Cos'è l'Ipnosi Regressiva Spirituale

Oggi quando si parla di Ipnosi ci si riferisce di solito a una di due pratiche prevalenti.

La prima è la cosiddetta Ipnosi Suggestiva, la più utilizzata nell’ambito della psicologia soprattutto motivazionale. Il metodo è quello di instillare nel soggetto suggestioni positive per aumentare la fiducia in sè stessi, ridurre l’ansia o la timidezza, o accrescere determinate qualità come ad esempio la determinazione verso un obiettivo.
La seconda è l’Ipnosi Regressiva a vite precedenti (Past Life Therapy), la cui pratica ha conosciuto un enorme sviluppo negli ultimi anni.
L’Ipnosi Suggestiva lavora esclusivamente a livello mentale e psicologico.
L’Ipnosi Regressiva lavora *nel metodo* a livello psicologico, ma come spiego dettagliatamente in questo post che ti suggerisco di leggere questo è un errore fondamentale, perchè i territori cui si approda in Regressione Ipnotica sono territori non mentali ma spirituali.

L’Ipnosi Regressiva Spirituale è la riscoperta di questo fatto fondamentale, tanto visibile quanto ignorato come la lettera rubata di Edgar Allan Poe, e la correzione di un fraintendimento che porta conseguenze di grande rilievo.
Quali?
Anzitutto, e più importante, il potenziale di guarigione dell’Ipnosi Regressiva (che è un potenziale di guarigione spirituale, non psicologica) è enormemente ridotto nella sua portata. La guarigione ottenuta, e quindi i miglioramenti che ne conseguono sul disagio che la persona manifestava prima della seduta ipnotica, è parziale e spesso superficiale. Quel che si guadagna avviene per via della forte liberazione (catarsi) di contenuti emozionali intensi associati all’esperienza remota che viene rivissuta sotto ipnosi e che è collegata ai problemi attuali percepiti.
In secondo luogo, ci sono dei profili di rischio, perchè la persona che riattraversa un trauma remoto sepolto (non a caso) nelle profondità dell’anima può trovarsi di fronte alla difficoltà di elaborarlo, accoglierlo e gestirlo a livello emozionale.

L’Ipnosi Spirituale aggiunge il tassello mancante alla comune Ipnosi Regressiva. Riconoscendo e rispettando la natura spirituale di questo lavoro in ipnosi, l’operatore sa che l’accesso alle Forze Spirituali, vera fonte di guarigione profonda, è pronto e disponibile. E a tali Esseri Spirituali ricorre per soccorrere la persona e apportare scioglimenti profondi.
E’ qui che si compie la vera guarigione, l’autentica guarigione, che in ipnosi significa la dissoluzione del samskara, del campo di forze costituito da credenze, opinioni su di sè e sul mondo, emozioni negative, che ciascuno di noi ha elaborato a seguito delle esperienze dolorose di vite precedenti e che per questa ragione ci ripropone in questa vita vicende ugualmente dolorose che abbiamo bisogno di superare per il nostro apprendimento.

La differenza di efficacia è enorme. Laddove l’Ipnosi Regressiva “classica” (metodo Weiss, ecc) tende ad alleggerire situazioni di disagio personale e consente comprensioni importanti ma limitate al piano intellettuale, l’Ipnosi Regressiva Spirituale permette di rimuovere letteralmente porzioni del samskara personale, e cioè la radice delle nostre sofferenze nell’attuale incarnazione.
E’ il motivo per cui spesso 1 o 2 sessioni di Ipnosi Spirituale sono tutto quel che serve (in presenza o via Skype) per sciogliere i nostri nodi profondi. Si tratta letteralmente, come spiego in questo post, di Miracoli nel senso più elevato e completo della parola.

Un’altra differenza è che l’Ipnosi Spirituale comprende al suo interno campi di applicazione solitamente non contemplati dalla comune ipnosi regressiva.
Uno è quello, importantissimo, del taglio delle corde energetiche/eteriche che si creano nelle relazioni umane e spesso sopravvivono alla chiusura o alla trasformazione dei rapporti, creando un legame incomprensibile a livello cosciente e che viene avvertito come una costrizione, o una sudditanza, o una dipendenza.
Un altro è quello, se possibile ancora più importante, della Spiritual Releasement Therapy, che permette di allontanare dalla propria aura energie interferenti che possono esservi insediate: spesso vere e proprie entità (eartbound, cioè spiriti di defunti rimasti a vagare sul piano terreno; ma anche esseri dell’oscurità), e non di rado forme-pensiero, o interferenze extraterrestri.

 

 

L’Ipnosi Spirituale è un approccio di altissimo valore, che richiede grande cuore e dedizione da parte del terapeuta, oltre a una preparazione solida e molto approfondita.
E’ una sfida sia per l’operatore che per chi sceglie di sottoporsi a una sessione di lavoro, ma è una sfida ricompensata con la gioia vera e profonda del più altro incontro con il proprio Sè. Vita dopo vita.

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ipnosi regressiva spirituale

La nuova Ipnosi Regressiva è Spirituale


L'ipnosi regressiva a vite precedenti è una disciplina ancora bambina, una pratica molto recente costruita in poche decine di anni da volenterosi studiosi a cui va tutta la nostra gratitudine.
E' una pratica che ha un potenziale immenso, in termini di conoscenza delle dinamiche esistenziali dell'essere umano qui sulla terra, e anche in termini di scoperta del senso della propria esistenza, del filo karmico che siamo chiamati a seguire nella nostra attuale incarnazione.
Sottoporsi a una sessione di regressione ipnotica si rivela spesso un suggestivo viaggio attraverso epoche e vicissitudini antiche e dense di significati e comprensioni importanti.

Oggi possiamo dire che vi sono due filoni di operatori e correnti in questa disciplina.
Da un lato, minoritario, chi affianca questa pratica a una professionalità terapeutica, in particolare un certo numero di psicoterapeuti. L'aspetto positivo qui è il rigore con cui l'ipnosi regressiva viene affrontata e sistematizzata; quello negativo la sottovalutazione, spesso, del valore di questa esperienza e la tentazione a ridurre i contenuti che emergono nella sessione a semplici rielaborazioni inconsce anzichè a esperienze reali.
L'altro filone è quello di una moltitudine di operatori emersi nell'ambito della grande corrente new age, chiamiamola così, nella quale persone che si occupano di cose anche molto molto diverse tra loro hanno affiancato lo strumento della Past Life Therapy. Qui il lato positivo è che questi operatori sono per lo più sganciati dai confini spesso ristretti dell'impostazione psicoterapeutica, che per sua natura rimane sempre nei limiti di un modello ben preciso di visione della natura umana. Dunque sono più aperti ad accogliere nella sua verità tutto ciò che emerge nel corso del lavoro. D'altro canto, però, dobbiamo riconoscere che c'è una moltitudine di ipnologi improvvisati, senza una formazione adeguata, e questo può non di rado causare problemi anche importanti, perchè in una seduta di ipnosi regressiva si toccano corde spesso molto sensibili e occorre sapere come gestirle.

In entrambi i casi, comunque, c'è un grande però. Questo però è di tipo tecnico quanto di tipo per così dire ontologico, e spiego perchè.
Vivere un'esperienza di regressione a vite precedenti significa proiettarci in uno spazio/tempo completamente al di fuori dello spazio/tempo della presente nostra incarnazione. Qui, valgono le regole dei comportamenti acquisiti, del gioco delle emozioni che ci attraversano. Qui, valgono le concezioni sul funzionamento della personalità umana, sulle relazioni sociali, sui comportamenti.
Lì, nei territori che esploriamo in regressione, tutto questo non ha importanza. Quelli sono i territori dello spirito, sono i territori delle grandi leggi karmiche, i territori dove si genera il samskara che poi vita dopo vita abbiamo il compito di elaborare e sciogliere.

E allora, cosa fa un ipnologo quando ci porta a rivivere una nostra vita precedente?
Sempre la stessa cosa, a prescindere dal metodo o scuola cui si rifa.
Ci fa riattraversare esperienze significative, istante dopo istante, guidandoci più o meno bene secondo le sue capacità. E lì avviene una cosa molto importante, perchè si verifica una vera e propria catarsi, un processo per il quale noi liberiamo - letteralmente - il nucleo denso di emozioni, credenze, associazioni, legati a quel singolo evento che stiamo rivivendo e che in qualche modo si erano cristallizzate.
Immagina che da quell'esperienza di una vita precedente ci fossimo portati costantemente appesi al collo un grosso medaglione scuro, pesantissimo, fatto per esempio di paura, di rabbia, di senso di colpa. Oggi quel medaglione è ancora con noi, tutto il suo peso è con noi, e interferisce nelle nostre vite reiterando tutte quelle sensazioni dolorose che vi sono associate.
Cosa accade allora nella catarsi che segue la rivisitazione della vicenda di una vita precedente?

E' come se la corda che tiene appeso questo pesante medaglione fosse recisa. Il medaglione cade a terra con un grosso tonfo e si dissolve.
Siamo leggeri, adesso.
La domanda però è: siamo anche liberi?

La risposta è no. Quel medaglione ha premuto con una forza impressionante sul nostro petto per molto molto tempo, e ora che non c'è più rimane la ferita lacerante a testimoniare la sua lunga presenza.
Fuor di metafora, cosa significa questo?
Significa che, a dispetto di quello che molte persone e moltissimi ipnotisti che fanno Regression Therapy pensano, non è la vicenda dolorosa che abbiamo vissuto in un tempo remoto a causare il nostro disagio di oggi. No. Sono le convinzioni, le idee, i sentimenti, i pensieri che abbiamo associato a quell'esperienza. Nella dottrina del karma si parla di samskara, un insieme di credenze su di noi e sul mondo che come un'ombra ci accompagna per lungo tempo fino a che non siamo in grado di scioglierlo e risolverlo.

Nell'ambito dell'ipnosi regressiva, dunque, la guarigione non avviene per il semplice fatto di rivivere un'esperienza remota dolorosa. Questo è utile e necessario, probabilmente ci farà sentire meglio e ci darà delle comprensioni intellettuali importanti. Ma non è la vera guarigione.
Proprio perchè consapevoli del fatto che la guarigione non è completa, gli ipnologi hanno elaborato una serie di tecniche per amplificare il senso di benessere e leggerezza che segue la catarsi. Queste tecniche poggiano sul fatto che quando siamo sotto ipnosi siamo in varia misura suggestionabili, e così l'operatore cerca di farci per esempio rivivere l'evento doloroso in un altro modo, cambiandone il copione, o ci fa immaginare situazioni di grande quiete nelle quali ci sentiamo attraversati ad esempio da una energia che ci purifica e rigenera.

Vediamo bene che si tratta, di fatto, di trucchi, di escamotage psicologici per allentare la pressione del carico doloroso sulla nostra mente e sulle nostre emozioni. Funziona? Un po' funziona, ma non è guarigione.

E qui andiamo al fulcro del problema. I territori della regressione ipnotica sono territori spirituali, e la guarigione non può verificarsi fintantochè ci affidiamo a strumenti psicologici, mentali e razionali per apportarla.
La catarsi che accompagna il rivivere l'esperienza remota dolorosa è un pezzo del processo della vera guarigione, ma non per i processi psichici che ne scaturiscono. Lo è perchè è un riconoscimento animico di un nodo karmico che il nostro Sè Superiore ci ha concesso di rivedere. Non si scopre nulla in ipnosi regressiva: si ricorda quel che a qualche livello si sa già.
L'operazione successiva da compiere deve allora essere anche questa di natura completamente spirituale. E qui si segna il confine netto tra la tipica ipnosi regressiva e la nuova ipnosi regressiva spirituale di cui sto parlando: la guarigione non è più cercata nell'elaborazione individuale ma là dove può compiersi, là dove risiedono le Forze che hanno il potere di guarire. E cioè nei mondi spirituali.

ipnosi regressiva spirituale
Statua dell'Arcangelo Michele alla Basilica della Nostra Signora di Guadalupe

Noi non stiamo attraversando i sentieri della mente. Noi stiamo attraversando i sentieri dell'anima. A cosa ci serve allora intervenire sulla mente? A cosa ci servono le suggestioni, il pensiero positivo, le affermazioni ("da oggi io sarò libera e felice..")?
Il mondo del subconscio cui accediamo in ipnosi non è l'inconscio freudiano, il pozzo oscuro delle nostre rimozioni. Altrimenti non potremmo esplorare ad esempio il tempo e il luogo in cui, da anime, soggiorniamo tra una vita e l'altro. No. Nei sentieri dell'anima noi abbiamo il privilegio unico di soggiornare, per il tempo in cui siamo sotto ipnosi, nei luoghi della nostra origine, siamo creature vicine - di nuovo - al loro Creatore, noi siamo ritornati alla Casa del Padre.
E alla casa del padre dimorano le gerarchie degli Esseri Spirituali che con tanta difficoltà cercano spesso di soccorrerci nelle fatiche della nostra vita quotidiana, ma ai quali non riusciamo a dare accesso.
Questo accesso è libero e disponibile quando la nostra coscienza attiva si mette da parte, come in una sessione di ipnosi ben condotta e soprattutto condotta con un sincero intento spirituale.
Allora la novità rivoluzionaria del lavoro in ipnosi regressiva spirituale non è una novità: è il riportare questa esperienza alla sua più autentica dimensione, sottraendola da ogni psicologismo e da ogni buffa idea che ci sia un terapeuta da un lato e un cliente sotto ipnosi dall'altro.
La novità rivoluzionaria è il ricorso alla presenza delle forze spirituali per apportare la vera guarigione. E questo avviene in un battito di ciglia, perchè dove il tempo e lo spazio non esistono non occorrono il tempo e lo spazio.

Quando, con tutto l'intento del cuore, del nostro cuore come soggetti sotto ipnosi e del cuore dell'operatore, che deve essere un cuore puro e devoto, noi consentiamo agli Esseri Spirituali di essere nella presenza, di venire lì, in quell'istante, noi consentiamo alla vera guarigione di prendere corpo. Il samskara si dissolve. La nostra storia è riscritta, e la ferita del nostro cuore è scomparsa.

 

Se vuoi approfondire l'Ipnosi Regressiva Spirituale, ti segnalo questi due articoli sul mio blog:

E liberaci dall'illusione della separazione: la Regression Therapy

A patti col Karma: Reincarnazione e la Regola d'Oro di Gesù

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A caccia di Miracoli

Che cos'è un miracolo? Chiediamoci prima ancora: che cos'è la guarigione?

Parlando di guarigione, immediatamente il pensiero corre alla malattia fisica. Eppure la gran parte dei malesseri da cui siamo piagati ci assillano sul piano emotivo, assai più costanti, pervasivi e distruttivi della gran parte delle patologie del corpo, che il più delle volte sono transitorie oppure - anche quando croniche - oltremodo gestibili.

Iniziamo allora col sopprimere il confine così netto che materialisticamente abbiamo posto tra i piani del nostro essere (fisico, psichico/emozionale, spirituale), e iniziamo anche a parlare di disagio anzichè di malattia.

Proviamo a definire la guarigione come scomparsa del disagio. Più propriamente, la guarigione - diceva il grande Georges Ohsawa - "è un cambio di direzione". La (vera, non sintomatica) guarigione può essere o meno subitanea, ma segna sempre un improvviso cambio di rotta sulla strada della vita.

Se la guarigione è vera e non consiste soltanto in un tener a bada i sintomi, o distruggere chirurgicamente la malattia, allora è qualcosa che sfugge ai nostri consueti paradigmi di pensiero ed è corretto definirla miracolosa. Il miracolo è lo strumento per mezzo del quale si verifica la guarigione.

Dei miracoli parla con luminosa chiarezza uno bellissimo documento spirituale degli anni '60 del 1900: Un Corso in Miracoli. Il testo, ricevuto per via "interiore" da Helen Schucman, rivela uno spessore e una profondità spirituale tali da fargli meritare una rispettosa considerazione.

Tentiamo grazie a questo testo di approdare a una visione affatto nuova e diversa dei miracoli, lontana da quella semplicistica e consueta che li limita all'improvvisa scomparsa per grazia divina di un tumore in fase terminale.

Le concezioni esposte al proposito in Un Corso in Miracoli coincidono in modo sorprendente con le concezioni e le esperienze che ho maturato nelle mie ricerche nel campo dell'Ipnosi Regressiva Spirituale.

Dice il testo:

I miracoli sono un diritto di tutti, ma prima è necessaria la purificazione.

Per intenderne il significato, dobbiamo capire che cos'è prima il disagio (malattia). Secondo la concezione di Un Corso in Miracoli (UCM), e secondo la gran parte delle più antiche tradizioni religiose e spirituali, noi ci troviamo in un mondo che ci si presenta come reale, tangibile, apprezzabile con i sensi, e questo è in effetti vero, perchè in quanto emanazione del Divino abbiamo una nostra propria capacità creativa che costantemente è capace di generare nella materia. Ma al contempo questo mondo reale è illusorio, proprio perchè generato da noi.

Cosa significa "generato da noi"? Significa generato da quella parte di noi che attraverso il tempo costantemente rielabora le proprie concezioni sulla propria esistenza spirituale tentando via via di purificarle ascendendo a un nuovo livello di consapevolezza, che un giorno sarà consapevolezza perfetta e ci permetterà di ritornare alla Casa del Padre.

Siamo esseri spirituali che vivono un'avventura nella Materia, un'avventura non casuale ma fortemente voluta e necessaria per recuperare, passo dopo passo, la coscienza della nostra natura divina. A quel punto, non avremo più bisogno della Materia.

Questa visione è completamente sovrapponibile a quel che ci insegnano la letteratura e le esperienze dell'ipnosi regressiva a vite precedenti. Il nostro percorso sulla Terra passa da incarnazione a incarnazione, e in ciascuna vita noi affrontiamo delle sfide evolutive (sotto forma di problemi, malattie, schemi ricorrenti, relazione con persone conflittuali..) che hanno lo scopo di "riportarci a casa", cioè uscire dalla ruota delle incarnazioni.

Ciascuna vita è come un film proiettato su un grande schermo di cui noi siamo i protagonisti e il cui copione abbiamo stabilito (con l'amorevole guida delle Forze Spirituali) nel periodo tra le vite. Questo copione che viene proiettato non è altro che la raffigurazione di scenari di vita che costituiscono il nostro samskara, il nostro velo denso di malpercezioni, credenze egoiche, convinzioni che abbiamo maturato su noi stessi e sul mondo a causa degli accadimenti delle vite precedenti. Per fare un esempio semplice: esperienze di abbandono subite in una vita passata si posso esprimere in quella successiva come una forte sensazione di non essere amati da nessuno.

Le tue percezioni distorte producono una densa coltre sugli impulsi al miracolo, rendendo loro difficile raggiungere la tua consapevolezza.

Dunque, ogni disagio importante - del corpo o dello spirito - è una manifestazione del nostro personale samskara, una sfida che ci viene incontro per stimolare la nostra evoluzione, il nostro apprendimento. Questo apprendimento si verifica nell'istante in cui, grazie all'esperienza dolorosa, riusciamo a modificare profondamente le nostre credenze. Nel caso della malattia fisica, abbiamo un riflesso di questi discorsi nella pur giovane e immatura disciplina della psicosomatica.

Dopo queste precisazioni, possiamo comprendere perchè:

I miracoli rendono testimonianza alla verità.

La verità di quel che siamo veramente, al di là di tutto quel che i nostri filtri percettivi ci fanno credere del mondo e della nostra vita.

I miracoli riflettono le leggi dell'eternità, non del tempo.

I miracoli rimettono in ordine la percezione e collocano tutti i livelli nella vera prospettiva. Questa è la guarigione, poichè la malattia viene dal confondere i livelli.

Sono spostamenti improvvisi nell'invisibile, lontano dal livello corporeo. Ecco perchè guariscono.

Parlando di "livello corporeo", UCM allude alla nostra completa identificazione con l'individualità, all'Io che si autoconclude in sè stesso e ignora - perchè li ha dimenticati - i legami che lo correlano all'Universo tutto, alla Creazione tutta. E' l'obnubilamento che è disceso come un velo sulla nostra conoscenza del perchè siamo qui e del perchè ci tocca affrontare nella vita certe sfide.

L'interezza è il contenuto della percezione dei miracoli.

Il miracolo ci fa recuperare la corretta percezione (e non necessariamente questo avviene a livello consapevole), e ciò fa sì che semplicemente non abbiamo più bisogno del nostro disagio, non abbiamo più bisogno dell'esperienza dolorosa, a qualsiasi livello questa si manifesti.

Ecco perchè:

Un miracolo è una correzione introdotta nel falso modo di pensare. Agisce come catalizzatore, poichè smantella la percezione errata e la riorganizza opportunamente.

I miracoli disperdono le illusioni su te stesso e percepiscono la luce in te. Così espiano i tuoi errori liberandoti dai tuoi incubi. Liberando la tua mente dalla prigione delle tue illusioni, ripristinano la tua sanità mentale.

I miracoli ripristinano la mente alla sua pienezza. Espiando la mancanza, stabiliscono la protezione perfetta. La forza dello Spirito non lascia spazio alle intrusioni.

Un passaggio molto bello di UCM insiste in particolar modo sull'interezza che il miracolo realizza, sull'avvicinamento a Dio (se volete) compiuto in noi per suo mezzo:

Il miracolo raffronta ciò che tu hai fatto con la creazione, accettando come vero ciò che è in accordo con essa, e rifiutando come falso ciò che non lo è.

Quanto tempo serve per operare un miracolo, per vivere su di sè un miracolo? Quanto tempo serve per superare il proprio dolore, la propria ferita, il male che ci attanaglia e ci imprigiona?

Il tempo è l'unita di misura della vita incarnata. Sul piano spirituale il tempo non esiste e, sebbene abituati come siamo a ragionare in termini di terapia->azione della terapia->progressivo risultato stentiamo a comprenderlo, il miracolo si compie per definizione in un istante. Lazzaro non è tornato progressivamente in vita in sei mesi.

Non soltanto basta un istante, ma non potrebbe che essere un istante altrimenti non sarebbe un miracolo, giacchè:

I miracoli riflettono le leggi dell'eternità, non del tempo.

Serve allora per forza un miracolo per guarire? Decisamente no. Abbiamo già detto che in realtà è la nostra stessa incarnazione con gli ostacoli e le sfide che ci pone innanzi a essere lo strumento della nostra guarigione.

Il miracolo serve per minimizzare il tempo necessario all'apprendimento, cui certamente un giorno arriveremo ma che potrebbe essere molto lontano, e forse non in questa vita. Il miracolo collassa il tempo.

I miracoli sono sia inizio che fine e quindi alterano l'ordine temporale. Sono sempre affermazioni di rinascita, che sembrano tornare indietro, ma in realtà vanno avanti. Disfano il passato nel presente e così liberano il futuro.

Il miracolo è uno strumento di apprendimento che riduce il bisogno di tempo. Il miracolo minimizza il bisogno del tempo.

Il miracolo comporta un improvviso salto della percezione da orizzontale a verticale. Il miracolo ha così la proprietà unica di abolire il tempo nella misura in cui rende non necessario l'intervallo di tempo che attraversa. Il miracolo sostituisce un apprendimento che avrebbe potuto richiedere migliaia di anni.

Le luminose concezioni sul miracolo di UCM sono sorprendentemente vicine alle esperienze che si attraversano lavorando in Ipnosi Regressiva Spirituale. Quel che differenzia questo approccio dalla quasi totalità della comune pratica dell'ipnosi regressiva (metodo Brian Weiss ecc.) è il totale affidamento alle Forze Spirituali la cui presenza è condizione necessaria e sufficiente per il dissolvimento del samskara. La persona sotto ipnosi sta lì, nel tempo remoto, ha ripercorso magari una vicenda tremendamente dolorosa di una vita precedente o della propria infanzia nella vita attuale. Sente su di sè tutto il peso di questa vicenda, e soprattutto è completamente immersa in quello che l'esperienza gli ha lasciato addosso: senso di inutilità, o di colpa, sfiducia in sè stessa, sensazione che non potrà che essere sempre così, che andrà sempre male, che è lei che ha qualcosa non va, ma anche rancore, risentimento, una rabbia insuperabile, oppure tanta paura, terrore panico di rivivere un certo evento. Tutte queste percezioni rimangono addosso come un mantello che poi diventa difficilissimo, a volte quasi impossibile, scrollarsi di dosso, un mantello di smarrimento e dolore. Nubi cupe si addensano sulle nostre vite e non ci abbandonano più, fino a quando riusciamo a superare la sfida che rappresentano e ad andare oltre. O fino a quando...

... o fino a quando si compie il Miracolo. Ed ecco, la persona è qui, in ipnosi, ha appena indossato questo mantello nero e pesante che potrà accompagnarla molto a lungo. Ma qui, in questo preciso istante, intervengono gli Esseri Spirituali, le Forze di Luce, il cui semplice contatto è tutto quel che serve perchè improvvisamente il mantello si dissolva, letteralmente si disintegri senza lasciare traccia. La persona che un istante prima diceva: "Io non valgo nulla" ora sorride e sente e dice "Io sono tutto!". La persona che un istante prima diceva: "Nessuno potrà mai amarmi davvero" ora si accende di entusiasmo ed esclama "Sto sulla via del vero Amore!". (Non di rado la stessa trasformazione si verifica in una sessione di Optimal EFT™)

Non è illusione: è il Miracolo. Il miracolo che in un istante santo trasforma radicalmente la nostra malpercezione e ci fa ricordare la nostra natura essenziale di creature perfette, mai veramente allontanate dall'amore del loro Creatore. La sofferenza è sempre illusoria, anche quando sembra maledettamente reale. E non c'è illusione che non si possa spezzare.

Il miracolo si propone di ripristinare la consapevolezza della realtà.

Perchè la forza del Divino (qualunque nome vogliamo attribuirgli e attraverso qualunque sua emanazione si manifesti) è così pura, forte e veritiera che nulla può resistergli. Ecco perchè UCM dice che:

La preghiera è lo strumento dei miracoli.

Una preghiera che non è in alcun modo una lamentosa supplica, ma l'atto di ristabilire il collegamento con la Divinità, che è già in noi e di cui facciamo parte, che è ovunque, che coincide con la stessa Creazione.

Il senso di separazione da Dio è l'unica mancanza che hai realmente bisogno di correggere.

Quando si compie il miracolo nel corso di una sessione di Ipnosi Spirituale quel che avviene davvero è il crollo del samskara, di tutte le strutture cristallizzate di pensiero e di emozione attraverso le quali abbiamo filtrato e interpretato fino a oggi la nostra vita.

I miracoli risvegliano la consapevolezza che lo spirito, e non il corpo, è l'altare della verità. Questo è il riconoscimento che conduce al potere guaritore del miracolo.

Usciamo dallo stato ipnotico sorridenti e sereni, con un senso di leggerezza impareggiabile che non provavamo da molto tempo ormai. O che forse alcuni di noi non avevano mai provato, per le sfide karmiche che il destino ci aveva messo incontro fin dalla nascita. E' come se il passato fosse stato riscritto, e il copione adesso è cambiato. Dall'afflizione alla gioia, dalla mancanza all'integrità, dall'oscurità della tenebra all'abbraccio generoso del pieno sole.

Possiamo anche dire, indubbiamente possiamo dire, che il Miracolo è una forma di ricordo. Il ricordo di chi siamo davvero oltre le forme, il ricordo della nostra natura divina al di là delle apparenze mortificanti della materia.

I miracoli lodano Dio attraverso di te. Lo lodano onorando le Sue creazioni, in quanto ne affermano la perfezione. Guariscono perchè negano l'identificazione con il corpo ed affermano l'identificazione con lo spirito. Riconoscendo lo spirito, i miracoli regolano i livelli di percezione e li fanno vedere nel giusto allineamento. Questo pone lo spirito al centro, dove può comunicare direttamente.

I bambini di Dio sono santi e il miracolo onora la loro santità, che può essere nascosta, ma mai perduta.

E il Miracolo è anche una forma di perdono. Perchè ricordare chi siamo, riconnetterci con la nostra più autentica e pura natura spirituale, cancella in un battito di ciglia ogni sentimento di colpa, di inadeguatezza, di sfiducia, ogni torto, ogni peccato. E' letteralmente il Ritorno nell'Eden dopo un amaro peregrinare nella tenebra.

E a questo punto il perdono non può che estendersi agli altri, a tutti i personaggi che hanno recitato la loro parte nel palcoscenico della nostra vita, anch'essi avvolti nella densa nebbia del samskara. Inclusi coloro che ci hanno fatto del male, molto male.

I miracoli sono segni naturali di perdono. Attraverso i miracoli accetti il perdono di Dio estendendolo agli altri. Il miracolo riconosce ciascuno come fratello tuo e mio.

E sì, so bene quanto questo appaia impossibile e tremendo, penoso e anche in fondo ingiusto. Ingiusto perchè riconosciamo una responsabilità a chi fa il male, a chi ci ha arrecato sofferenza e angoscia. Come perdonare?

Ma il perdono di cui qui si parla non è il frutto di un atto di volontà, nè è un atto morale, nè sposta il nostro giudizio umano sul malvagio. Non dobbiamo farlo, forse non è giusto farlo, e non è detto che possiamo farlo. Ma il Miracolo non avviene sul piano umano, avviene sul piano spirituale, e nel momento in cui percepiamo completamente quanto tutti siamo fratelli nella gioia e nel dolore, quanto tutti abbiamo da attraversare la nostra notte e combattere coi nostri dèmoni, quanto nessuno sfugga alla regola del samskara, allora in quel preciso miracoloso istante il malvagio rimarrà malvagio, il male che ci ha arrecato rimarrà inalterato, ma il nostro sentimento di quell'esperienza si trasformerà totalmente. L'impatto abbagliante dell'Amore è così accecante che nessuna zona d'ombra può più esservi.

Non c'è alcun buonismo o sentimentalismo qui. Sentiamo che siamo Esseri Spirituali e che il malvagio è un Essere Spirituale, e nasce la compassione più vera e profonda, tanto più forte proprio per la consapevolezza delle sfide soverchianti che quell'essere è stato chiamato per destino ad attraversare.

Ma prima e più ancora del perdono dell'Altro, è il perdono e la riscoperta fondamentali di noi stessi il dono e lo strumento del Miracolo. Un istante santo trascorso il quale nulla sarà mai più come prima.

La Santità non può mai essere veramente nascosta nell'oscurità. Il miracolo ricolloca la realtà nel luogo a cui appartiene. La realtà appartiene solo allo spirito, e il miracolo riconosce solo la verità. Esso così fa svanire le illusioni riguardo a te stesso e ti mette in comunione con te stesso o con Dio. Il miracolo mette la mente al servizio dello Spirito Santo. Questo stabilisce la vera funzione della mente e corregge i suoi errori, che sono semplicemente mancanze d'amore. La tua mente può essere posseduta dalle illusioni ma lo spirito è eternamente libero.

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Quei giuramenti impossibili che ammalano l'amore

Non c'è forse nulla come la relazione amorosa che sfugga a ogni rigida categoria, a ogni contenitore in cui cerchiamo di infilarla. Non esistono relazioni belle e relazioni brutte, armoniose e disarmoniose. La coppia è un gioco di specchi e di riflessi, di coscienze in cerca di un incontro in mezzo, di proiezioni necessarie, di sfumature emozionali che vanno oltre il semplicismo - che tanto ci piace usare - dell'amare visto come qualcosa che è o non è, ma se è è sempre la stessa cosa.

Ma è vero che esistono relazioni particolarissime, quelle nelle quali uno dei due - e a volte entrambi - si sentono alienati, o imprigionati, o giunti in un rapporto quasi senza sapere perchè. Percepiscono di voler essere altrove, percepiscono che quella storia non è veramente la loro, che c'è una forza invisibile che le tiene legati a un partner con il quale sentono però, di fatto, di non condividere realmente nulla.

A volte, queste persone vivono un estremo disagio alla sola presenza del compagno o della compagna, sentono fastidio, incomprensione costante, una voglia di fuga non sempre giustificata dal comportamento dell'altro, che può essere odioso o affettuoso, premuroso o insopportabile, violento o carezzevole. Eppure questa sensazione di incatenamento, di non poterlo lasciare andare, è forte e potente, e domina.

Una relazione compulsiva in questa vita potrebbe essere un'indicazione di un patto tra due anime fatto in un'altra o in altre vite. Quando uno o entrambi i partner in una relazione "malata" sentono di non poter quasi stare lontani dall'altro, ciò potrebbe essere dovuto a un impegno o una promessa molto remota.
Questi giuramenti solitamente fanno seguito a un grande trauma o a eventi molto significativi nella relazione precedente. Per esempio, il trauma potrebbe essere la morte di uno dove l'altro si sente responsabile di tale morte. La colpa risultante potrebbe quindi essere portata in questa vita come motivatore inconscio nella relazione tra le personalità della vita attuale (stesse anime).
I giuramenti sono spesso fatti da un innamorato che promette che ritornerà prima di partire per un viaggio dal quale effettivamente poi non ritorna. I giuramenti sono anche fatti al capezzale di un amato che scompare tragicamente e prematuramente.

Alcuni esempi:

Mi prenderò sempre cura di te

Saremo per sempre insieme

Non ti lascerò mai

Io ritornerò

Ritornerò da te fosse l'ultima cosa che faccio

Questi intenti veicolano una enorme carica emozionale. Intere vite sono guidate da questi giuramenti e intenti che hanno a che fare con una specifica persona.
Sembra che la maggior parte delle relazioni che abbiamo in questa vita siano con anime con cui siamo stati prima. L'esperienza, oltre che studi ben documentati, lo dimostra, soprattutto nei viaggi nell'Intervita (il territorio spirituale tra una incarnazione e l'altra). Spesso quelle altre vite sono state molto significative.

Questo di fatto non riguarda soltanto il partner amoroso, ma parliamo di questo adesso.

Ho detto che certi legami attuali sono difficili da spezzare. Eppure a volte la persona ci riesce, lascia il compagno o la compagna e cerca di ricominciare per conto suo. Ma, invisibile, porta con sè una zavorra, una corda che la tiene legata ancora a quella storia, a quell'uomo o a quella donna (questo a volte assume la forma pesante di una vera e propria corda energetica). Non riesce ad escluderla dalla propria mente e dal proprio cuore. Oppure si ritrova a fare regolarmente sogni sull'altro che in qualche modo la sconcertano e la interpellano.

Dietro può esserci la pesante ombra di un lontano impegno:

"Ti amerò per sempre"

Questa è la verità.

"Noi saremo di nuovo insieme"

Questa è una promessa d'amore.

"Non ti lascerò mai"

Questa è una promessa impossibile, che rischia di creare disorientamento nell'anima dopo la sua uscita dal corpo, di sconvolgere i futuri piani di incarnazione, e di creare molto disagio e situazioni di relazione penose in una vita successiva.

Ma non solo.

"Non ti lascerò mai", o "Io ritornerò", è l'eterno giuramento del guerriero, l'impossibile promessa del soldato. Tanti milioni di uomini sono morti in futili battaglie lungo le epoche, lasciando indietro amate mogli e compagne, sole e desolate. Un gran numero di questi spiriti si sono reincarnati con l'inesorabile intento di mantenere la promessa, e molti altri sono rimasti nel piano astrale agganciandosi al campo aurico delle loro amate, ritrovandole ogni volta vita dopo vita.

E qui l'effetto sulle donne non è una vera manifestazione di quell'amore che questi uomini proclamano. Ma quando nel lavoro in Spiritual Releasement Therapy comprendono il danno che hanno inflitto onorando la loro precedente promessa di ritornare, essi sono d'accordo a lasciare, e sia pur con riluttanza si distaccano dalle loro amate. A quel punto, quella è sì una scelta di vero amore.

Gli altri (o le altre), quelli che in questa vita si interrogano sulle incomprensibili catene che li inchiodano in una relazione profondamente disagevole, hanno la possibilità in regressione ipnotica di risalire alle circostanze, materiali ed emozionali, che hanno portato al giuramento o patto e apportare guarigione modificando la catena di conseguenze che giunge fino a oggi.

Il risultato è uno spostamento nel vissuto interiore della propria incomprensibile relazione che porta il dono della vera libertà animica che tutti noi meritiamo nella sfida dell'incarnazione.

 

 

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Una piccola grande guarigione in Ipnosi Spirituale

UNA STORIA BELLISSIMA : LA MIA *

Ho un amico fra i più preziosi della mia vita. Si chiama Fabio Procopio. Fabio è per me un fratello immenso, eppure i suoi talenti sono così meravigliosi che se egli fosse il mio più acerrimo nemico non potrei che dir bene di lui: le sue qualità umane, professionali, spirituali sono straordinarie per chiunque lo incontri.

Sto per raccontarti una storia bellissima, e questa storia comincia con l’Ipnosi Spirituale praticata da Fabio.

Lavoro spesso con Fabio Procopio. Siamo entrambi Facilitatori e talvolta viviamo insieme delle collaborazioni molto speciali. In preparazione ai nostri lavori congiunti sono stata spesso in un setting di ipnosi con lui, con esiti più di una volta sorprendenti e travolgenti. La storia che sto per raccontarti non è la sola che mi abbia donato delle guarigioni piccole o grandi, ma è una storia del mio cuore e voglio condividerla con te che mi leggi.

 

LA FORZA DI UN’INTUIZIONE

“I porticcioli come questi mi danno un senso di struggimento” dissi una volta a Fabio mentre discutevamo ad un progetto di lavoro, davanti ad un piccolo porto.

“perché non ci lavoriamo in Ipnosi?” rispose lui. “Che idea bizzarra” pensai. “Non posso lavorare su ogni cosa che mi dà struggimento!”. Eppure sapevo bene che, quando Fabio dice qualcosa, quel qualcosa parte da una zona così alta e profonda che l’ultima cosa scema che puoi fare è non dargli ascolto.

Detto fatto. Passarono pochi giorni ed entrai in ipnosi sotto la sua guida. Era un’ipnosi esplorativa. Dunque non cercavamo né io né lui alcuna guarigione.

Fabio mi condusse in ipnosi davanti ad un piccolo porto, lo fece come sempre con maestria e dopo pochi attimi comparve una bambina davanti alle barche del porto, una bambina bellissima ma profondamente inquieta, che cominciò a correre a piedi scalzi. I suoi vestiti avevano una foggia antica. Correva in una strada sterrata davanti al porto e se ne allontanava. Con commozione percepivo tutto il suo smarrimento e sentivo i suoi piedi toccare quella terra arida, la sentivo ferirsi ai piedi, ma lei continuava a correre. La vidi raggiungere la fine di quella strada polverosa, là dove il mondo sembrava finire sotto i suoi piccoli piedi, e davanti a lei solo un immenso mare senza nulla all’orizzonte. Fabio intanto interagiva con me, e, come sempre avviene in una sessione di ipnosi, mi aiutava a Vedere, vedere di più, vedere davvero che quella bambina avrebbe fatto qualunque cosa pur di vedere arrivare una nave, perchè sopra quella nave c’era il suo papa’. Ma quel papà non poteva più tornare.

Fabio mi permise di consolarla. L’Ipnosi spirituale è un moto d’amore compassionevole e solo un Ipnologo attento e sensibile può trovare il modo di non indurre soluzioni che alterino le immagini, portando al contempo una consolazione infinita dentro un passato di altre vite… chissà quando vissute.

Di certo, chiunque fosse quella bambina, sarebbe rimasta sempre nel mio cuore.

Accaddero molte cose ancora in quella sessione di ipnosi.  Doveva essere una sessione  solo esplorativa e certo non potevo immaginare ciò che pochi mesi dopo mi apparve come un miracolo.

 

LA GUARIGIONE

Avevo un disagio fisico molto difficile da sostenere. Un disagio che mi accompagnava da sempre, fin da quando ho memoria di me. Strusciare un piede sulla terra o sulla sabbia è stato sempre per me qualcosa di terrificante. D’estate al mare non potevo toccare con i piedi la sabbia, e la poca sabbia che rimanesse sulla mia pelle, qualora tentassi, arrivava a procurarmi spesso degli svenimenti. Naturalmente avevo imparato ad aggirare il problema in molti modi. Mi dicevo che andava bene così, in fondo poteva andarmi peggio: c’è chi nasce con un dito in meno, io ero nata con questa impossibilità di toccare la terra polverosa o la sabbia con i piedi. Più di una volta avevo tentato di superare il problema, toccando la sabbia con i piedi gradatamente, ma ogni volta sconsolata mi ritrovavo a vedere che il problema era sempre più forte, così mi dicevo che in fondo non si può risolvere tutto. Avrei voluto inventare un nome, chessò… avrei potuto dire “sono affetta da allergia alla sabbia”, quanto basta per mettermi il cuore in pace. Invece, per quanto me ne facessi una ragione, nessuno poteva dare un nome a questa strana malattia, e per quanto cercassi di ignorarla mi opprimeva e spesso mi impediva il rapporto con il mare che tanto amo.

Pochi mesi dopo quella sessione di ipnosi arrivò l’estate. Non so cosa mi prese. Improvvisamente andai al mare, mi levai le scarpe e cominciai a correre sulla sabbia. Mi aspettavo di morire da un momento all’altro per l’attrito che quella sabbia, così ostile da sempre, stava creando sotto i miei piedi. Ma non accadde nulla perché miracolosamente io ero guarita!

Ero piena di meraviglia. E dentro quella meraviglia rividi improvvisamente quella bambina stupenda: non era più sulla strada sterrata, era tornata a giocare scalza in riva al mare. Il suo papà era nel suo cuore, e quindi per sempre con lei. La terra non poteva farle più alcun male.

 

Grazie Fabio

e grazie a te che hai letto fin qui la mia storia del cuore.

 

Anna Ornella

 

* di Anna Ornella Libutti, Costellatrice Sistemica, Facilitatrice del percorso Biografico attraverso l'Astrologia e la Tarologia. Praticante di Sciamanesimo. Il suo sito è www.movimentidallinvisibile.it

 

 

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La bambina Sofia e la bambola Gioia che il Corvo doveva annientare


«Il vuoto è per me assenza, lontananza affettiva, buio percettivo che deve essere colmato al più presto per non sentire che qualcosa sprofonda, senso di morte. Ogni istante contiene un vuoto, ed ogni istante ho la tendenza a volerlo riempire con qualcosa. Il paradosso è che il riempire stesso contiene un vuoto, perchè io non sono dentro l'atto del riempire e talvolta mi sembra che per questo nulla si riesca mai a riempire veramente, e che in questo vuoto ci sia l'origine di una profonda infelicità esistenziale. Come se non stessi bene in alcun luogo.

Nella regressione ipnotica, ho immediatamente visto una me stessa bambina. Oltre il Portale del Tempo vedo meglio che la bambina ha 12 anni circa, e dirà di chiamarsi Sofia e di trovarsi in un luogo che si chiama Lanzarote. Lei (io) si trova sul ciglio di un burrone intenta a guardare giù. Ha dei sandali di cuoio ai piedi. Percepisco immediatamente la sua disperazione. La sua bambola, Gioia, è caduta giù, e solo dopo comprenderò che lei stessa l’ha probabilmente gettata da questa rupe. E' un'immagine confusa, percepisco tutta l'ambivalenza del suo e mio cuore: la disperazione di questa bambola caduta giù come per una tragica fatalità, e il sentimento di averla salvata da una sorte ancora più tremenda.

Poco dopo comincia a scappare perché è inseguita da un uomo spaventoso chiamato “Il Corvo”, e uno dei fatti più tremendi è che in quel momento lei, costretta a scappare, non può vegliare dall’alto la sua bambola Gioia. Si sente in colpa, ma è trafelata e deve scappare.  In verità sento che in quella bambola Sofia aveva in qualche modo riposto la sua Anima, e il Corvo voleva smembrarla.

Lanzarote

Il Corvo durante la corsa l’afferra per un piede e la bambina cade e si fa male ad un ginocchio, ma continua a correre disperata. Ma ad un certo punto si placa perché si accorge che il Corvo è sparito nel nulla, e in quel preciso momento io comincio a percepire che il Corvo è solo nella mia mente, solo nella mente di Sofia.

Fabio mi conduce oltre in questo tempo e più avanti ecco la piccola legata alle mani in un letto di una stanza lurida e non familiare per lei, dove si sente imprigionata e sola al mondo.

Una donna vuole darle delle medicine e lei non le vuole, sente che le fanno male. In particolare vuole farle un’iniezione e lei è terrorizzata, non per l’iniezione in sé ma perché sa che una di queste iniezioni le sarà letale.

Io chiedo, Sofia chiede, a questa signora per quale ragione è legata. La donna risponde seccata che serve così perché Sofia graffia tutti. Nel letto Sofia è molto debole, e forse per questa ragione non è legata alle gambe, è possibile che non ce la faccia ad alzarsi.

In un cambio di scena Fabio mi conduce nella mia stanzetta di casa, e lì al cospetto del Corvo. Vedo bene il Corvo: i suoi occhi fanno paura, sono neri e ha una barba sotto pelle come se fosse uno che si è appena rasato ma ha una crescita della barba esagerata. Sofia è terrorizzata, da sola, a contatto con questo demone oscuro, che lei sente essere tale.

E' il Signore del Tempo, afferma, e deve bloccare Sofia e fare a pezzi la sua bambola perché non deve essere messa in condizione di crescere (e sviluppare poteri?). Un primo intervento delle Forze di Luce non riesce a rimuoverlo. Fabio sembra saperlo senza saperlo. Infatti poco dopo mi fa soffermare sugli occhi di questo essere e a quel punto compare nel fondo nero degli occhi del Corvo la figura di un sacerdote, con vesti sontuose ma scure.

Sofia sente che non può vincere il Corvo, ma sente anche che lotterà con tutte le sue forze. Lei sa di essere considerata una malata di mente o comunque una diversa, ma sa che ciò che vive nella sua mente è reale.

Fabio mi fa procedere avanti nel tempo, forse per vedere cosa sia accaduto dopo. Ma l’immagine che compare è quella di Sofia che contempla con stupore il suo corpo nel letto. E’ morta in quel letto, legata. Vede sua madre piangere per lei ma sente anche quanto sia liberata da questa figlia difficile.

Fabio chiede a Sofia di percepire come si sente nel dopo-morte, e lei si accorge di sensazioni fisiche percepite a livello interiore. Una radianza di figure senza forma muove accanto a lei, un vento soave porta freschezza e lei si sente leggera e felice.

E’ lontano quel tempo, pure appena così vicino, in cui aveva implorato disperata di essere almeno slegata, mentre faceva di tutto per riuscire a liberarsi con le mani.

E grazie a Fabio questa gioia piena di meraviglia viene lasciata inondare i momenti così difficili della sua vita. Quando era nella stanzetta al cospetto del Corvo. Quando era legata nel letto. Sofia prova un sentimento di liberazione che la pervade.

Nell’atto di uscire dal portale del Tempo per ritornare nella realtà ordinaria appena passata la porta vengo investita da un sentimento di gratitudine e una commozione immensa. Avrei pianto per ore.

Un arcobaleno incredibile celebra davanti casa il mio ritorno nel momento presente, e davanti alla contemplazione di una prateria improvvisamente sparisce qualsiasi suono ed il tempo si ferma. Una sensazione potentissima. Mentre io, che ero bloccata durevolmente nella mia capacità di fluire insieme agli eventi, sento improvvisamente riemergere una forza incredibile insieme a quella gioia suprema tutta nel mio cuore. »

 

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A patti col Karma: Reincarnazione e la Regola d'Oro di Gesù

«Cos'è la Past Life Therapy? Cosa si intende per reincarnazione? Devo credere nella reincarnazione? Devo essere ipnotizzato? Queste e molte altre domande sorgono alla mente delle persone quando si interrogano sulla possibilità di esplorare vite passate.

Molti filosofi, accademici, uomini di fede e scienziati d'Oriente e d'Occidente hanno manifestato di credere in qualche forma di reincarnazione o continuazione, ripersonificata, dell'essenza animica umana. Queste credenze derivano da esperienze e speculazioni personali, visto che questa concezione non può essere definitamente provata.

Il dr. Ian Stevenson, professore di psichiatria alla University of Virginia Medical School, ha documentato migliaia di casi di bambini che ricordano dettagli verificabili di esistenze precedenti. Questi casi provengono da molti paesi, tra i quali India, Sri Lanka e Stati Uniti. Stevenson descrive anche casi di prove fisiche come difetti di nascita, assenza di dita, e in un caso l'assenza di una gamba, che corrispondono a ricordi di traumi in vite precedenti.

In teoria, ogni anima individuale è una scintilla della coscienza-Dio. E' eterna e indistruttibile, generata e diffusa dalla Sorgente Creatrice. Quest'Anima viaggia e fa esperienza dell'immensità in ogni luogo e in ogni tempo, con la destinazione e l'effettivo fine di ritornare a casa.

L'autorealizzazione include il ricordo della nostra origine e della nostra destinazione, e della verità di ciò che siamo.

Durante questo viaggio, alcuni spiriti individuali partecipano del ciclo di reincarnazione sulla Terra formando un'anima umana, che è la forza vitale del corpo fisico. L'anima è anche chiamata lo spirito umano, e i termini "anima" e "spirito" vengono spesso usati come sinonimi, sebbene non siano esattamente la stessa cosa.

La Luce è un termine esoterico che suggerisce una sorgente primordiale di intelligenza totale, la totalità, la Divinità. E' grosso modo accostabile nel significato al Paradiso (cristiani), al Felice Terreno di Caccia (nativi americani), al Nirvana (buddismo, veda), al Bardo o stato intermedio (buddismo tibetano).

Sulla base della conoscenza acquisita e dell'esperienza condivisa grazie a migliaia di lavori in regressione ipnotica, possediamo oggi una mappa semplificata dei territori spirituali attraversati dalle anime umane nel viaggio che segue una incarnazione e precede quella successiva. All'interno di questi territori, ciascuna Anima segue in realtà nient'altro che il suo proprio Sentiero di Guarigione.

Emozioni pesanti, magari paura o rabbia, relative a qualche situazione della vita attuale possono rivelare un trauma in una vita precedente, seguendo il filo del quale si può essere condotti a scoprire simili eventi traumatici in altre esistenze connesse, o a esplorare lo spazio spirituale (nella vita tra le vite) dove i dettagli della risoluzione karmica vengono organizzati in vista della vita attuale, o all'esperienza della nascita in questa vita. L'operatore attento deve essere capace di seguire questa sequenza senza perdere traccia del viaggio del cliente, e con buona consapevolezza di dove, quando e che cosa la persona in ipnosi sta descrivendo.

Per questa ragione utilizziamo nomi indicativi per i vari elementi di questo Viaggio dell'Anima: Stadio di Pianificazione, Stadio di Revisione, Lifescript (copione di vita), Istruttori e Consiglieri.

Nello Stadio di Pianificazione, che si svolge nella Luce (quindi nello spazio di esperienza tra due incarnazioni), diversi Istruttori e Consiglieri assistono l'anima nello sviluppo di un Lifescript, una mappa personale del viaggio imminente: la nuova incarnazione sulla Terra. Il copione è scritto tenendo ben presente che l'obiettivo primario dell'incarnazione terrestre è la crescita e l'evoluzione spirituale. Gli elementi terreni del copione includono genere sessuale, madre e padre, luogo geografico della nascita, fratelli, posizione sociale, grado di ricchezza o povertà, e lo scopo della vita.

Lungo la strada, nella sfera dell'incarnazione, vi sono opportunità di apprendimento come malattie, scelta di coniugi, scelte in tema di istruzione e professione.  Sono tutte situazioni che permetteranno la risoluzione di questioni incompiute e di conflitti irrisolti di tempi passati,  e sei o sette possibili punti di "uscita", cioè di morte fisica. C'è sempre qualcosa da imparare per tutti coloro che sono coinvolti in ciascun punto che implica una scelta.

L'anima arriva nella forma di un corpo fisico attraverso il miracolo della nascita, che ha inizio con l'unione di ovulo e spermatozoo. Se tutto va bene, nasce un essere umano, visibilmente dotato di libero arbitrio per perseguire il suo Lifescript. Ma le opportunità di apprendimento sono soggette a scelta. Gli umani non sono costretti a partecipare: possono rifiutare l'opportunità. Ci saranno diverse conseguenze secondo le diverse scelte.

Dopo la morte del corpo fisico, l'anima si solleva dal piano della Terra e procede verso la Luce, guidata dagli spiriti di cari deceduti o da esseri angelici. In questo livello della Luce, l'anima appena liberata dal corpo fisico è accolta nel suo ritorno a casa. Se necessario, l'anima può riposare.

Nello Stadio di Revisione, i Consiglieri assistono l'anima nella valutazione della vita appena conclusa. Sono state apprese lezioni spirituali? L'anima ha progredito nella sua evoluzione spirituale? Problemi e conflitti del passato sono stati risolti? Che cosa è stato completato, e che cosa è rimasto incompiuto? E' stato seguito il copione personale? realizzato lo scopo della vita? Ci sono state interferenze? Terminata la fase di revisione, l'anima si prepara per la successiva incarnazione, in luoghi immateriali che potremmo definire Sale dell'Apprendimento.

C'è molta attività nella Luce tra le vite. Non è soltanto un periodo di riposo. Ci riuniamo con il nostro particolare "sciame", gruppo di anime, con i cui componenti sembra che ritorniamo ripetutamente sulla Terra.

 

Un individuo è assolutamente responsabile della sua vita e di ciò che gli accade lungo il cammino. Il biasimo è falso, come è falsa la colpa, perché un essere non può danneggiare un altro essere.

 

Infine, c'è lo Stadio della Pianificazione, in cui viene concepito il nuovo Lifescript. Questo include opportunità continue per la crescita e l'evoluzione spirituale come anche piani per la risoluzione di problemi e conflitti del passato, basati sulle comprensioni avvenute nello Stadio di Revisione. Molti conflitti umani richiedono diverse incarnazioni per conseguire risoluzione e perdono. Il perdono è la chiave della guarigione. Di nuovo l'anima muove verso la realtà fisica attraverso il processo della nascita.

Questa è una descrizione sintetica della reincarnazione umana, il ciclo di nascita, vita, morte e rinascita. La transizione verso la Luce non sempre avviene in questo modo, come dimostra la condizione dell'interferenza e "attaccamento" da parte di spiriti. Il progresso dell'evoluzione spirituale è bloccato da tali interferenze (che possono essere affrontate e risolte grazie alla Spiritual Releasement Therapy).

I dettagli di questo ciclo sono accessibili alla persona in stato alterato di coscienza (ipnosi). Ma si tratta soltanto di immaginazione? Questi ricordi di vite precedenti potrebbero essere manifestazioni di immaginazione attiva, psicodramma, o semplicemente invenzioni? La coscienza è un sogno? La realtà fisica è solo un'illusione, come suggeriscono molti insegnamenti spirituali?  All'interno di questa realtà fisica, noi non conosciamo la risposta.

Il concetto di reincarnazione è una parte integrante dell'80% dei sistemi di credenze religiose del mondo. Reincarnazione e karma forniscono la via per bilanciare causa ed effetto, risolvere le questioni incompiute del passato, e consentire all'anima di crescere spiritualmente. Responsabilità personale e autodeterminazione rinforzano l'individuo.

Il processo di reincarnazione non può essere dimostrato col metodo scientifico, eppure questa credenza ha fatto parte per millenni del pensiero umano. Molte persone possono ricordare quella che sembra essere una reale esperienza personale in diversi corpi e in altre vite. La Past Life Therapy, o Regression Therapy, si fonda sul modello della reincarnazione e del karma. Comunque, credere nelle vite passate o nella reincarnazione non è necessario perchè la Past-Life Therapy funzioni. Non è necessario che nè l'operatore nè il soggetto "credano".

Nel corso del secondo Concilio di Costantinopoli, nel 553 d.C., i concetti di reincarnazione e di preesistenza dell'anima furono dichiarate anatema nella Chiesa Cristiana come essa esisteva al tempo. Tuttavia il papa, Virgilio, era in prigione, e i vescovi d'Oriente rifiutarono di partecipare, e il Concilio fu ritenuto invalido da molti. A causa di ciò, forse gli editti del Concilio non sono vincolanti per i cristiani di oggi. Ci sono molti riferimenti alla reincarnazione nella Bibbia, sebbene alcuni sono oscuri e aperti a interpretazione.

Il karma è il processo di pareggiamento di ogni pensiero, intenzione e comportamento. Coinvolge causa ed effetto, ricompensa e punizione, azione e reazione. Se una persona fa qualcosa di dannoso a un'altra, ci sarà un pareggiamento. Il perpetratore soffrirà nella stessa misura, nella vita attuale o in una successiva. Una persona può anche bilanciare un debito karmico compiendo un'azione utile. Il bilanciamento karmico può dispiegarsi nell'arco di molte esistenze. L'operare del karma non può essere separato dal processo della reincarnazione.

Le Regole Auree

Nella cornice della reincarnazione e del karma, un individuo può infine far quadrare il bilancio delle sue vite, per così dire, e far adempiere l'antica regola (di Aristotele e Platone, oltre che biblica):

"Come semini, così raccoglierai."

E la Regola Aurea di Gesù:

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro." (Matteo 7:12)

Queste sono chiare espressioni di bilanciamento karmico.

In quest'ottica, un individuo è assolutamente responsabile della sua vita e di ciò che gli accade lungo il cammino. Il biasimo è falso, come è falsa la colpa, perchè un essere non può danneggiare un altro essere. Certamente il corpo e l'ego possono essere danneggiati e offesi, un'anima può essere frammentata, ma lo spirito eterno non può essere danneggiato.»

(William J. Baldwin, 2003)

 

Per approfondire il tema del karma, della reincarnazione e della Past-Life Therapy ti invito a leggere l'articolo E Liberaci dall'Illusione della Separazione: la Regression Therapy.

 

 

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E liberaci dall'illusione della separazione: la Regression Therapy

Messe da parte l'identificazione col positivo e la reazione al negativo, cosa rimane? .... Nulla rimane, eccetto l'espressione della libertà.

Steven Harrison

 

I paradigmi della guarigione fisica, mentale ed emozionale stanno cambiando velocemente. In tutto il mondo si verificano in accelerazione negli ultimi decenni profondi mutamenti nel livello di consapevolezza, e questi mutamenti si riflettono nella proliferazione delle più diverse tecniche di guarigione.

Le persone iniziano a capire, spesso per averlo sperimentato in prima persona, che le vecchie “terapie della parola”, nelle loro numerose varianti, hanno – quando ce l’hanno – un'utilità raramente decisiva. E’ osservazione comune che la consapevolezza dei propri comportamenti reattivi, pur essendo certamente un’acquisizione positiva, raramente determina la scomparsa dei vecchi logoranti pattern emozionali.

E’ sempre più chiaro, inoltre, che la tradizionale concezione della psiche umana è estremamente parziale, limitativa e ingannevole. Riusciamo a cogliere, infatti, soltanto un frammento della danza interiore tra cuore, mente ed esperienza umana. Per non parlare del corpo, dualisticamente messo al centro di una terapeutica completamente scissa che nega all'origine il fluire univoco del corpo fisico con i corpi sottili dell'uomo.

Tra le modalità terapeutiche emergenti, la *NUOVA* Regression Therapy, punta di diamante dell'Ipnosi Spirituale, è la più promettente. Il riconoscimento della sua efficacia procede di pari passo al crescente riconoscimento del ruolo che hanno le nostre vite precedenti nell’influenzare la nostra vita attuale. Curiosamente, non è necessario che né il soggetto né il terapeuta “credano" nella realtà delle reincarnazioni: la “vita precedente” di cui fa esperienza la persona in regressione ipnotica potrebbe ben essere una metafora dell’anima in cerca di guarigione. Ma è una metafora che funziona e la cui elaborazione genera risultati. La tecnica prevede l'uso dell'ipnosi regressiva, che quando praticata in modo qualificato e attento è una tecnica completamente sicura e affidabile.

L’esperienza di questi decenni costruita mattone dopo mattone dal lavoro di centinaia di terapeuti dello spirito si concettualizza in alcuni punti cardinali:

  • “Noi” non ci esauriamo nell’esperienza di questa vita attuale: la nostra anima attraversa molte vite.
  • In quelle vite e tra quelle vite opera a tutti i livelli di esperienza un principio di attrazione (karma).
  • Quando appare una condizione disfunzionale (un segno, un sintomo, un disagio, che sperimentiamo nel mondo intorno a noi e/o nel nostro interiore mondo emotivo e mentale), questa è spesso il riflesso o la proiezione di un trauma irrisolto o di altre esperienze e relative credenze e conclusioni maturate in altre vite. Lo schema che segue riassume questo legame:

  • La (vera) guarigione e la trasformazione del trauma causale, avvenuto in questa o in altre vite, genera una purificazione e uno “spostamento” in molte aree. Questo spostamento si verifica sia nella percezione soggettiva del mondo esterno che negli eventi del mondo esterno, che – in conseguenza – nella sensazione di sé della persona e nel suo benessere psicoemotivo. Questo spostamento diventa una sorta di spartiacque a partire dal quale l’esperienza vitale del soggetto si modifica coerentemente.
  • Un altro mattone importante nell'edificio della Regression Therapy è la considerazione riservata al problema delle entità rimaste "impigliate" nel nostro campo energetico e che spesso influiscono in modo determinante e a volte causale sui nostri disagi.



Per capire adeguatamente l'importanza della nuova Regression Therapy, occorre contestualizzarla in una cornice più ampia, e capire qual è la vera radicale origine di tutti i problemi in cui ci dibattiamo, di qualunque natura siano.

 

LA CREAZIONE DELL'ILLUSIONE

Una metafora ricorrente nella conoscenza spirituale e occulta, e trasversalmente presente in tutte le religioni (quantomeno nella conoscenza interiore), è la nostra origine in un Uno indiviso dal quale a un certo punto ha preso forma il manifesto. Questa concezione ha radici importanti anche nella tradizione del pensiero occidentale: "Il principio primo e l’elemento costitutivo di ogni cosa è un luogo infinito che è UNO e capace di movimento: questo luogo è la fonte che genera tutto in natura e dove tutte le cose ritornano", scriveva Anassimandro già nel 600 a.C.

Perchè ciò accadesse è stata necessaria una temporanea separazione dall'Uno (Luce Divina) da parte di esseri che in sè continuano a veicolare la loro natura di Uno (scintilla di Luce Divina) ma che hanno perso il ricordo e la comprensione dell'Origine. Da qui la nascita dell'ego, del dualismo e l'illusione della separazione.

In vario modo, questa sensazione di essere stati allontanati ci accompagna senza sosta.

L’ego può essere definito come una raccolta di giudizi su esperienze, oppure una sovrapposizione sulla pellicola dell’anima di significati ed errate interpretazioni generatesi in risposta alle esperienze dell’anima, nel corso delle sue varie esistenze. Quest’ego sembra avere sviluppato una sua vita propria, e vuole continuare a mantenere il controllo. Ma questo controllo è una reazione basata sulla paura, è soltanto una distesa di ricordi che ricoprono l’anima e che non sono altro che un compulsivo perpetuarsi di insiemi di credenze. Queste credenze hanno un comune denominatore: quella separazione originale da Dio (il Sé interiore).

E in effetti l’ego vede il Sé con disprezzo, perché in realtà è spinto solo dalla paura, che perpetua l’illusione della separazione dal Sé, dal Divino dentro e fuori. La paura E’ separazione, è precisamente la stessa cosa.

Soltanto l'amore causa la scomparsa dell’orientamento basato sulla paura che circonda uno specifico fatto o evento. L’amore conduce alla riunificazione. L’amore E’ l'unione interiore col Sé.

Vita dopo vita le personalità dell’anima sono generalmente inconsapevoli della credenza in questa separazione, e per questa ragione tendono a percepire gli "eventi negativi" come minacce, rifiuti, attacchi o abbandoni. Questi equivoci imprimono  sulla pellicola eterica dell’anima reazioni emotive e campi magnetici di attrazione, frutto di interpretazioni egoiche. Nell’incarnazione essi si manifestano come una parte fondamentale della visione della personalità e diventano così la base inconscia di credenze e reazioni alle (e fonte di attrazione delle) esperienze nel mondo. Questi equivoci egoici diventano gli sceneggiatori delle nostre illusioni, del “film” della nostra vita, e giocano un ruolo importante nell'agenda dell’anima nel suo progettare compiti e apprendimenti per ciascuna incarnazione, apprendimenti che costituiscono il sentiero del ritorno al Sé.

Il ritorno a Casa o al Sé è un disfare queste errate costruzioni. E queste costruzioni, se ci prestiamo attenzione, possiamo vederle e percepirle nelle nostre vite quotidiane. Si manifestano nel modo in cui vediamo le nostre relazioni e nel modo in cui gli altri sembrano vederci e trattarci. Sono i temi dell’abbandono, del rifiuto, della vendetta, dell’odio, della perdita, della colpa, del rimpianto, del senso di impotenza e dell’afflizione, giusto per citarne alcuni. Accade così che molti dei nostri comportamenti e convinzioni non sono naturali emanazioni del Sé, ma sono spesso invece emanazioni di tracce che questi campi e credenze hanno lasciato sulla nostra anima, emanazioni di tracce da altre vite e dalla nostra infanzia in questa vita. Sono tracce di questioni irrisolte, di credenze generate in seguito a eventi traumatici, ferite, o derivanti magari dall'atteggiamento dei nostri genitori quando eravamo nel grembo materno.

 

Quando esercitiamo uno sforzo per controllare il mondo, non ci rendiamo conto che in realtà stiamo cercando di cambiare un mondo che è già un mondo di effetti.

 

In generale, la maggior parte di noi fa esperienza del proprio mondo come se il mondo gli stesse accadendo. E’ come se il mondo sulla base del quale agiamo fosse reale, come se fosse veramente come appare. Da questa posizione ci sembra, a ragion veduta, di avere ben poco controllo. Quando esercitiamo uno sforzo per controllare il mondo, non riconosciamo che in realtà stiamo soltanto cercando di cambiare un mondo che è già un mondo di effetti. Non ci rendiamo conto che il mondo come ci appare è in realtà soltanto un riflesso della nostra stessa coscienza.

Quando interagiamo con gli altri raramente siamo consapevoli di come stiamo proiettando su di essi dei significati. E’ un costante dipingere numeri sulla tela. Ogni numero è un codice inconscio per una proiezione esteriore di ferite di questa o di altre vite. Queste ferite si nascondono in errate percezioni e conclusioni egoiche di giudizio, paura, controllo, meschinità, dipendenza, ansietà, bisogno di protezione, diffidenza, manipolazione, e tutte le credenze che abbiamo acquisito dalle nostre esistenze. Eppure siamo per lo più inconsapevoli del processo con cui svolgiamo tutto questo: creiamo incessantemente un film senza nemmeno rendercene conto!

Non facciamo così altro che perpetuare interi processi inconsci di attribuzione di significati a oggetti, cose, persone – significati che questi oggetti non avrebbero di per sè, senza cioè intersercarsi con noi nel nostro mondo personale. E infatti l’esistenza degli altri nelle nostre vite è tutto un gioco, un arrangiamento tra noi e altre anime per materializzare eventi e relazioni e generare così opportunità di guarigione e di apprendimento. Un gioco in cui tutti noi abbiamo la chance di rintracciare l'origine di questi significati e liberarne l'energia reiterante che ci invischia.

Noi biasimiamo gli altri per il trattamento che ci riservano, e non riconosciamo che non potremmo avere una diversa esperienza con loro se non avessimo creato noi queste esperienze, questo film. Sì, noi siamo totalmente responsabili. Non è: “Mi ha fatto questo”. E’ piuttosto: “Sto facendo questo a me stesso per causa di qualche radicata emozione non guarita e convinzione egoica da qualche altra esperienza della mia anima”.

Abbiamo creato interi campi di attrazione che convogliano energie comuni ed esperienze tematiche e credenze distintive. Questi campi sono emersi da traumi ed esperienze che abbiamo percepito erroneamente. Questo errore è in attesa di correzione da parte della Presenza Divina, dell’Amore. Questi campi di attrazione portano a noi interi eventi e persone e scenari con cui lottiamo come se fossero reali invece di vederli per quel che sono: dei segnali stradali, indicatori o riflessi di eventi causali vivi in qualche angolo della psiche e in attesa di essere rielaborati e accolti in quell’Amore.

Il campo magnetico di attrazione creato dall’interpretazione egoica di un evento attrae persone ed esperienze che risuonano a una frequenza simile o complementare. Se siamo inclini alla vittimizzazione allora appariranno nelle nostre vite persone che saranno i nostri perpetratori, che saranno abusive, e così via.  La comparsa di questi personaggi costituisce un incastro perfetto.

Questa concezione non è nuova, ma al contrario è presente - implicita o esplicita - negli insegnamenti di molte scuole spirituali. Lo stesso Gesù insegnava: “Vi sia fatto secondo la vostra fede” (Matteo, 9:29). Le Upanishad parlano di questi campi di attrazione come samskaras o “nodi del cuore”, e affermano (Sri Aurobindo) che la via della riunificazione (yoga) con il Sé passa attraverso la purificazione di questi campi e credenze.

Il testo Un Corso in Miracoli definisce questa costante proiezione egoica, che opera per mezzo del principio manifestante comunque sempre all’opera, il Mondo stesso. E’ la nostra stessa creazione. Un libro affine a questo percorso porta significativamente il titolo di La Scomparsa dell’Universo! E’ la scomparsa dell’universo creato e percepito dall’ego a essere reale. Questa scomparsa ha luogo quando il significato egoico attribuito agli eventi e alle relazioni della nostra vita viene dissolto nella Presenza del Divino, lo stato del Miracolo (G. Renard).

Nella nuova Regression Therapy, che ha preso ormai completamente le distanze dall’ipnoterapia clinica per configurarsi come un autonomo trattamento di guarigione spirituale, il passo decisivo è portare il soggetto nella possibilità di processare questi momenti egoici alla luce della nuova consapevolezza assicurata dalla Presenza Divina. Questa Presenza, che sia formalmente rappresentata come il Sé Superiore, la Presenza Angelica, i Maestri Spirituali o la Luce del Vero Essere, ha il potere di ricontestualizzare e trasmutare le originali esperienze causali del trauma e della proiezione.

Il film è cambiato, il copione è riscritto, non dalla mente egoica razionale ma, in modo decisivo, dal Sé.

 

Per approfondire il tema del karma, della reincarnazione e della Past-Life Therapy ti invito a leggere l'articolo A patti col Karma: Reincarnazione e la Regola d'Oro di Gesù.

 

[Nota importante: Nonostante l'uso informale, di derivazione anglosassone, dei termini "terapia" e "terapeuta" e "guarigione", la Regression Therapy come qui illustrata non costituisce terapia e gli operatori non sono terapeuti. La nuova Regression Therapy è una tecnica di azione spirituale e l'operatore è al servizio di questa azione. Qualunque sintomo fisico o psichico va riportato al proprio medico curante per la diagnosi e le valutazioni del caso.]

 

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ipnosi regressiva

Le 3 gemme nascoste dell'ipnosi regressiva

 

Quando i modelli di comportamento del passato che agiscono inconsciamente, compulsivamente e rigidamente sono compresi e rilasciati, si crea l'opportunità di essere liberi dal passato e diventare finalmente maestri del proprio destino.

 

La regressione ipnotica alla scoperta delle vite precedenti è ormai così popolare che il termine “ipnosi regressiva” né è diventato sinonimo. In effetti non è così, perché in ipnosi si può regredire (cioè: tornare indietro) fino a una vita precedente ma anche nell’ambito della vita attuale. Non è detto che ciò sia per forza meno suggestivo o poco utile: rivivere l’inizio o la fine di un grande amore, il primo giorno di lavoro, o quel maledetto periodo in cui tutto era nero e che ancora oggi non abbiamo davvero sciolto dentro di noi, può regalarci comprensioni profonde di estremo valore per la nostra vita. Anche questa è ipnosi regressiva.

Certamente, l’esplorazione delle vite precedenti è un invito quasi irresistibile. Non potrebbe essere altrimenti, perché è un viaggio nella vicenda della propria Anima, ed è un viaggio ricco di implicazioni esistenziali, filosofiche, destiniche.

 

(...) allora mi venne un'idea folle... dove porterebbe l'ulteriore regressione nel tempo? (...) Decisi che quella sera non avrei interrotto la regressione alla nascita (...) avrei tentato di andare più indietro... (...) Infine il signor T., notevolmente affannato, riprese a parlare e disse: 'Il mio nome è Guy Lafarge. Vivo in Rue du Connétable, nella città di Wissembourg, in Francia. È il 1870 e ho diciotto anni... (Thorwald Dethlefsen, Vita dopo vita)

 

Molti pensano che tutti i racconti e i ricordi che emergono da una sessione di ipnosi regressiva siano una dimostrazione inconfutabile della verità dell’esistenza del Ciclo delle Reincarnazioni.
Questa idea è avvalorata dal lavoro di legioni di “operatori” e “terapeuti” olistici spesso privi di una solida formazione teorica e tecnica sull'ipnosi regressiva, che prendono per buona qualunque informazione emerga nel sonno ipnotico.
Lo fanno, per lo più, in buona fede, perché non hanno gli strumenti per discernere, per distinguere vero dal verosimile e il verosimile dal falso. E spesso senza nemmeno accorgersene sono loro stessi, con la costruzione errata delle domande, a instillare alla mente subconscia della persona gli elementi con cui generare una risposta, che a quel punto sarà inattendibile.

ipnosi regressiva a vite precedentiTuttavia, così facendo non prestano un buon servizio né alle enormi potenzialità dell’ipnosi regressiva né – soprattutto – alla persona che si è rivolta loro, che se ne andrà convinta di avere “scoperto” chi era in una vita precedente.

Eppure esistono almeno 3 altre possibili spiegazioni alternative. Importante: queste possibilità non si escludono a vicenda e non escludono affatto che vi siano sessioni di ipnosi regressiva nelle quali veramente si esplori la propria precedente incarnazione.
Semplicemente, è possibile che i ricordi che via via emergono appartengano a un diverso ordine di fenomeni, che non sono affatto da disprezzare ma che anzi accompagnano e arricchiscono questa straordinaria ricerca nel Sé che l'ipnosi regressiva consente.

Ecco perché le ho chiamate le 3 gemme nascoste. Sono gemme, non scarti. Gemme, non qualcosa da meno di veri ricordi di una vita precedente. E sono nascoste, perché l’impreparazione degli operatori non permette di identificarle quando si presentano sotto i nostri occhi.
Non riconoscendole, però, mettiamo tutto nel calderone dei “ricordi della vita passata” e perdiamo occasioni straordinarie di evoluzione personale che, ironicamente, è proprio ciò che eravamo venuti a cercare nella regressione ipnotica!

Vediamo allora che cos’altro può esserci dietro la narrazione che emerge in una sessione di ipnosi andando a cercare il vissuto di una vita precedente.

 

Gemma n° 1: CRIPTOMNESIA

In questa condizione una persona ha accesso a ricordi (o anche talenti) che ha acquisito inconsciamente. Tipicamente non sa da dove questi ricordi originano. Sono memorie che rimangono giacenti per lungo tempo ed emergono in superficie di solito soltanto in circostanze particolari: trance ipnotica appunto, meditazione, autoipnosi e a volte in seguito a un trauma cranico.
Si tratta di un fenomeno peculiare e per certi aspetti inquietante, e spesso chi lo sperimenta o ne è testimone tende a considerare questi ricordi appartenenti a un ordine sovrannaturale, o appunto frammenti di una vita precedente, o anche possessioni da parte di entità, oppure comunicazioni divine o angeliche.
Quel che si perde a livello cosciente è il contatto con la fonte del ricordo, con la fonte dell’informazione, che non potendo essere attribuita a "normali eventi di questa vita" viene proiettata in altre vite o dimensioni. Quando si riesce a recuperare l'origine dell'informazione, la criptomnesia si svela. Come ad esempio nel caso molto famoso di un medium inglese di nome William Stanton Moses, che nel 1874 dichiarò di essere in contatto con le anime di due ragazzi indiani da poco defunti. Successivamente si scoprì che l’informazione era stata inconsapevolmente acquisita da una pagina di annunci mortuari pubblicata qualche giorno prima.

In una sessione di ipnosi regressiva la criptomnesia è possibile e serve l’occhio attento dell’operatore per individuarla.
Un caso famoso in questo ambito è quello di Virginia Tighe, una casalinga americana che nel 1952 sotto ipnosi ricordò di chiamarsi, in una esistenza precedente, Bridey Murphy, nata nel 1798 nei pressi di Cork, in Irlanda.

La Tighe fornì molti dettagli di quella vita: date di nascita e morte, nomi di persone, ecc. Inoltre sotto ipnosi parlava con accento irlandese e raccontò molti dettagli del folklore tipico dell’Irlanda.
Molti ricercatori andarono in quei luoghi e fecero ricerche d’archivio senza riscontri significativi.
Però uno studio sistematico notò diversi elementi degni di attenzione. Ad esempio, si scoprì che una vicina di casa di Virginia, quando lei era bambina, si chiamava Bridie Murphy

 Corkell. Curiose risonanze: il nome è praticamente identico a quello della Ipnosi Regressiva alle Vite Precedenti

“lei” nella vita precedente e non è possibile non notare la vicinanza tra Corkell e Cork. Si scoprì anche che da bambina trascorreva tantissimo tempo con una zia irlandese che le raccontava storie e le insegnava balli e canti tipici di quella popolazione.
Questo è un caso perfetto di criptomnesia nel corso di una ipnosi regressiva alle vite precedenti. Era in buona fede la Tighe? Certo che sì. Narrava quel che credeva di ricordare, ma in realtà stava inconsapevolmente mettendo insieme frammenti di realtà per costruire una fantasia.

La criptomnesia è un fenomeno estremamente interessante, e riconoscerla (come può fare, anche se non sempre, un operatore preparato) permette di fare un “viaggio nel viaggio”, di assumere i panni degli investigatori per venire a capo dell’origine di tutti i frammenti della narrazione. Può essere ancora più entusiasmante che rivivere una “vera” vita precedente!

 

 

Gemma n° 2: L’INCONSCIO COLLETTIVO

L’inconscio collettivo di Carl Gustav Jung è quell’immenso oceano di forme archetipiche che riposano al di là dell’inconscio personale.
La tesi qui è che nella regressione a una vita precedente la mente subconscia di un individuo possa in realtà stare immergendosi in una sorta di deposito della memoria universale. Questo deposito custodisce i residui stratificati dell’esperienza delle forme evolutive pre-umane. Immagini trattenute nella psiche umana dalla nostra lunga, faticosa lotta evolutiva. Jung scorse l’esistenza dell’inconscio collettivo esaminando i sogni e le fantasie dei suoi pazienti: vi trovò idee e immagini le cui origini non potevano ricondursi alla diretta e individuale esperienza umana delle persone. Così coniò l’espressione “archetipi”, a causa della vicinanza di queste idee a temi religiosi e mitici, che descrisse come non ricordi ma piuttosto forme prive di contenuto, come potenzialità di un certo tipo di percezione e di azione. E’ come se gli archetipi fornissero uno “stampo” per generare e riattualizzare nel tempo, nella vita individuale delle persone idee affini.

Ipnosi Regressiva alle Vite Precedenti
dal "Libro Rosso" di C.G. Jung

Così, la nostra esperienza umana può attingere, ed effettivamente attinge costantemente, a questa esperienza universale e al contempo utilizza queste forme per comprendere e manifestare la propria vicenda di vita. I più noti tra gli archetipi individuati da Jung sono l’Ombra, il Vecchio Saggio, Anima, Animus, la Persona.

Durante la regressione ipnotica a volte è possibile che la “vita precedente” che viene descritta sia sviluppata a partire da una serie di proiezioni archetipali utilizzate per formare una storia che, sebbene apparentemente realistica, non è letteralmente vera. A volte può darsi che ciò che viene presentato sia effettivamente una storia mitica nel senso che la mente ha creato un mito per illustrare ricordi inconsci che potrebbe essere troppo traumatico portare pienamente al riconoscimento della coscienza. Così, la rievocazione di una vita precedente può a volte essere in realtà una maschera per liberare ricordi repressi di eventi traumatici nella vita attuale del soggetto. Potrebbero essere utilizzati gli archetipi per generare una storia simbolica ma altamente plausibile che funge da puntello alla vera realtà letterale.

Questa possibilità dell’inconscio collettivo che muove le fila della narrazione in una ipnosi regressiva è davvero una gemma rara e preziosa, considerato quanto sia difficile con qualunque mezzo esplorare questo oceano denso e oscuro di simboli identificato da Carl Gustav Jung. E occorre tutta la sensibilità e la preparazione dell'ipnologo per coglierne i segni.

 

 

Gemma n° 3: TRASMISSIONE DELLA MEMORIA GENETICA

Si tratta di una possibilità incredibilmente affascinante, che affiora da studi convergenti di discipline molto diverse, quali la  genetica e le neuroscienze. L'ipotesi è che nell'ipnosi regressiva la memoria ancestrale che emerge come narrazione di vite precedenti sia vera memoria trasmessa geneticamente.

La maggioranza dei neuroscienziati crede che la memoria a lungo termine sia costruita nel cervello creando e rafforzando connessioni tra neuroni adiacenti. Si ritiene che questi connessioni fisiche,  chiamate sinapsi, uniscano insieme i neuroni per formare reti estremamente complesse.
Queste reti possono quindi ricreare specifici modelli di attività cerebrale, come appunto la rievocazione di ricordi, molto tempo dopo l'evento iniziale. Il problema in questo modello è che queste connessioni dovrebbero essere stabili e permanenti, e il cervello evidentemente non lo è. Quasi tutte le molecole cerebrali, incluse quelle correlate ai processi mnemonici, si rigenerano nel giro di poche settimane. Per quanto tempo i ricordi a lungo termine possano essere immagazzinati in un mezzo così impermanente è materia che ha confuso le neuroscienze per anni.

Ed ecco la terza gemma. Una idea molto recente e controversa è che i nostri ricordi siano immagazzinati nei nostri geni. E' stato accettato fin dagli esperimenti di Wilder Penfield negli anni '50 secolo scorso che nascosto dentro di noi c'è un registro permanente del nostro passato.  Ne vediamo costantemente i segni, per esempio tutte le volte che sentiamo un particolare odore o ascoltiamo una certa canzone e siamo istantaneamente trasportati indietro nel tempo a un intenso ricordo dell'infanzia.Ipnosi Regressiva alle Vite Precedenti

Ora, noi sappiamo che soltanto tre sistemi di memoria agiscono naturalmente. 1) La nostra memoria evolutiva che ci dice come costruire l'organismo. 2) Una memoria cognitiva degli eventi che abbiamo vissuto. 3) La memoria delle infezioni contratte, che contribuisce al miglior funzionamento del sistema immunitario. Visto che due di questi tre sistemi (1 e 3) poggiano sul DNA, potremmo attenderci che anche per il 2 sia così, anche se per il momento non possiamo dimostrarlo. Se la teoria è corretta, allora la nostra identità, il nostro "sè", lascia un'impronta permanente sul nostro genoma. E questo, come il colore degli occhi, è trasmesso ai nostri discendenti.

E' stato stimato che forse un 40% circa dei tratti della personalità sono ereditati, come ad esempio la polarità introversione/estroversione. Questa teoria potrebbe spiegare come. Se la memoria è immagazzinata nei geni abbiamo accesso a ricordi istintivi? E' possibile accedere ad altre memorie ancestrali localizzate nel nostro DNA? Potrebbe essere una spiegazione per le rievocazioni di vite precedenti nell'ipnosi regressiva?

Se la risposta è sì, significa che la persona sotto regressione ipnotica potrebbe stare ricordando dettagli veri di una vita precedente vera che però non è la sua, ma di un suo antenato genetico. Una ipotesi eccitante e travolgente!

 

 

Ed eccoti presentate le 3 gemme, e le 3 insidie, di una sessione di ipnosi regressiva. Se una di queste si manifesta e viene riconosciuta (con un certo margine di probabilità, perchè l'impalpabilità della memoria rende impossibile verifiche decisive), emerge l'aspetto di GEMMA. E' possibile lavorarci sopra, seguire i fili invisibili che intersecano gli accadimenti della nostra vicenda umana e acquisire insight profondi in grado di farci avanzare enormemente nel nostro percorso di vita. Se la gemma non viene riconosciuta, diventa soltanto una pericolosa INSIDIA, un serpente nascosto nell'ombra che falserà in tutto o in parte la veracità della nostra narrazione, del nostro ricordo, rendendo la sessione ipnotica un'esperienza fuorviante, apportando confusione invece che chiarezza, nuovi dubbi invece che risposte alle domande da cui eravamo partiti.

In realtà, esiste ancora un'altra possibilità, oltre alle 3 che abbiamo esaminato: la possibilità che i ricordi non siano i nostri, ma di qualcun altro o qualcos'altro che gravita nel nostro campo aurico, un "ospite" per così dire non sempre graditissimo e di cui anzi faremmo bene a sbarazzarci il prima possibile.

 

Come fare allora? Anzitutto affidarsi a un operatore qualificato e dal "palpabile" spessore umano, che abbia la preparazione e la sensibilità necessaria a leggere le mille sfumature che colorano il racconto del soggetto sotto ipnosi. In secondo luogo, e soprattutto, prepararsi alla possibilità che la gemma preziosa che stiamo per disseppellire dal terreno non sia quella che ci attendevamo, ma una un po' diversa ma ugualmente meravigliosa.

Questa meraviglia, quando correttamente evocata proprio per l'attenzione alle possibilità che ho descritto, supera infatti qualunque speculazione sull'autentica origine dei ricordi regressivi. E non a caso quando interpellai in proposito il mio professore al corso di Past Life Regression, mi rispose: «When past behaviour patterns which operate unconsciously, compulsively and rigidly are understood and released, the opportunity is there to experience freedom from the past and, finally, to become the master of one's own destiny». Quando i modelli di comportamento del passato che agiscono inconsciamente, compulsivamente e rigidamente sono compresi e rilasciati, si crea l'opportunità di essere liberi dal passato e diventare finalmente maestri del proprio destino. Questa è la più grande utilità dell'ipnosi regressiva, e questa è la gemma più preziosa di tutte.

 

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