederci e trattarci. Sono i temi dell’abbandono, del rifiuto, della vendetta, dell’odio, della perdita, della colpa, del rimpianto, del senso di impotenza e dell’afflizione, giusto per citarne alcuni. Accade così che molti dei nostri comportamenti e convinzioni non sono naturali emanazioni del Sé, ma sono spesso invece emanazioni di tracce che questi campi e credenze hanno lasciato sulla nostra anima, emanazioni di tracce da altre vite e dalla nostra infanzia in questa vita. Sono tracce di questioni irrisolte, di credenze generate in seguito a eventi traumatici, ferite, o derivanti magari dall'atteggiamento dei nostri genitori quando eravamo nel grembo materno.

 

Quando esercitiamo uno sforzo per controllare il mondo, non ci rendiamo conto che in realtà stiamo cercando di cambiare un mondo che è già un mondo di effetti.

 

In generale, la maggior parte di noi fa esperienza del proprio mondo come se il mondo gli stesse accadendo. E’ come se il mondo sulla base del quale agiamo fosse reale, come se fosse veramente come appare. Da questa posizione ci sembra, a ragion veduta, di avere ben poco controllo. Quando esercitiamo uno sforzo per controllare il mondo, non riconosciamo che in realtà stiamo soltanto cercando di cambiare un mondo che è già un mondo di effetti. Non ci rendiamo conto che il mondo come ci appare è in realtà soltanto un riflesso della nostra stessa coscienza.

Quando interagiamo con gli altri raramente siamo consapevoli di come stiamo proiettando su di essi dei significati. E’ un costante dipingere numeri sulla tela. Ogni numero è un codice inconscio per una proiezione esteriore di ferite di questa o di altre vite. Queste ferite si nascondono in errate percezioni e conclusioni egoiche di giudizio, paura, controllo, meschinità, dipendenza, ansietà, bisogno di protezione, diffidenza, manipolazione, e tutte le credenze che abbiamo acquisito dalle nostre esistenze. Eppure siamo per lo più inconsapevoli del processo con cui svolgiamo tutto questo: creiamo incessantemente un film senza nemmeno rendercene conto!

Non facciamo così altro che perpetuare interi processi inconsci di attribuzione di significati a oggetti, cose, persone – significati che questi oggetti non avrebbero di per sè, senza cioè intersercarsi con noi nel nostro mondo personale. E infatti l’esistenza degli altri nelle nostre vite è tutto un gioco, un arrangiamento tra noi e altre anime per materializzare eventi e relazioni e generare così opportunità di guarigione e di apprendimento. Un gioco in cui tutti noi abbiamo la chance di rintracciare l'origine di questi significati e liberarne l'energia reiterante che ci invischia.

Noi biasimiamo gli altri per il trattamento che ci riservano, e non riconosciamo che non potremmo avere una diversa esperienza con loro se non avessimo creato noi queste esperienze, questo film. Sì, noi siamo totalmente responsabili. Non è: “Mi ha fatto questo”. E’ piuttosto: “Sto facendo questo a me stesso per causa di qualche radicata emozione non guarita e convinzione egoica da qualche altra esperienza della mia anima”.

Abbiamo creato interi campi di attrazione che convogliano energie comuni ed esperienze tematiche e credenze distintive. Questi campi sono emersi da traumi ed esperienze che abbiamo percepito erroneamente. Questo errore è in attesa di correzione da parte della Presenza Divina, dell’Amore. Questi campi di attrazione portano a noi interi eventi e persone e scenari con cui lottiamo come se fossero reali invece di vederli per quel che sono: dei segnali stradali, indicatori o riflessi di eventi causali vivi in qualche angolo della psiche e in attesa di essere rielaborati e accolti in quell’Amore.

Il campo magnetico di attrazione creato dall’interpretazione egoica di un evento attrae persone ed esperienze che risuonano a una frequenza simile o complementare. Se siamo inclini alla vittimizzazione allora appariranno nelle nostre vite persone che saranno i nostri perpetratori, che saranno abusive, e così via.  La comparsa di questi personaggi costituisce un incastro perfetto.

Questa concezione non è nuova, ma al contrario è presente - implicita o esplicita - negli insegnamenti di molte scuole spirituali. Lo stesso Gesù insegnava: “Vi sia fatto secondo la vostra fede” (Matteo, 9:29). Le Upanishad parlano di questi campi di attrazione come samskaras o “nodi del cuore”, e affermano (Sri Aurobindo) che la via della riunificazione (yoga) con il Sé passa attraverso la purificazione di questi campi e credenze.

Il testo Un Corso in Miracoli definisce questa costante proiezione egoica, che opera per mezzo del principio manifestante comunque sempre all’opera, il Mondo stesso. E’ la nostra stessa creazione. Un libro affine a questo percorso porta significativamente il titolo di La Scomparsa dell’Universo! E’ la scomparsa dell’universo creato e percepito dall’ego a essere reale. Questa scomparsa ha luogo quando il significato egoico attribuito agli eventi e alle relazioni della nostra vita viene dissolto nella Presenza del Divino, lo stato del Miracolo (G. Renard).

Nella nuova Regression Therapy, che ha preso ormai completamente le distanze dall’ipnoterapia clinica per configurarsi come un autonomo trattamento di guarigione spirituale, il passo decisivo è portare il soggetto nella possibilità di processare questi momenti egoici alla luce della nuova consapevolezza assicurata dalla Presenza Divina. Questa Presenza, che sia formalmente rappresentata come il Sé Superiore, la Presenza Angelica, i Maestri Spirituali o la Luce del Vero Essere, ha il potere di ricontestualizzare e trasmutare le originali esperienze causali del trauma e della proiezione.

Il film è cambiato, il copione è riscritto, non dalla mente egoica razionale ma, in modo decisivo, dal Sé.

 

Per approfondire il tema del karma, della reincarnazione e della Past-Life Therapy ti invito a leggere l'articolo A patti col Karma: Reincarnazione e la Regola d'Oro di Gesù.

 

[Nota importante: Nonostante l'uso informale, di derivazione anglosassone, dei termini "terapia" e "terapeuta" e "guarigione", la Regression Therapy come qui illustrata non costituisce terapia e gli operatori non sono terapeuti. La nuova Regression Therapy è una tecnica di azione spirituale e l'operatore è al servizio di questa azione. Qualunque sintomo fisico o psichico va riportato al proprio medico curante per la diagnosi e le valutazioni del caso.]

 

Vuoi saperne di più sulla Ipnosi Spirituale e la nuova Regression Therapy? Scrivimi!

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento qui in basso e dimmi cosa ne pensi.

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social :-)

 

 


Le dissonanti corde invisibili della relazione

"I fili invisibili sono i legami più forti." (F. Nietzsche)

 

Immagina una grossa corda legata intorno al tuo bacino. Ora immagina che l’altro capo di quella corda sia annodato al bacino di un tuo caro. Tu tiri da un lato, cerchi di divincolarti. Lui tira dall’altro. Non se ne esce. Il tempo passa e la situazione non si risolve. Nasce frustrazione, rabbia, rancore, voglia di scappare.

Ora pensa a un rapporto di relazione nella tua vita nel quale non tutto va come dovrebbe: con il tuo compagno, con tua madre, con i tuoi figli, col capo ufficio o con un vicino di casa ostile. Qualcuno verso cui provi, per esempio, frustrazione, rabbia, rancore, voglia di scappare. Eccoti una corda energetica.

Le corde energetiche sono fatte di energia astrale ed eterica (diciamo pure di energia mentale ed emotiva) e connettono i corpi sottili di due persone. E’ come essere collegati con un cordone ombelicale, nel quale vi è un costante trasferimento di energia vitale ed emozionale. Trattandosi di piani sottili, non importa a quale distanza le due persone si trovino: la corda può rimanere comunque molto attiva.

Le corde collegano ad altre persone, viventi o meno (il legame emotivo irrisolto con una persona ora defunta, e a volte il legame aurico con un earthbound), del presente o del passato, ma possono legarsi anche a oggetti importanti (una casa) o a qualcosa di più astratto come un obiettivo importante da realizzare.

La creazione di corde avviene naturalmente ogni qual volta instauriamo un contatto di relazione, per quanto effimero. La gran parte delle corde formate sono infatti a breve termine e si dissolvono velocemente. Generalmente sono le corde a lungo termine che possono causare problemi alle persone alle estremità di ciascuna corda.

Le corde energetiche possono essere viste o percepite direttamente da persone psichicamente dotate, oppure individuate da chiunque e in completa sicurezza sotto ipnosi, laddove la mente subconscia è libera di muoversi senza i filtri percettivi dell’Io strutturato e può così rilevarle molto facilmente.

Alcune corde sono naturali e positive. Ogni bambino in una sana relazione con i genitori ha una o più corde che lo legano a essi. Spesso alla nascita ci sono legami con tutti i 7 chakra del bambino. Queste corde hanno caratteristiche molto armoniose e tendono a ridursi in numero col tempo.

Quando le corde permangono anche nel passaggio all’età adulta segnalano invece un problema, spesso un legame troppo stretto o un genitore dall’affetto troppo avvolgente.

Frequentissime, ovviamente, anche le corde tra i componenti di una coppia, tra due persone che si amano. Qui è molto interessante studiare a fondo la natura di queste corde, che spesso sveleranno l’esatta origine di dinamiche disfunzionali che vanno affrontare e risolte.

Nell’immagine che segue troviamo un esempio di corda positiva tra due innamorati (a sinistra) e a fianco uno di corda negativa, che agganciandosi al chakra del plesso solare indica un tentativo di imposizione e controllo nei confronti dell’altro:

 

Nel lavoro di indagine sulle corde energetiche non si verifica soltanto chi c’è all’altro capo della corda, ma anche la natura della corda stessa, cioè la natura del legame energetico con l’altra persona: la corda infatti appare con una forma, un colore, uno spessore, una struttura e una trama che rivelano molte informazioni sulla qualità del legame. Inoltre, si può percepire lo scorrere dell’energia all’interno della corda, e verificare se viaggia nelle due direzioni o magari soltanto da una parte verso l’altra, segnalando così un possibile scompenso nella relazione.

Importantissimo, ancora, è verificare in quale punto del corpo energetico la corda è agganciata. Molto spesso il suo terminale si trova su un chakra, e questo fornisce una informazione decisiva sul tipo di rapporto che lega due persone, e soprattutto sull’intento con cui la parte “agganciante” si pone nella relazione. Il chakra agganciato può rivelare intenti di controllo o dominio, intenti materiali o sessuali, intenti sublimi o spirituali.

Esistono molte altre variabili da considerare, ad esempio la lunghezza della corda, la presenza di sintomi fisici nel punto di connessione, e anche la posizione anteriore o posteriore nel corpo energetico in cui la corda si aggancia: una corda che si aggancia alla schiena indica spesso un desiderio di nascondimento, una volontà da parte di chi sta all’altro capo della corda di non essere scoperto, e ciò può essere intenzionale oppure un desiderio inconscio di occultamento (non voler rivelare le proprie vere intenzioni).

Una volta individuate, in stato ipnotico, le corde, indagate a fondo e stabilito quali sono da mantenere e quali (spesso la maggior parte) da eliminare, si procede a tagliare queste corde e a dissolvere ogni loro parte.

Questo potente lavoro immaginativo e percettivo non è da sottovalutare, perché genera spesso importanti modificazioni nella natura del legame di relazione con la persona interessata e, quel che è più sorprendente, spesso crea modificazioni anche nell’esperienza del rapporto da parte dell'altra persona, che pure non ha preso parte all’ipnosi. Questo fatto può rivelarsi di straordinaria importanza, specie in situazioni di legami affettivi familiari o di coppia estremamente complessi e caratterizzati da strascichi di emozioni pesanti (rabbia, risentimento, paure, soggezione, rivalsa, amarezza…) che impediscono ogni evoluzione perché una delle parti (magari appunto quella all’altro capo della corda) sembra incapace di lasciare andare questioni del passato irrisolte.

Dunque le corde energetiche si tagliano energeticamente, e questo produce non di rado tangibili effetti sul piano del reale: diminuzione o scomparsa di attriti, di dipendenze affettive, di rimorsi e rimpianti, di attenzioni eccessive, di sensi di colpa, ecc.

Va anche detto che se molte corde si formano inconsciamente e automaticamente, alcune sono create intenzionalmente. Questo fenomeno rinvia al tema degli attacchi psichici (volontari o involontari), e qui le pratiche dell’Ipnosi Spirituale possono risolvere situazioni piuttosto insidiose. Va anche segnalato come abbastanza di frequente le energie presenti all'altro capo di una corda facciano sì che una sessione di lavoro sulle Corde Energetiche diventi una sessione di Spiritual Releasement Therapy.

E’ quasi sempre sufficiente una sola sessione di ipnosi per individuare e recidere le corde, sebbene sia auspicabile una nuova verifica dopo un certo tempo perché a volte le corde tendono a riformarsi, e perché a volte una corda tagliata che si riforma segnala la sua natura di corda karmica, legata spesso a patti o promesse in vite precedenti, che richiede un particolare approfondimento ed eventuale risoluzione con le tecniche della Past Life Therapy.

 

Vuoi saperne di più sulla Ipnosi Spirituale e le Corde Energetiche? Scrivimi!

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento qui in basso e dimmi cosa ne pensi.

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social :-)

 


Spiritual Releasement Therapy: Ri-essere completamente

Chi sta sponsorizzando la tua insanità? Chi ha fatto l’ordine del giorno?

(Carlos Castaneda)

 

Dopo la pubblicazione del mio articolo sulle nostre piccole possessioni da parte di esseri disincarnati, tanti mi hanno chiesto un approfondimento su questo fenomeno e sulla Spiritual Releasement Therapy, la tecnica per liberare (e liberarsi da) queste entità in modo definitivo.

Come accennato in quel post, la ricerca psichica, in particolare quella portata avanti dallo psichiatra Carl Wickland e più di recente dagli psicologi clinici William Baldwin e Edith Fiore ha dimostrato la frequentissima (l’esperienza suggerisce una frequenza di 8 persone su 10) presenza nel campo energetico di una persona di altre “presenze”, di energie dinamiche che sono attaccate al corpo eterico del soggetto e lo influenzano. Il termine migliore per definire questo gruppo eterogeneo di presenze è quello neutro di entità. Il tipo di influenza cambia secondo il tipo di entità e secondo il suo scopo (ammesso che ne abbia uno, il che spesso non è).

Queste ricerche pionieristiche trovano conferme continue nel lavoro quotidiano di numerosi terapeuti e operatori che, soprattutto nel mondo anglosassone, aiutano migliaia di persone a liberare il proprio campo sottile da queste presenze indesiderate. In Italia, soprattutto per la mancanza di letteratura e formazione specifica oltre che per ostacoli culturali che tendono a farci relegare questi fenomeni nell’ambito della superstizione, siamo ancora in pochissimi a conoscere adeguatamente questi temi.

I segni più comuni che consentono di ipotizzare la presenza, con sé, di energie non proprie (ma la loro assenza non è affatto una garanzia che non vi siano) sono:

  • sentirsi sempre stanchi e senza forze, o completamente esausti (il singolo segno più comune)
  • disturbi del sonno (segno frequentissimo); spesso sogni o incubi strani e ricorrenti
  • l’amplificazione delle proprie emozioni dolorose (ad esempio: sensi di colpa ingiustificati, disprezzo di sè, rabbia esplosiva…)
  • il fatto che “da quel momento in poi” (da quell’evento, da quel viaggio, ecc.) qualcosa dentro non è stata più la stessa
  • un umore altalenante, grande impulsività e comportamenti compulsivi
  • inspiegabili scoppi di ira o di tristezza, tempeste emozionali
  • sensazione di “non essere soli”
  • chiedersi: “l’ho detto io?”, “l’ho fatto io?”
  • problemi di dipendenza da alcool o sostanze
  • scarsa memoria, poca concentrazione o difficoltà a pensare e decidere
  • improvviso emergere di ansie o depressioni senza causa apparente
  • improvviso emergere di disturbi fisici o dolori senza causa accertabile
  • inspiegabili paure, fobie e attacchi di panico
  • sperimentare un senso di distorsione del tempo o dello spazio
  • sentirsi a disagio senza causa apparente in alcuni specifici luoghi o circostanze
  • insistenti deja-vu
  • rendersi conto che ci si boicotta attivamente in alcune aree della vita (es. perdendo il lavoro, o nelle relazioni)

 

Quali sono queste energie?

Per capire davvero, e per non spaventarci (perché non c’è nessun motivo di avere paura di questi argomenti, eccetto che per le superstizioni che li avvolgono), dobbiamo anzitutto capire che non esistiamo soltanto noi, il sole e le nuvole. Oppure: noi, gli alberi, gli animali, il mare e – al più – Dio.

Esistono diversi piani dell’esistere. Noi occupiamo il piano fisico, e vediamo e facciamo diretta esperienza di ciò che occupa il piano fisico. Ma esistono diversi altri piani c.d. “sottili”, che non possiamo vedere con gli occhi né toccare con le mani, ma che sono altrettanto reali di quello fisico. D’altronde, dovremmo ricordare alla nostra parte dubbiosa che “crediamo” in cose del tutto invisibili, come la ragione, il pensiero, le emozioni, la volontà…

Questi piani sottili sono popolati da energie ed entità di natura diversa dalla nostra. Ciascuna di queste energie può essere attratta, di solito ma non necessariamente per ragioni di affinità, dal nostro campo energetico e lì rimanere durevolmente, influenzandoci in modo sottile per il sol fatto di essere con noi.

Una possibile rappresentazione dei piani sottili: in basso, noi nel nostro corpo fisico

 

Queste nozioni non sono nuove.

In realtà non c’è tradizione spirituale o religiosa che non contempli nel proprio corpus di conoscenza (ufficiale o meno) questo fenomeno: pensiamo ad esempio ai dybbuk dell’ebraismo oppure, in un ambito più ampio, ai jinn dell’islamismo e ai voladores dello sciamanesimo di Carlos Castaneda.

 

Vediamo quali sono i due tipi di entità più comuni che la nuova generazione di Terapeuti dello Spirito incontra nel corso di una sessione di SRT (Spiritual Releasement Therapy – Terapia della liberazione spirituale).

 

Spiriti rimasti legati alla terra

Gli inglesi li chiamano earthbounds. E’ il tipo di presenza che si riscontra con maggiore frequenza. Non sono altro che ex-viventi che al momento della morte non sono riusciti ad ascendere verso la Luce Divina. Non sono cioè riusciti a staccarsi dal piano fisico, pur non facendone più parte. Questo accade soprattutto in caso di morte improvvisa o violenta (cioè inattesa), oppure quando il vivente era attaccatissimo a un luogo o una persona e non vuole assolutamente lasciarla andare, oppure in circostanze di morte psicoemotivamente tragiche (ad. es. suicidi), oppure ancora quando la persona in vita non aveva coltivato minimamente questioni spirituali, non si era interrogata sulle “grandi domande”, e muore convinta che tutto ciò che esiste è ciò che si vede e si tocca.

Spesso queste entità sono confuse, si ritrovano ancora nel piano fisico ma prive di un corpo fisico. Hanno un corpo spirituale ma non capiscono ciò che accade: si sentono smarrite, hanno paura. Non sanno bene cosa fare, e questo le porta a essere naturalmente attratte verso l’aura dei viventi, a cui rimangono “agganciate” in cerca di conforto e per sperimentare ancora le sensazioni che provavano quando avevano un corpo. La loro presenza causa ai viventi disagi molto variabili: da semplici sensazioni che “qualcosa non torna” a uno dei segni elencati all’inizio dell’articolo, fino a problemi molto più intensi se c’è una ragione specifica dietro la loro presenza, come nel caso di qualcuno che odiava così tanto il proprio nemico che al momento della morte gli si è attaccato per cercare di vendicarsi in qualche modo.

Un fatto singolare, che molti non conoscono, è che può accadere che ci si vada a sottoporre a una sessione di Ipnosi Regressiva per curiosare sulle proprie vite precedenti e la narrazione che emerge appartenga in realtà alla vita precedente di un earthbound. Ecco perchè la SRT, con relativa liberazione dell’earthbound legato a sè, dovrebbe precedere qualunque seduta di Ipnosi Regressiva, la quale comunque va gestita con competenza e attenzione per le ragioni che ho esposto in questo articolo.

Salvo casi particolari, il terapeuta di solito convince questo tipo di entità a lasciare il campo energetico della persona. Questo avviene motivandoli e accompagnandoli amorevolmente a riprendere il loro cammino evolutivo, abbandonando una situazione di stallo che è dannosa tanto per loro quanto per il loro ospite.

 

Esseri oscuri

La loro presenza è relativamente frequente. A differenza degli earthbounds non hanno mai avuto un corpo fisico. Sono energie che si sono distaccate dall’Uno (Luce Divina) scegliendo di percorrere la via oscura. Diversamente dagli earthbounds non sono collaborativi, nel colloquio col terapeuta sono ostili e non hanno nessuna intenzione di andarsene spontaneamente. Sono molto attivi nel campo energetico del loro ospite, dove sono all’origine di comportamenti compulsivi, dipendenze, emozioni violente, sensi di colpa e molte disarmonie.

La loro rimozione avviene con il supporto delle Forze di Luce, che li conducono in un luogo appropriato sul piano del Divino dove non possono nuocere. Non di rado questa rimozione comporta mutamenti drastici nel campo emozionale della persona che li ospitava, togliendo energia a parti di sé fino allora molto dolorose.

A volte, questi esseri non sono soli ma si presentano in moltitudine. Qui la loro rimozione può essere più impegnativa, e i benefici ottenuti più incredibili.

 

Esperienze condivise suggeriscono che circa 8 persone su 10 subiscono qualche tipo di interferenza da parte di energie estranee, che anche in mancanza di segni eclatanti alimentano in modo sottile ma insistente le emozioni dolorose (sensi di colpa, bassa autostima, solitudine, ecc.), di cui si nutrono e che a loro volta amplificano.

 

Oltre a earthbounds ed esseri oscuri, ci si può imbattere con minore frequenza in altre forme di energia. Vediamo le principali.

Forme-pensiero

Per capire a fondo che cosa è una forma-pensiero occorrerebbe prima spiegare molto bene che cosa è il pensiero. In massima sintesi diciamo che il pensiero ha una natura estremamente plastica e che i pensieri molto pensati giungono a strutturarsi in forme stabili di pensiero che in qualche modo hanno una vita (cioè una energia) propria. Questa energia può originare nel soggetto stesso o provenire da altri soggetti che hanno generato il pensiero, e si alimenta dell’energia dell’ospite interferendo con i suoi processi emotivi e mentali insinuandovi reiteratamente i contenuti che la forma-pensiero veicola.

Le forme-pensiero possono essere relativamente innocue ma anche estremamente dannose, e spesso la loro eliminazione è immediatamente percepibile dalla persona, che si sente improvvisamente liberata di una parte di sé estremamente disfunzionale.

 

Spiriti della natura, Elementali

Si tratta di forze di energia primordiale, tendenzialmente di natura positiva, la cui presenza costituisce comunque una interferenza disarmonica nella vita della persona. A volte queste entità sono molto “arrabbiate” perché inconsapevolmente la persona ha stravolto il loro habitat naturale (ad esempio abbattendo un vecchio albero in giardino) e per questa ragione rimangono vincolate al campo energetico dell’ospite. L’operatore possiede gli strumenti per convincerle a distaccarsi.

 

 

Dispositivi ET

Molti stentano a crederci (chissà poi perché), ma è una risultanza consolidata nell’esperienza dell’SRT che occasionalmente ci si imbatta nella presenza nel corpo eterico non di extraterrestri, ma di dispositivi orbitanti nel campo eterico della persona che hanno origine extraterrestre. Va ben chiarito che non si tratta di dispositivi meccanici con una loro consistenza materiale, ma di oggetti eterici, cioè appartenenti a un piano non fisico, inseriti remotamente nel campo magnetico della persona (quindi: nessun rapimento).

Per lo più sono presenti a scopo di controllo, studio e ricerca. Tuttavia, possono interferire in molti modi con la vita del soggetto ospite. E’ possibile prendere contatto con coloro che li hanno concepiti per esplorarne motivazioni e funzione. E’ anche possibile rimuoverli.

 

Parti di sé frammentate

In alcune circostanze della vita, ma specialmente quando – soprattutto da bambini – ci si imbatte in forti traumi, così forti da non avere le risorse per affrontarli ed elaborarli, una parte di sé può distaccarsi energeticamente dall’interezza del Sé, e in qualche modo vivere di vita propria (un po’ come avviene per le forme-pensiero). Ciò determina spesso vaste zone d’ombra nel vissuto e nel comportamento del soggetto, che letteralmente non ha contatto con una parte di sé; che in effetti è ora con lui ma all’esterno di lui.

Il terapeuta può ricondurre queste parti frammentate a unità, riportandole al loro giusto posto.

 

Spiriti di animali domestici

Può accadere che un animale molto affezionato e molto amato rimanga trattenuto nel campo energetico del suo compagno umano, e non riesca ad andare oltre. Questo accade più facilmente per i cani, più di rado con i gatti. Anche loro possono essere liberati dal terapeuta e riprendere il loro cammino.

Parlando di animali domestici va citata la possibilità che vi siano entità che si legano al loro campo aurico. Si tratta di solito soprattutto di spiriti Elementali, che possono attaccarsi “per gioco” causando però diverse interferenze e a volte, forse, vere e proprie malattie. Gli animali sono anche influenzati da presenze nell’ambiente circostante (es. nell’abitazione).

 

Esistono molte altre possibilità, che includono accordi e patti che ci si porta dietro da vite precedenti; maledizioni anch’esse remote; corde invisibili che legano ad altre persone e vanno recise; veri e propri attacchi psichici condotti consapevolmente o inconsapevolmente da altri individui.

Ciascuna di queste possibilità presenta la propria particolarità, la propria storia e costituisce una sfida a sé stante per il terapeuta, che non di rado deve far regredire il soggetto in ipnosi a esistenze precedenti per risalire all’origine di queste presenze.

Una citazione a parte meritano quegli earthbound che non sono legati a viventi, ma a luoghi. Non sono altro che i famigerati “fantasmi” della credenza popolare, ex-viventi inesorabilmente (e spesso drammaticamente) legati a luoghi specifici, per loro di grande importanza quando erano in vita. Possono interferire con questi luoghi in modi molto diversi, il più delle volte sottili e a volte sottilmente e insospettabilmente dannosi. Il terapeuta spirituale può aiutare anche loro a proseguire nel loro cammino evolutivo abbandonando i luoghi cui non appartengono più.

 

Ci sono diverse metodologie per scoprire se una persona (o un animale, o un luogo) ha attaccate a sé delle energie estranee, e diverse tecniche per rilasciare queste energie. La più comune e razionale è l’ipnosi, di cui la Spirit Releasement Therapy costituisce una pratica specifica con le sue metodiche e le sue regole, e gli stessi livelli di grande sicurezza propri dell’ipnosi.

Il più delle volte basta una sessione, a volte ne servono alcune.

Non è strettamente necessario che l’ipnotista faccia il lavoro direttamente con la persona che vuole essere esaminata e “liberata”. E’ possibile infatti anche eseguire sessioni di SRT remota, utilizzando una terza persona al posto del soggetto. Questa persona è dotata di una buona ricettività e sensibilità verso i piani sottili, e attraverso di lei (indotta in ipnosi) il terapeuta esegue tutto il lavoro necessario. Questa pratica consente spesso una più immediata efficacia operativa, perché evita una serie di intoppi che possono presentarsi nel lavoro diretto con la persona (es. paure culturali della persona, resistenza di alcuni soggetti all’induzione ipnotica, ecc.).  L’operatore prima di procedere fa in modo di acquisire remotamente il consenso del Sè Superiore del soggetto cui è destinato il lavoro.

Per quanto riguarda la sessione diretta, questa può svolgersi sia in presenza che a distanza (ad esempio via Skype), perché operando sul piano sottile lo spazio e la fisicità non hanno valore. E’ non occorre “crederci” perchè come in ogni ipnosi la persona rimane sempre completamente consapevole di tutto quel che accade, ed è testimone dell’indagine del campo aurico che si va svolgendo.

La liberazione delle entità attaccate è quasi sempre definitiva, fermo restando che la suscettibilità individuale alle “invasioni” dipende da diversi fattori e va affrontata separatamente. Alcuni fattori di suscettibilità sono l’uso di sostanze che abbassano il livello di controllo e di coscienza (es. abuso di sostanze), periodi di indebolimento psicofisico, il soggiorno in luoghi notoriamente popolati da entità vaganti (ospedali, luoghi di sofferenza, osterie o altri posti di dipendenza).

Cosa ci si può aspettare dopo una sessione di SRT? A volte i cambiamenti sono drastici, si assiste a una sparizione pressochè immediata di disagi che accompagnavano la persona magari da molti anni. Altre volte, si avverte inizialmente un senso di alleggerimento (e non di rado inizialmente anche di mancanza) e ritrovata serenità, e ci si accorge poi via via col trascorrere dei giorni e delle settimane che qualcosa dentro di sè è cambiato. Si modifica così e diventa più spontaneo e vero il contatto con le proprie emozioni, con i propri pensieri, e con le loro manifestazioni.

Naturalmente se a seguito di una energia estranea che magari si accompagna a noi da moltissimi anni abbiamo elaborato, per esempio, una tendenza esasperata a sentirci in colpa in modo smisurato, la mera liberazione da questa energia il più delle volte non farà scomparire immediatamente il senso di colpa. Ciò perchè su questa nera emozione, distorta all’origine, abbiamo costruito nel tempo una struttura di pensieri, convinzioni (“io non valgo nulla”) e sentimenti dolorosi che ora pian piano ci troveremo a modificare. Ma il fatto straordinario è che alla nostra emozione dolorosa abbiamo tolto il nutrimento, il motore, ciò che alimentava quella distorsione emozionale. In tal modo tutto tende o quantomeno ha il potenziale per spontaneamente e progressivamente rientrare.

Questo è agevolato dal fatto che il lavoro non si limita a liberare le entità estranee, ma con esse (per il tramite della persona sotto ipnosi) il terapeuta intesse un dialogo che consente nella maggior parte dei casi di conoscere e circoscrivere l’ambito nel quale la persona ha risentito di queste presenze. La possibilità che ne deriva è così quella di focalizzarsi ed elaborare consapevolmente le parti di sè che risentivano dell’influsso delle energie ora liberate.

La pratica della Spiritual Releasement (SRT) è condotta con compassione, rispetto e adeguata considerazione per tutte le parti in causa, incluse le entità che finalmente possono proseguire il loro percorso evolutivo o confluire nella Luce di Dio abbandonando il sentiero oscuro. Tutto procede verso la sua risoluzione per il Maggior Bene.

 

[Nota importante: Nonostante l’uso informale, di derivazione anglosassone, dei termini “terapia” e “terapeuta” la SRT non costituisce terapia e l’operatore non è un terapeuta. La SRT è una tecnica di azione spirituale e l’operatore è al servizio di questa azione. Qualunque sintomo fisico o psichico va riportato al proprio medico curante per la diagnosi e le valutazioni del caso.]

 

Vuoi saperne di più sulla Ipnosi Spirituale e la SRT? Scrivimi!

Vorresti diventare SPIRITUAL RELEASEMENT THERAPIST? Clicca QUI.

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento qui in basso e dimmi cosa ne pensi.

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social 🙂

 


Le nostre impensabili possessioni (e la loro risoluzione con l'Ipnosi Spirituale)

«Quando era una bambina di nove anni regolarmente vittima delle violenze del padre alcolista, al ritorno da scuola rimaneva seduta tremante tutti i giorni sulle scale di casa ad aspettarne il ritorno, sapendo che sarebbe stato ubriaco e violento come al solito.

La bimba aveva pregato Dio di venire a salvarla ma le sue preghiere non avevano avuto risposta, così chiese al Diavolo di venire ad aiutarla.

Il diavolo (o un suo affine oscuro) venne e divenne il suo compagno, ma il padre rimase abusivo. Venticinque anni dopo, e mentre lottava per uscire dalla sua stessa dipendenza dall'alcool, la donna identificò infine dentro di sè quella tenebrosa presenza che aveva invitato tanto tempo prima, e le disse addio. »

 

C'era una volta la possessione, la possessione "demoniaca" per l'esattezza. Questa aveva diversi vantaggi: a) era rara; b) era veramente terribile e incredibilmente spaventosa; c) rientrava nella competenza di intervento super-specialistica dell'esorcista, uno strano e ugualmente raro ometto detentore di incensi e formule latine misteriosamente efficaci a debellare l'oscura presenza.

Tutto sommato, per quanto sembri apparentemente paradossale, l'assoluta eccezionalità del fenomeno faceva dell'indemoniato un esemplare umano a parte, decisamente molto lontano da noi e - ammettiamolo - questa lontananza era molto rassicurante.

Eppure un giorno qualcuno si scontrò contro l'evidenza che se estreme manifestazioni psicotiche potevano essere ascritte a possessioni demoniache (e all'inverso, come più prosaicamente ripete oggi la psichiatria, estreme possessioni demoniache possono ascriversi a forme psicotiche), esiste anche una vastissima terra di mezzo fatta di disagi psichici meno clamorosi anch'essi attribuibili a forme di possessione.

E' il 1924 quando lo psichiatra americano di origini svedesi Carl August Wickland pubblica in un libro le risultanze sconvolgenti di un lavoro lungo molti decenni. Il libro si intitola Thirty Years Among the Dead e non è mai stato tradotto in italiano.
L'affermazione rivoluzionaria di Wickland è che la gran parte dei disturbi psicologici e mentali, da molte forme di ansia fino alla depressione e alle psicosi passando per le manie, non abbiano un'origine psicodinamica o biologica ma siano dovuti a "infestazioni" di entità disincarnate, un tempo esseri viventi che al momento della morte non sono riusciti ad ascendere alla Luce. In effetti, il nome giusto sarebbe "ossessione", più che possessione, ma nell'italiano corrente questo vocabolo ha assunto altri significati.

 

Scrive il dottor Wickland:

«[Subito dopo la morte del corpo fisico] molti si trovano in uno stato di torpore profondo, altri sono smarriti o confusi; menti inquiete possono essere invase dalla paura di strane oscurità che gli si presentano; soffrono nell'angoscia o nel rimorso la loro condotta terrena; alcuni, spinti da inclinazioni egoistiche o malvagie, cercano uno sfogo per queste forze, rimanendo in questa condizione fino a quando i desideri distruttivi sono cresciuti a dismisura e le anime riescono a invocare luce e comprensione, e gli spiriti progrediti possono finalmente raggiungerle e aiutarle.

Mancando di corpi fisici attraverso cui dare forma alle propensioni terrene, molte intelligenze disincarnate sono attratte dalla luce magnetica che emana dai viventi e, consapevolmente o inconsapevolmente, si attaccano a queste aure magnetiche, trovando un canale di espressione nel fatto di influenzare, ossessionare o possedere esseri umani. Tali spiriti impositivi influenzano gli animi delicati con i loro pensieri, dispensano loro le proprie emozioni, indeboliscono la loro forza di volontà e spesso ne controllano le azioni, generando grande afflizione, confusione mentale e sofferenza.
Questi spiriti rimasti legati alla terra sono i supposti "demoni" di tutte le epoche; "demoni" di origine umana, sottoprodotti dell'egoismo umano, dei falsi insegnamenti e dell'ignoranza, ritrovatisi senza nemmeno capire come in un'esistenza di spiriti e lì trattenuti dalle catene dell'ignoranza.

ipnosi
Il Dr. Carl Wickland e la moglie Anna

L'influenza di queste entità disincarnate è la causa di molti degli eventi oscuri e inesplicabili della vita terrena e di una larga parte della miseria del mondo. La purezza della vita e del proprio intento, o una grande intelligenza, non offrono necessariamente protezione da queste ossessioni; riconoscere e comprendere questi fenomeni è l'unica tutela possibile.
Le condizioni fisiche che consentono questa intromissione sono diverse: lo sconfinamento avviene spesso per una suscettibilità e predisposizione naturale, un sistema nervoso logorato o uno shock improvviso. I disordini fisici sono conduttivi all'ossessione, perché quando le forze vitali si abbassano c'è meno resistenza e gli spiriti intrusivi accedono con facilità, sebbene spesso nè il mortale nè lo spirito è consapevole della presenza dell'altro.
Questa invasione altera le caratteristiche della persona, manifestandosi in una personalità apparentemente cambiata, a volte simulando personalità dissociate o multiple, e frequentemente causa una palese disarmonia mentale, che varia nel grado da una semplice aberrazione mentale fino a includere tutti i tipi di demenza, isteria, epilessia, melanconia, psicosi traumatica, cleptomania, idiozia, mania religiosa e suicidaria, come anche amnesia, invalidità psichica, dipsomania, immoralità, zoorastia funzionale, atrocità e altre forme di criminalità.
L'umanità è circondata dall'influenza-pensiero di milioni di esseri disincarnati, che non sono ancora giunti alla piena comprensione degli scopi superiori dell'esistenza. Prendere coscienza di questa realtà significa capire l'origine di molti pensieri spontanei, emozioni, strani presagi, stati d'animo cupi, irritabilità, impulsi irragionevoli, esplosioni temperamentali irrazionali, infatuazioni incontrollabili e innumerevoli altre bizzarrie mentali.»

 

Ovviamente per potere considerare adeguatamente le scoperte del dr. Wickland dobbiamo avere la disponibilità di mettere da parte alcune convinzioni radicate, specie nella nostra cultura cattolica, che pochi hanno mai messo seriamente in discussione.

Ad esempio la convinzione che dopo la morte le anime vadano in un Altrove (o Aldilà che dir si voglia) spazialmente lontano da noi, mentre la ricerca psichica mostra con sufficiente certezza che questo Aldilà è verosimilmente frammisto alle nostre esistenze ordinarie su un differente piano percettivo. Occupiamo lo stesso spazio, pur senza esserne consapevoli.

Ad esempio anche la convinzione che tutte le anime seguano lo stesso percorso, finendo nello stesso luogo (Regno dei Cieli), o al più in due luoghi diversi (Paradiso e Inferno). Mentre ciascuna Anima segue un percorso che non è mai completamente sovrapponibile a quello di un'altra, nei tempi oltre che nei modi, perchè moltissimo dipende dai compiti che l'anima si era prefissa nella presente incarnazione, nel successo o meno che ha ottenuto nel realizzarli e soprattutto nel livello di consapevolezza che la personalità ha raggiunto al momento della dipartita. Questo livello dipende in massima parte dall'impegno spirituale profuso in vita.

Il lavoro pionieristico del dr. Wickland non è rimasto isolato. Di grande valore il lavoro svolto negli ultimi decenni da  Edith Fiore e William J. Baldwin, entrambi psicologi clinici e terapeuti olistici, che hanno messo a punto tecniche specifiche per lo Spirit Releasement, la liberazione degli spiriti rimasti attaccati al campo energetico di un vivente. In realtà non c'è tradizione spirituale o religiosa che non contempli nel proprio corpus di conoscenza (ufficiale o meno) questo fenomeno: pensiamo ad esempio ai dybbuk dell'ebraismo oppure, in un ambito più ampio, ai jinn dell'islamismo e ai voladores dello sciamanesimo di Carlos Castaneda.

Quel che oggi sappiamo in modo consolidato è che la vastità di manifestazioni che possono correlarsi alla presenza di queste entità è enorme e non coinvolge soltanto il piano psicologico ma anche quello somatico. Da qui i non rari casi di sollievo o sparizione di sintomi fisici dopo l'applicazione delle tecniche di liberazione:

«Un ragazzo presentava da tempo dei costanti tremori a una mano. [All'indagine emerse] la presenza di una entità maschile che gli si era attaccata in un negozio di liquori (...). [Dopo la liberazione dell'entità] i tremori scomparvero immediatamente per non riapparire mai più.»

Questi casi la dicono lunga sul ruolo di certi fenomeni tanto nell'origine quanto nel possibile decorso di patologie fisiche.

Affrontare in modo risolutivo i fenomeni legati alla persistenza nel proprio campo aurico di queste presenze oscure è oggi compito di una nuova generazione di terapeuti dello Spirito, che devono possedere cuore saldo, mente aperta e animo limpido.

 

Come è facile immaginare, nè la psichiatria nè le psicoterapie hanno voluto e saputo far proprie le scoperte e gli strumenti elaborati da questi ricercatori.

Affrontare in modo risolutivo i fenomeni legati alla persistenza nel proprio campo aurico di queste presenze oscure è oggi compito di una nuova generazione di terapeuti dello Spirito, che devono possedere cuore saldo, mente aperta e animo limpido. Le metodiche poggiano in massima parte sulle pratiche ipnotiche, e l'Ipnosi Alchemica e Spirituale integra queste importantissime pratiche come parte permanente della tecnica.

E' molto importante non attribuire a priori un intento malevolo a queste entità. Si tratta in massima parte di spiriti che si sono smarriti e non hanno trovato la strada per proseguire nel cammino evolutivo. La ricerca mostra che molto spesso sono affezionati al loro ospite, a volte sono addirittura convinti di proteggerlo dai pericoli del mondo.

Un altro errore da non farsi è pensare che la loro presenza sia denunciata soltanto da sintomi estremi, da casi di follia o manifestazioni bizzarre. Non essendo demoni del male ma soltanto energie vitali inquiete in cerca di una dimensione, la loro presenza si svela spesso attraverso segni molto banali: un basso livello di energia psicofisica, piccole ansie persistenti, sintomi fisici senza una causa ovvia, problemi di memoria e di concentrazione, ecc.

Ma anche: dipendenze e atteggiamenti compulsivi, fobie, tristezza immotivata, problemi di relazione, insonnia persistente, allergie, disturbi del peso.

La duplice contestuale liberazione nostra (dalla loro interferenza psicoemozionale) e loro (che finalmente possono entrare nella Gioia Perfetta) è un atto di grande Amore e Compassione, e dobbiamo enorme gratitudine ai ricercatori che hanno squarciato il velo di questo sottomondo e individuato, per mezzo dell'ipnosi, le strade per compiere questo prodigio.

Oltre agli earthbound, di cui abbiamo parlato in questo articolo, esistono molte altre entità che possono rimanere attaccate al nostro campo energetico.  In questo post ne parlo diffusamente.

ipnosi
Il ritorno nell'abbraccio amorevole della Luce Divina

 

Vuoi saperne di più sulla Ipnosi Spirituale? Scrivimi!

Vorresti diventare SPIRITUAL RELEASEMENT THERAPIST? Clicca QUI.

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento qui in basso e dimmi cosa ne pensi.

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social :-)

 


ipnosi regressiva

Le 3 gemme nascoste dell'ipnosi regressiva

 

Quando i modelli di comportamento del passato che agiscono inconsciamente, compulsivamente e rigidamente sono compresi e rilasciati, si crea l'opportunità di essere liberi dal passato e diventare finalmente maestri del proprio destino.

 

La regressione ipnotica alla scoperta delle vite precedenti è ormai così popolare che il termine “ipnosi regressiva” né è diventato sinonimo. In effetti non è così, perché in ipnosi si può regredire (cioè: tornare indietro) fino a una vita precedente ma anche nell’ambito della vita attuale. Non è detto che ciò sia per forza meno suggestivo o poco utile: rivivere l’inizio o la fine di un grande amore, il primo giorno di lavoro, o quel maledetto periodo in cui tutto era nero e che ancora oggi non abbiamo davvero sciolto dentro di noi, può regalarci comprensioni profonde di estremo valore per la nostra vita. Anche questa è ipnosi regressiva.

Certamente, l’esplorazione delle vite precedenti è un invito quasi irresistibile. Non potrebbe essere altrimenti, perché è un viaggio nella vicenda della propria Anima, ed è un viaggio ricco di implicazioni esistenziali, filosofiche, destiniche.

 

(...) allora mi venne un'idea folle... dove porterebbe l'ulteriore regressione nel tempo? (...) Decisi che quella sera non avrei interrotto la regressione alla nascita (...) avrei tentato di andare più indietro... (...) Infine il signor T., notevolmente affannato, riprese a parlare e disse: 'Il mio nome è Guy Lafarge. Vivo in Rue du Connétable, nella città di Wissembourg, in Francia. È il 1870 e ho diciotto anni... (Thorwald Dethlefsen, Vita dopo vita)

 

Molti pensano che tutti i racconti e i ricordi che emergono da una sessione di ipnosi regressiva siano una dimostrazione inconfutabile della verità dell’esistenza del Ciclo delle Reincarnazioni.
Questa idea è avvalorata dal lavoro di legioni di “operatori” e “terapeuti” olistici spesso privi di una solida formazione teorica e tecnica sull'ipnosi regressiva, che prendono per buona qualunque informazione emerga nel sonno ipnotico.
Lo fanno, per lo più, in buona fede, perché non hanno gli strumenti per discernere, per distinguere vero dal verosimile e il verosimile dal falso. E spesso senza nemmeno accorgersene sono loro stessi, con la costruzione errata delle domande, a instillare alla mente subconscia della persona gli elementi con cui generare una risposta, che a quel punto sarà inattendibile.

ipnosi regressiva a vite precedentiTuttavia, così facendo non prestano un buon servizio né alle enormi potenzialità dell’ipnosi regressiva né – soprattutto – alla persona che si è rivolta loro, che se ne andrà convinta di avere “scoperto” chi era in una vita precedente.

Eppure esistono almeno 3 altre possibili spiegazioni alternative. Importante: queste possibilità non si escludono a vicenda e non escludono affatto che vi siano sessioni di ipnosi regressiva nelle quali veramente si esplori la propria precedente incarnazione.
Semplicemente, è possibile che i ricordi che via via emergono appartengano a un diverso ordine di fenomeni, che non sono affatto da disprezzare ma che anzi accompagnano e arricchiscono questa straordinaria ricerca nel Sé che l'ipnosi regressiva consente.

Ecco perché le ho chiamate le 3 gemme nascoste. Sono gemme, non scarti. Gemme, non qualcosa da meno di veri ricordi di una vita precedente. E sono nascoste, perché l’impreparazione degli operatori non permette di identificarle quando si presentano sotto i nostri occhi.
Non riconoscendole, però, mettiamo tutto nel calderone dei “ricordi della vita passata” e perdiamo occasioni straordinarie di evoluzione personale che, ironicamente, è proprio ciò che eravamo venuti a cercare nella regressione ipnotica!

Vediamo allora che cos’altro può esserci dietro la narrazione che emerge in una sessione di ipnosi andando a cercare il vissuto di una vita precedente.

 

Gemma n° 1: CRIPTOMNESIA

In questa condizione una persona ha accesso a ricordi (o anche talenti) che ha acquisito inconsciamente. Tipicamente non sa da dove questi ricordi originano. Sono memorie che rimangono giacenti per lungo tempo ed emergono in superficie di solito soltanto in circostanze particolari: trance ipnotica appunto, meditazione, autoipnosi e a volte in seguito a un trauma cranico.
Si tratta di un fenomeno peculiare e per certi aspetti inquietante, e spesso chi lo sperimenta o ne è testimone tende a considerare questi ricordi appartenenti a un ordine sovrannaturale, o appunto frammenti di una vita precedente, o anche possessioni da parte di entità, oppure comunicazioni divine o angeliche.
Quel che si perde a livello cosciente è il contatto con la fonte del ricordo, con la fonte dell’informazione, che non potendo essere attribuita a "normali eventi di questa vita" viene proiettata in altre vite o dimensioni. Quando si riesce a recuperare l'origine dell'informazione, la criptomnesia si svela. Come ad esempio nel caso molto famoso di un medium inglese di nome William Stanton Moses, che nel 1874 dichiarò di essere in contatto con le anime di due ragazzi indiani da poco defunti. Successivamente si scoprì che l’informazione era stata inconsapevolmente acquisita da una pagina di annunci mortuari pubblicata qualche giorno prima.

In una sessione di ipnosi regressiva la criptomnesia è possibile e serve l’occhio attento dell’operatore per individuarla.
Un caso famoso in questo ambito è quello di Virginia Tighe, una casalinga americana che nel 1952 sotto ipnosi ricordò di chiamarsi, in una esistenza precedente, Bridey Murphy, nata nel 1798 nei pressi di Cork, in Irlanda.

La Tighe fornì molti dettagli di quella vita: date di nascita e morte, nomi di persone, ecc. Inoltre sotto ipnosi parlava con accento irlandese e raccontò molti dettagli del folklore tipico dell’Irlanda.
Molti ricercatori andarono in quei luoghi e fecero ricerche d’archivio senza riscontri significativi.
Però uno studio sistematico notò diversi elementi degni di attenzione. Ad esempio, si scoprì che una vicina di casa di Virginia, quando lei era bambina, si chiamava Bridie Murphy

 Corkell. Curiose risonanze: il nome è praticamente identico a quello della Ipnosi Regressiva alle Vite Precedenti

“lei” nella vita precedente e non è possibile non notare la vicinanza tra Corkell e Cork. Si scoprì anche che da bambina trascorreva tantissimo tempo con una zia irlandese che le raccontava storie e le insegnava balli e canti tipici di quella popolazione.
Questo è un caso perfetto di criptomnesia nel corso di una ipnosi regressiva alle vite precedenti. Era in buona fede la Tighe? Certo che sì. Narrava quel che credeva di ricordare, ma in realtà stava inconsapevolmente mettendo insieme frammenti di realtà per costruire una fantasia.

La criptomnesia è un fenomeno estremamente interessante, e riconoscerla (come può fare, anche se non sempre, un operatore preparato) permette di fare un “viaggio nel viaggio”, di assumere i panni degli investigatori per venire a capo dell’origine di tutti i frammenti della narrazione. Può essere ancora più entusiasmante che rivivere una “vera” vita precedente!

 

 

Gemma n° 2: L’INCONSCIO COLLETTIVO

L’inconscio collettivo di Carl Gustav Jung è quell’immenso oceano di forme archetipiche che riposano al di là dell’inconscio personale.
La tesi qui è che nella regressione a una vita precedente la mente subconscia di un individuo possa in realtà stare immergendosi in una sorta di deposito della memoria universale. Questo deposito custodisce i residui stratificati dell’esperienza delle forme evolutive pre-umane. Immagini trattenute nella psiche umana dalla nostra lunga, faticosa lotta evolutiva. Jung scorse l’esistenza dell’inconscio collettivo esaminando i sogni e le fantasie dei suoi pazienti: vi trovò idee e immagini le cui origini non potevano ricondursi alla diretta e individuale esperienza umana delle persone. Così coniò l’espressione “archetipi”, a causa della vicinanza di queste idee a temi religiosi e mitici, che descrisse come non ricordi ma piuttosto forme prive di contenuto, come potenzialità di un certo tipo di percezione e di azione. E’ come se gli archetipi fornissero uno “stampo” per generare e riattualizzare nel tempo, nella vita individuale delle persone idee affini.

Ipnosi Regressiva alle Vite Precedenti
dal "Libro Rosso" di C.G. Jung

Così, la nostra esperienza umana può attingere, ed effettivamente attinge costantemente, a questa esperienza universale e al contempo utilizza queste forme per comprendere e manifestare la propria vicenda di vita. I più noti tra gli archetipi individuati da Jung sono l’Ombra, il Vecchio Saggio, Anima, Animus, la Persona.

Durante la regressione ipnotica a volte è possibile che la “vita precedente” che viene descritta sia sviluppata a partire da una serie di proiezioni archetipali utilizzate per formare una storia che, sebbene apparentemente realistica, non è letteralmente vera. A volte può darsi che ciò che viene presentato sia effettivamente una storia mitica nel senso che la mente ha creato un mito per illustrare ricordi inconsci che potrebbe essere troppo traumatico portare pienamente al riconoscimento della coscienza. Così, la rievocazione di una vita precedente può a volte essere in realtà una maschera per liberare ricordi repressi di eventi traumatici nella vita attuale del soggetto. Potrebbero essere utilizzati gli archetipi per generare una storia simbolica ma altamente plausibile che funge da puntello alla vera realtà letterale.

Questa possibilità dell’inconscio collettivo che muove le fila della narrazione in una ipnosi regressiva è davvero una gemma rara e preziosa, considerato quanto sia difficile con qualunque mezzo esplorare questo oceano denso e oscuro di simboli identificato da Carl Gustav Jung. E occorre tutta la sensibilità e la preparazione dell'ipnologo per coglierne i segni.

 

 

Gemma n° 3: TRASMISSIONE DELLA MEMORIA GENETICA

Si tratta di una possibilità incredibilmente affascinante, che affiora da studi convergenti di discipline molto diverse, quali la  genetica e le neuroscienze. L'ipotesi è che nell'ipnosi regressiva la memoria ancestrale che emerge come narrazione di vite precedenti sia vera memoria trasmessa geneticamente.

La maggioranza dei neuroscienziati crede che la memoria a lungo termine sia costruita nel cervello creando e rafforzando connessioni tra neuroni adiacenti. Si ritiene che questi connessioni fisiche,  chiamate sinapsi, uniscano insieme i neuroni per formare reti estremamente complesse.
Queste reti possono quindi ricreare specifici modelli di attività cerebrale, come appunto la rievocazione di ricordi, molto tempo dopo l'evento iniziale. Il problema in questo modello è che queste connessioni dovrebbero essere stabili e permanenti, e il cervello evidentemente non lo è. Quasi tutte le molecole cerebrali, incluse quelle correlate ai processi mnemonici, si rigenerano nel giro di poche settimane. Per quanto tempo i ricordi a lungo termine possano essere immagazzinati in un mezzo così impermanente è materia che ha confuso le neuroscienze per anni.

Ed ecco la terza gemma. Una idea molto recente e controversa è che i nostri ricordi siano immagazzinati nei nostri geni. E' stato accettato fin dagli esperimenti di Wilder Penfield negli anni '50 secolo scorso che nascosto dentro di noi c'è un registro permanente del nostro passato.  Ne vediamo costantemente i segni, per esempio tutte le volte che sentiamo un particolare odore o ascoltiamo una certa canzone e siamo istantaneamente trasportati indietro nel tempo a un intenso ricordo dell'infanzia.Ipnosi Regressiva alle Vite Precedenti

Ora, noi sappiamo che soltanto tre sistemi di memoria agiscono naturalmente. 1) La nostra memoria evolutiva che ci dice come costruire l'organismo. 2) Una memoria cognitiva degli eventi che abbiamo vissuto. 3) La memoria delle infezioni contratte, che contribuisce al miglior funzionamento del sistema immunitario. Visto che due di questi tre sistemi (1 e 3) poggiano sul DNA, potremmo attenderci che anche per il 2 sia così, anche se per il momento non possiamo dimostrarlo. Se la teoria è corretta, allora la nostra identità, il nostro "sè", lascia un'impronta permanente sul nostro genoma. E questo, come il colore degli occhi, è trasmesso ai nostri discendenti.

E' stato stimato che forse un 40% circa dei tratti della personalità sono ereditati, come ad esempio la polarità introversione/estroversione. Questa teoria potrebbe spiegare come. Se la memoria è immagazzinata nei geni abbiamo accesso a ricordi istintivi? E' possibile accedere ad altre memorie ancestrali localizzate nel nostro DNA? Potrebbe essere una spiegazione per le rievocazioni di vite precedenti nell'ipnosi regressiva?

Se la risposta è sì, significa che la persona sotto regressione ipnotica potrebbe stare ricordando dettagli veri di una vita precedente vera che però non è la sua, ma di un suo antenato genetico. Una ipotesi eccitante e travolgente!

 

 

Ed eccoti presentate le 3 gemme, e le 3 insidie, di una sessione di ipnosi regressiva. Se una di queste si manifesta e viene riconosciuta (con un certo margine di probabilità, perchè l'impalpabilità della memoria rende impossibile verifiche decisive), emerge l'aspetto di GEMMA. E' possibile lavorarci sopra, seguire i fili invisibili che intersecano gli accadimenti della nostra vicenda umana e acquisire insight profondi in grado di farci avanzare enormemente nel nostro percorso di vita. Se la gemma non viene riconosciuta, diventa soltanto una pericolosa INSIDIA, un serpente nascosto nell'ombra che falserà in tutto o in parte la veracità della nostra narrazione, del nostro ricordo, rendendo la sessione ipnotica un'esperienza fuorviante, apportando confusione invece che chiarezza, nuovi dubbi invece che risposte alle domande da cui eravamo partiti.

In realtà, esiste ancora un'altra possibilità, oltre alle 3 che abbiamo esaminato: la possibilità che i ricordi non siano i nostri, ma di qualcun altro o qualcos'altro che gravita nel nostro campo aurico, un "ospite" per così dire non sempre graditissimo e di cui anzi faremmo bene a sbarazzarci il prima possibile.

 

Come fare allora? Anzitutto affidarsi a un operatore qualificato e dal "palpabile" spessore umano, che abbia la preparazione e la sensibilità necessaria a leggere le mille sfumature che colorano il racconto del soggetto sotto ipnosi. In secondo luogo, e soprattutto, prepararsi alla possibilità che la gemma preziosa che stiamo per disseppellire dal terreno non sia quella che ci attendevamo, ma una un po' diversa ma ugualmente meravigliosa.

Questa meraviglia, quando correttamente evocata proprio per l'attenzione alle possibilità che ho descritto, supera infatti qualunque speculazione sull'autentica origine dei ricordi regressivi. E non a caso quando interpellai in proposito il mio professore al corso di Past Life Regression, mi rispose: «When past behaviour patterns which operate unconsciously, compulsively and rigidly are understood and released, the opportunity is there to experience freedom from the past and, finally, to become the master of one's own destiny». Quando i modelli di comportamento del passato che agiscono inconsciamente, compulsivamente e rigidamente sono compresi e rilasciati, si crea l'opportunità di essere liberi dal passato e diventare finalmente maestri del proprio destino. Questa è la più grande utilità dell'ipnosi regressiva, e questa è la gemma più preziosa di tutte.

 

Vuoi saperne di più sulla Ipnosi Regressiva? Scrivimi!

Ti è piaciuto questo articolo? Lo hai detestato? Lascia un commento qui in basso e parliamone!

Se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo! Condividilo con i tuoi amici sui social :-)