[blockquote author=”Richard Bandler”]«Tutto nella vita è ipnosi. Le persone non sono semplicemente in trance o coscienti, ma si muovono costantemente da uno stato di trance all’altro. Abbiamo trance per lavorare, per relazionarci, per guidare, per comportarci da genitori e persino trance che sembrano fatte per crearci una serie di problemi.»[/blockquote]

 

Quando chiesi a Mr. Edwards, membro del English Institute of Hypnotherapy e mio docente al corso di ipnosi, quale fosse la singola cosa più importante da tenere a mente per un ipnologo, lui mi ha risposto: Non serve parlare come un Dalek”  😐

I Dalek sono una razza di mutanti robotici protagonisti della serie televisiva del Dr. Who che in effetti si esprimono con una asettica cadenza monosillabica tipica – almeno nell’immaginario collettivo – di certi ipnotisti d’altri tempi.

Allora la presi come una battuta, ma poi ho capito quel che Mr. Edwards voleva dirmi: la singola cosa più importante in tema di ipnosi è eliminare quel velo di luoghi comuni, mistero, false credenze e paure che aleggiano intorno a questa tecnica.

Non esiste forse tecnica più versatile di quella ipnotica per motivare, aiutare, supportare, sciogliere, favorire. Eppure questo alone arcano e questa inconsapevolezza sull’ipnosi fa sì che tantissime persone che ne potrebbero trarre enormi benefici non vi si accostino mai.

Ciò accade soprattutto in Italia, dove l’ipnosi viene praticata prevalentemente o da un ristretto numero di medici e psicoterapeuti (si parla in questo caso di ipnosi curativa, che qui non interessa) oppure da una sparuta pattuglia di ipnotisti da palcoscenico, che usano l’ipnosi – legittimamente – per intrattenimento ma che rimangono fuori dalla relazione d’aiuto. C’è poi un buon numero di autodidatti, spesso molto competenti anche in discipline collaterali come la PNL, che operano soprattutto come coach e motivatori.

La grande assente è la gran fascia intermedia di ipnologi qualificati, ben presente nel mondo anglosassone, dove l’ipnoterapeuta non è un medico nè un animale da palcoscenico e utilizza l’induzione ipnotica per favorire, mediante l’uso di suggestioni positive e motivanti in una condizione di trance ipnotica non profonda, il superamento di cattive abitudini, la costruzione di nuovi e più efficaci schemi di pensiero, il consolidamento della volontà, ecc.

Ecco perchè un buon ipnologo si forma di solito in una scuola anglosassone, che si rifà a una tradizione applicativa ben consolidata e fornisce tutta la conoscenza e gli strumenti per intervenire con efficacia e sicurezza nelle situazioni più disparate.

Ma torniamo al nostro Dalek, che come detto l’ipnotista non ha bisogno di scimmiottare per indurre uno stato ipnotico. E vediamo che cos’altro l’ipnosi davvero NON E’, esaminando 4 leggende metropolitane.

 

1. In stato ipnotico NON SI PERDE IL CONTROLLO

Se scoppia un incendio e ti trovi in ipnosi, ti alzi e scappi come tutti gli abitanti del palazzo. Più banalmente, se ti suona il telefono puoi prenderlo e rispondere (ma l’ipnologo ti rimprovererà, perchè per non disturbare il lavoro il telefono va spento!). Se hai prurito, puoi grattarti. Se vuoi sbadigliare, puoi farlo. In nessun senso il soggetto ipnotizzato è sotto il controllo di qualcun altro. E’ libero di pensare e di agire esattamente come in stato di veglia.

 

2. In stato ipnotico NON SI OBBEDISCE AGLI ORDINI

Nella fiction cinematografica arriva un magnetico ipnotizzatore che in tono imperioso intima al malcapitato “A me gli occhi!”, e un minuto dopo si fa aprire la cassaforte e consegnare gioielli e risparmi di una vita. Ma è, appunto, fiction.

E’ vero che l'”arma” dell’ipnologo sono le suggestioni ipnotiche, che come vedremo più avanti hanno lo scopo di “suggerire” al soggetto determinati comportamenti, cambiamenti, stimoli, ecc. Ma è ugualmente vero, e abbondantemente dimostrato in decenni di sperimentazioni, che nessun ipnologo malvagio potrebbe indurre una persona a compiere alcuna azione contraria al proprio senso morale e alle proprie convinzioni. Inoltre, nonostante in ipnosi si ha accesso alla mente subconscia, l’Io cosciente è sempre ben presente, e in qualunque momento è in grado di riprendere il controllo e dire NO a qualunque suggestione gli si presenti.

 

ipnosi

3. In stato ipnotico NON SI RIVELANO I PROPRI SEGRETI

Per lo stesso motivo, e cioè che la Coscienza non si estingue ma si amplifica e si focalizza nel corso di una seduta di ipnosi, nessuno può indurre un soggetto ipnotizzato a svelare i propri segreti più nascosti o, più semplicemente, quel che non vuol dire. La persona può dire il vero o mentire o non rispondere, a sua discrezione.

Nessun operatore che dicesse al suo cliente in stato ipnotico: “E ora mi dirai dove nascondi le tue carte di credito…”, potrebbe sperare di ottenere una risposta. O quantomeno una risposta cordiale 😉

 

4. In stato ipnotico NON C’E’ IL PERICOLO DI NON SVEGLIARSI

E’ impossibile non svegliarsi dal sonno ipnotico per il semplice motivo che il sonno ipnotico NON E’ un vero sonno. Il fraintendimento nasce dallo stesso vocabolo ipnosi (hypnos=sonno). In realtà la persona sotto ipnosi è costantemente allerta e vigile. L’unica differenza è che il campo dell’attenzione cosciente è rivolto all’interno anzichè all’esterno, e in questo interno viene accolta la voce dell’ipnotista. In qualunque momento il soggetto sotto ipnosi può alzarsi e andarsene. La paura di poter rimanere imprigionati nello stato ipnotico è quindi soltanto una leggenda, come lo sono tutti i vaghi pericoli percepiti rispetto a questa disciplina.

Osserva in proposito il dr. Michael Preston, autore di un autorevole manuale sulle tecniche ipnotiche: «L’ipnosi non è pericolosa… Nessuno è mai morto per essere stato ipnotizzato. Lo stesso non può dirsi, per esempio, di una qualunque specialità medica. Non esiste condizione meno pericolosa dell’ipnosi. Nessuna forma di terapia è più sicura“.

 

Passiamo allora a vedere brevemente che cos’è l’ipnosi e perchè la sua utilità è così ampia.

In una sessione ipnotica l’operatore porta il soggetto da una condizione mentale di prevalenza di onde Beta (12-38 Hz) a una a prevalenza di onde Alpha (8-12 Hz) o Theta (3-8 Hz).

Cosa significa? Si tratta della frequenza dell’attività cerebrale. Lo stato Beta è quello più frequente in stato di veglia, quando siamo presi da mille cose e da mille pensieri. Anche le condizioni Alpha e Theta le sperimentiamo naturalmente nel corso della giornata. Quando siamo rilassati (ma anche quando pratichiamo meditazione, ecc.) siamo in uno stato Alpha, così come sono le onde Alpha che ci fanno innestare il pilota automatico per cui in un tragitto in auto arriviamo a una destinazione abituale senza bisogno di concentrarci su quel che stiamo facendo al volante. Le onde Theta prevalgono ad esempio nella fase che precede immediatamente l’addormentamento, o subito dopo il risveglio, oppure nei lunghi minuti in cui ci “incantiamo” e sogniamo ad occhi aperti.

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La metafora dell’iceberg di Freud: la parte affiorante è l’Io Cosciente. Sotto il pelo dell’acqua inizia la mente subconscia e qui si dirige il lavoro dell’ipnologo.

Si tratta di fasi in cui la mente subconscia è particolarmente ricettiva agli impulsi che provengono dall’esterno (e quindi alle suggestioni dell’ipnologo), perchè il controllo/filtro dell’Io cosciente è molto ridotto. In altre parole, abbiamo abbassato la guardia e non esercitiamo blocchi critici. In questo spazio libero si inserisce il lavoro dell’ipnotista, che si fonda sull’uso delle suggestioni ipnotiche, indotte parlando al soggetto con un particolare stile discorsivo che ha tutta una serie di caratteristiche e regole che l’ipnologo qualificato ha studiato molto bene e che rendono le parole pronunciate capaci di stimolare in modo significativo il subconscio e poi indurre nello stato di “veglia” (termine sbagliato, perchè come abbiamo visto nessuno dorme) i miglioramenti che la persona desidera.

Questo lavoro in ipnosi è caratterizzato da efficacia e rapidità. Esistono poche tecniche che permettono di ottenere in una quantità di diverse condizioni risultati così verificabili e rapidi come con quella ipnotica. I risultati di una recente ricerca sull’efficacia dell’ipnoterapia nei disagi psicologici non lasciano dubbi:

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Inizia a essere chiaro che la tecnica ipnotica, proprio in virtù della sua stessa natura, può essere di beneficio in una varietà enorme di condizioni. Ecco come un ipnoterapeuta di spicco, William Broom, risponde alla domanda “Chi può beneficiare dell’ipnosi?“:

«La risposta è: “virtualmente chiunque”. Dato che l’ipnosi può essere utilizzata per accedere al potenziale interiore di un soggetto e che probabilmente nessuno esprime il suo effettivo potenziale, allora la risposta è assolutamente corretta. Però, non è soltanto il potenziale personale che l’ipnosi può indirizzare ma anche le risorse interiori necessarie per effettuare un cambiamento beneficio. Da questo punto di vista, quel che può essere stimolato dall’ipnosi è l’innata capacità di guarigione fisica e psichica del nostro organismo.
Di conseguenza, l’elenco di problemi che possono essere trattati con successo nell’ipnosi è incredibilmente lungo e vario per essere catalogato, ma certamente include: stress, ansia, panico, fobie, abitudini e dipendenze indesiderati (es. fumo, sovralimentazione, alcolismo), disturbi del sonno, mancanza di fiducia in sè stessi e bassa autostima, pausa degli esami e di parlare in pubblico, allergie e disordini della pelle, emicranie e disturbi digestivi. Inoltre, è stato dimostrato il suo valore nel vasto ambito del trattamento del dolore e nel miglioramento delle performance sportive e artistiche. Può anche essere di supporto nella risoluzione di problemi di relazione e nella gestione della rabbia.»

In realtà è impossibile stilare un elenco, perchè l’ipnosi può dare risultati palpabili su tutto, dalla timidezza alle performance sul lavoro, dalla paura di volare al desiderio di ricordare i sogni al mattino.

Quali sono le modalità con cui si svolge una seduta di ipnosi? Dopo un adeguato colloquio, nel quale l’ipnologo si fa una idea compiuta delle esigenze della persona e del tipo di lavoro da fare, la seduta inizia con una induzione allo stato ipnotico (che è verbale, come tutto il lavoro dell’ipnotista), che porterà il soggetto nelle condizioni idonee ad accogliere le suggestioni trasmesse dall’operatore. Una tipica sessione di ipnosi dura circa un’ora, e per affrontare gran parte delle più comuni problematiche non occorrono più di 3-6 sedute.

Oltre all’ipnosi suggestiva che ho descritto, esiste una ipnosi esplorativa, che fa uso della regressione ipnotica per far rievocare al soggetto fasi antecedenti della vita, della vita attuale o di quella precedente, ed è questo il caso della tanto popolare ipnosi regressiva alle vite passate. Questo è un ambito di utilizzo della tecnica ipnotica completamente diverso, che richiede una ulteriore formazione specialistica dell’operatore, anche per riconoscere e gestire le possibili insidie (clicca QUI per saperne di più).

Si tratta di un viaggio nel tempo straordinario e in realtà indescrivibile, perchè ogni persona lo vive in un suo modo speciale e unico che rende del tutto inconfrontabili due regressioni ipnotiche.

Anche qui l’ipnosi, tolto il velo pseudo-esoterico di cui è stata rivestita, rivela tutta la sua capacità operativa per intercettare, fare emergere e elaborare (in chiave evolutiva, non curativa) le esperienze che costellano il succedersi delle incarnazioni.

La famosa ipnosi regressiva fa in realtà parte di un insieme di tecniche che compongono la branca dell’Ipnosi Spirituale, che include il lavoro su fenomeni molto poco conosciuti ma estremamente importanti per le loro conseguenze su di noi, come le “possessioni” e in generale le interferenze da parte di energie estranee nel nostro campo aurico.

 

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