[blockquote author=”Rachel Pollack, The Forest of Souls: A Walk Through the Tarot”] «Imparare a giocare seriamente è uno dei grandi segreti dell’esplorazione spirituale.» [/blockquote]

lorena_1Quanto è bello questo libro sui Tarocchi di Lorena Burgio.

La letteratura di qualità sul tema in lingua italiana scarseggia (per fortuna è sempre disponibile l’eccezionale libro di Oswald Wirth, base fondamentale di qualunque studio profondo), e già per questo il libro ha un valore grande.

E’ al contempo una trattazione sulle carte, in particolare sugli Arcani Maggiori, che esamina in profondità e – fatto originale – che abbina ciascuno a una figura o vicenda mitologica, e un vero e proprio manuale, per principianti e non solo, che senza fronzoli conduce all’uso dei Tarocchi per la divinazione.

Dire “senza fronzoli” non è dire poco, perchè Lorena è riuscita nel difficile intento di scrivere tutto quello che serve davvero e non un rigo in più, senza però diventare mai troppo essenziale, come ad esempio avviene in molti manuali di questo tipo che si riducono – specie per gli Arcani Minori – a sterili elencazioni di significati.

Questa snellezza di contenuto si abbina a una magnifica snellezza editoriale. Il libro è compatto, piacevole da leggere e sfogliare, con una cura editoriale e tipografica da far invidia a editori ben più quotati. Per giunta, corredano le descrizioni delle carte alcune ottime riproduzioni a colori dai Tarocchi di Marsiglia.

 

Ciao Lorena!

Questo tuo delizioso manuale contiene materiale prezioso sia per il neofita che per lo studioso. Però mi sembra che il primo target sia quello di chi si sta incuriosendo ai Tarocchi e vuole saperne di più. Come ci si dovrebbe avvicinare ai Tarocchi?

Credo che il rapporto con i Tarocchi debba essere aperto, privo di giudizio e di aspettative. Aprirsi al mondo delle immagini archetipiche significa entrare in contatto con una parte sconosciuta e per certi versi più conosciuta di noi. Un esempio potrebbe essere questo: alcuni Arcani, guardandoli, ci risultano più familiari, facili da comprendere, mentre altri ci sembrano luoghi lontani che non abbiamo ancora esplorato nel profondo.
Consiglio a chi volesse avvicinarsi a questo mondo di iniziare ad approfondire quelle immagini che più richiamano la propria attenzione senza soffermarsi sullo stato d’ animo che provocano, senza troppo stupore, senza giudizio. Osservate la carta, lasciate entrare in silenzio: potreste non avere una risposta immediata, ma state certi che avrete aperto un contatto con una parte di voi che non aspettava altro che congiungersi con tutto.

 

La mia integrazione dei Tarocchi nella floriterapia del profondo ha esteso notevolmente le possibilità d’indagine nell’interiorità della persona, nel prima e nel dietro di tutte le esperienze vitali. Quanto pensi ci si possa spingere lontano nella ricerca esistenziale con le carte? Esiste un limite?

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Non credo al limite. Credo però che esistono confini di comprensione dettati dalla tendenza a mentalizzare troppo. Ovvero, per andare oltre una visione razionale dei Tarocchi bisognerebbe avere l’atteggiamento del viaggiatore, curioso, entusiasta delle sue scoperte. Il sentiero dei Tarocchi ci consente di esplorare il mondo interiore che si manifesta attraverso le esperienze nella vita di tutti i giorni, ma il mondo interiore è ben più ampio perché non ha una dimensione propriamente spazio-temporale: passato e presente si mescolano creando così una certa atttrazione verso il futuro che ci aspetta. Il viaggio dei Tarocchi ci consente di esplorare stanze, luoghi dormienti della nostra persona che non sono ancora emersi. Noi siamo ad immagine e somiglianza dell’infinito, quindi nessun limite: divertitevi a conoscervi e buon viaggio.

 

Una cosa che non cessa mai di stupirmi è come i Tarocchi rispondano sempre alla domanda vera, quella del cuore, quella che c’è sotto, e se la frattura tra la domanda superficiale e quella autentica è troppo ampia, le carte sembrano perfino incomprensibili! Questo si evidenzia non soltanto nel lavoro dell’Ombra, ma anche in interrogazioni più casuali e meno impegnative. Cosa pensi di questo fenomeno?

Nella mia esperienza ho notato spesso la differenza tra chi entra più in ascolto con se stesso e chi magari non ha un dialogo ancora così intimo con la sua interiorità.
Nel primo caso, le carte diventano così – potrei dire – “animate”, evidenti in rapporto al quesito posto. Il tempo di risposta è più breve e si può procedere verso uno stadio più profondo in velocità. Nel secondo caso, tutto è più lento, percepisco subito una resistenza da parte del richiedente e i tempi si allungano.

Il mio modo di leggere i Tarocchi è molto intuitivo, per me è importante sentire il consultante in che stato d’animo si trova in quel momento, anzi direi che è la prima cosa che faccio prima di iniziare la lettura. Quando sento paura, resistenza, il mio atteggiamento si fa delicato, materno e accogliente. Chi legge i tarocchi non è solo il messaggero ma anche il canale che attraversa il messaggio, è lo specchio dell’altro, per noi è un’opportunità, il richiedente ci dona una parte del suo mondo intimo. Accogliamo con amore.

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E tu, hai mai provato a usare i Tarocchi? Raccontami la tua esperienza in un commento qui in basso!

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