E con quanto dolore lo tentammo. Con quanta partecipazione, quanto sanguinamento nel cuore per questo bambino così forte e indifeso, così vittima e così maestro.

Tentammo come potevamo, con tutto ciò che avevamo, chiedendo il soccorso delle forze di Luce compassionevoli e guaritrici.

Tentammo dialogando, cercando e tentennando. Tentammo esplorando, ascoltando e accarezzando.

Lui, il Lui che sceglie e che sa, era incredibilmente sereno e presente, presente e quieto. Lui sapeva, solo noi non sapevamo e non sappiamo.

E però, però ci diceva che occorreva più tempo. Il tempo per guarire e dissolvere le nubi oscure del Male burattinaio, pensammo noi. Ma invece, invece il tempo di far dipanare il filo del fato progettato e prescelto, intendeva lui.

E appariva così, non più bambino ospedalizzato e offeso, ma un giovane forte e coraggioso, la placidità nello sguardo che non conosce incertezze. Non chiedeva più tempo: annunciava più tempo.

Ma questo lo capimmo soltanto dopo, quando il piccolo Alfie e tutti gli altri disprezzarono le sicumere dei medici, le ossessioni ragionevoli delle commissioni etiche, le vacue enunciazioni del giudice. Quando il piccolo Alfie e tutti gli altri derisero ogni previsione, vissero dove dovevano morire, respirarono dove dovevano soffocare, sopravvissero dove dovevano soccombere.

L’eroico papà di Alfie Evans

E i colpi di scena, gli imprevisti, e il papa e i trucchi e le dichiarazioni e i ricorsi e la miriade di minuzie passaggi ostacoli voci e tutto ciò che fece sì che i giorni passassero. Non un’ora, non un pomeriggio, non il giorno dopo, ma giorni e giorni di vita, del tempo annunciato da lui.

E alla fine dovemmo accettare, col dolore di prima smorzato dall’inconoscibile alito di consapevolezza che dentro ci coccolava. Alla fine dovemmo accettare, dolenti ma nella gioia di aver visto che la forza spirituale di Alfie e di tutti gli altri – forse, forse, ma qui sì – non cede mai il passo alle forze dell’Oscurità. Chè se queste giungono, se persistono, sono come la polvere che scivola via al primo soffio di vento.

Il nostro cuore adesso gioisce, e sanguina e gioisce. E ci inchiniamo al cospetto del Mondo Spirituale con gratitudine e con tutta la devozione di chi non sa.

 

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