Non c’è forse nulla come la relazione amorosa che sfugga a ogni rigida categoria, a ogni contenitore in cui cerchiamo di infilarla. Non esistono relazioni belle e relazioni brutte, armoniose e disarmoniose. La coppia è un gioco di specchi e di riflessi, di coscienze in cerca di un incontro in mezzo, di proiezioni necessarie, di sfumature emozionali che vanno oltre il semplicismo – che tanto ci piace usare – dell’amare visto come qualcosa che è o non è, ma se è è sempre la stessa cosa.

Ma è vero che esistono relazioni particolarissime, quelle nelle quali uno dei due – e a volte entrambi – si sentono alienati, o imprigionati, o giunti in un rapporto quasi senza sapere perchè. Percepiscono di voler essere altrove, percepiscono che quella storia non è veramente la loro, che c’è una forza invisibile che le tiene legati a un partner con il quale sentono però, di fatto, di non condividere realmente nulla.

A volte, queste persone vivono un estremo disagio alla sola presenza del compagno o della compagna, sentono fastidio, incomprensione costante, una voglia di fuga non sempre giustificata dal comportamento dell’altro, che può essere odioso o affettuoso, premuroso o insopportabile, violento o carezzevole. Eppure questa sensazione di incatenamento, di non poterlo lasciare andare, è forte e potente, e domina.

Una relazione compulsiva in questa vita potrebbe essere un’indicazione di un patto tra due anime fatto in un’altra o in altre vite. Quando uno o entrambi i partner in una relazione “malata” sentono di non poter quasi stare lontani dall’altro, ciò potrebbe essere dovuto a un impegno o una promessa molto remota.
Questi giuramenti solitamente fanno seguito a un grande trauma o a eventi molto significativi nella relazione precedente. Per esempio, il trauma potrebbe essere la morte di uno dove l’altro si sente responsabile di tale morte. La colpa risultante potrebbe quindi essere portata in questa vita come motivatore inconscio nella relazione tra le personalità della vita attuale (stesse anime).
I giuramenti sono spesso fatti da un innamorato che promette che ritornerà prima di partire per un viaggio dal quale effettivamente poi non ritorna. I giuramenti sono anche fatti al capezzale di un amato che scompare tragicamente e prematuramente.

Alcuni esempi:

Mi prenderò sempre cura di te

Saremo per sempre insieme

Non ti lascerò mai

Io ritornerò

Ritornerò da te fosse l’ultima cosa che faccio

Questi intenti veicolano una enorme carica emozionale. Intere vite sono guidate da questi giuramenti e intenti che hanno a che fare con una specifica persona.
Sembra che la maggior parte delle relazioni che abbiamo in questa vita siano con anime con cui siamo stati prima. L’esperienza, oltre che studi ben documentati, lo dimostra, soprattutto nei viaggi nell’Intervita (il territorio spirituale tra una incarnazione e l’altra). Spesso quelle altre vite sono state molto significative.

Questo di fatto non riguarda soltanto il partner amoroso, ma parliamo di questo adesso.

Ho detto che certi legami attuali sono difficili da spezzare. Eppure a volte la persona ci riesce, lascia il compagno o la compagna e cerca di ricominciare per conto suo. Ma, invisibile, porta con sè una zavorra, una corda che la tiene legata ancora a quella storia, a quell’uomo o a quella donna (questo a volte assume la forma pesante di una vera e propria corda energetica). Non riesce ad escluderla dalla propria mente e dal proprio cuore. Oppure si ritrova a fare regolarmente sogni sull’altro che in qualche modo la sconcertano e la interpellano.

Dietro può esserci la pesante ombra di un lontano impegno:

“Ti amerò per sempre”

Questa è la verità.

“Noi saremo di nuovo insieme”

Questa è una promessa d’amore.

“Non ti lascerò mai”

Questa è una promessa impossibile, che rischia di creare disorientamento nell’anima dopo la sua uscita dal corpo, di sconvolgere i futuri piani di incarnazione, e di creare molto disagio e situazioni di relazione penose in una vita successiva.

Ma non solo.

“Non ti lascerò mai”, o “Io ritornerò”, è l’eterno giuramento del guerriero, l’impossibile promessa del soldato. Tanti milioni di uomini sono morti in futili battaglie lungo le epoche, lasciando indietro amate mogli e compagne, sole e desolate. Un gran numero di questi spiriti si sono reincarnati con l’inesorabile intento di mantenere la promessa, e molti altri sono rimasti nel piano astrale agganciandosi al campo aurico delle loro amate, ritrovandole ogni volta vita dopo vita.

E qui l’effetto sulle donne non è una vera manifestazione di quell’amore che questi uomini proclamano. Ma quando nel lavoro in Spiritual Releasement Therapy comprendono il danno che hanno inflitto onorando la loro precedente promessa di ritornare, essi sono d’accordo a lasciare, e sia pur con riluttanza si distaccano dalle loro amate. A quel punto, quella è sì una scelta di vero amore.

Gli altri (o le altre), quelli che in questa vita si interrogano sulle incomprensibili catene che li inchiodano in una relazione profondamente disagevole, hanno la possibilità in regressione ipnotica di risalire alle circostanze, materiali ed emozionali, che hanno portato al giuramento o patto e apportare guarigione modificando la catena di conseguenze che giunge fino a oggi.

Il risultato è uno spostamento nel vissuto interiore della propria incomprensibile relazione che porta il dono della vera libertà animica che tutti noi meritiamo nella sfida dell’incarnazione.

 

 

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