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Le 5 Confutazioni: Marrocchesi VS. Procopio

Questa volta ho esagerato.

Pubblicando i “5 modi per ammalarsi e morire di macrobiotica“, intendo.

Sono abituato a suscitare opposizioni quando parlo di Macrobiotica. E’ colpa mia, non sono diplomatico quando vedo l’insegnamento di Georges Ohsawa messo sotto le scarpe.
Però, gli attacchi che ricevo sono sempre e senza eccezioni come quelle pistole dei cartoni animati che schiacci il grilletto ed esce una bandierina con scritto BANG!
Perchè quando scrivo di Macrobiotica scrivo Ohsawa alla mano. E “i macrobiotici” per lo più conoscono Ohsawa solo per sentito nominare.
Quindi quando rispondo con dovizia di spiegazioni a certe osservazioni che mi arrivano via e-mail, l’interlocutore tace, o balbetta. Nel peggiore dei casi insulta, il segno migliore che non ha argomenti.

Ma questa volta non mi ha scritto uno qualunque.
Mi arriva infatti una e-mail di Roberto Marrocchesi:

«La mia stima per te che ormai ti conosco non cambia di una virgola e resta alta (…) però se dovemo confrontà amico mio».

Mi è preso un colpo: “E mo’ che gli dico a questo?” No, dico, MARROCCHESI, il più lucido e verace “guru” della Macrobiotica italiana. Uno con 40 anni di conoscenza ed esperienze che vanno anche ben oltre la sola macrobiotica. Esperto di MTC, esperto di Feng Shui.

Mentre io sono solo uno che legge Ohsawa. Dunque una lotta impari. E’ come Davide contro Golia, solo che lui ha la statura di Golia e la destrezza di Davide insieme 😉  Tra l’altro, ho un problema aggiuntivo: a me Roberto Marrocchesi piace tanto. Ha un animo schietto, vivace, non è legato a dogmi, e i suoi libri (imperdibile Macrobiotica Moderna, devi leggerlo) riflettono le medesime qualità.

Vabbè. Posso sottrarmi? Non posso.

Questo è il primo di cinque post in cui troverai le nostre (di Roberto e mie) opinioni a confronto sui “5 modi per morire” illustrati nell’articolo che ho citato prima (e che trovi, integrale, QUI).

Facci sapere la tua inserendo un commento al post.


Il primo metodo che avevo individuato “per ammalarsi e morire di Macrobiotica” era:

SNOBBARE GLI INSEGNAMENTI DI GEORGES OHSAWA

Curiosamente, per la gran parte dei “macrobiotici” Georges Ohsawa, che pure ha fondato la disciplina, non è una figura di grande valore. Infatti, non conoscono il suo pensiero, non leggono i suoi scritti e anzi fanno di tutto per mandarli fuori catalogo, e preferiscono tipicamente affidarsi a uno dei tanti guru grandi e piccoli che hanno stabilito le loro regole nel corso del tempo.

Poco importa la statura enorme di questo uomo geniale, profondo conoscitore della tradizione medica estremorientale, mente acuta ed esploratrice, viaggiatore instancabile e filosofo di prim’ordine. Ormai è morto e sepolto, e i “maestri” arrivati dopo sono sicuramente più piacevoli e lungimiranti. Il problema è che, soprattutto se stai male e magari sei alle prese con una brutta patologia da risolvere, fare vera o falsa macrobiotica può fare la differenza tra la vita e la morte, come ho dimostrato nel mio pamphlet La Maledetta Macrobiotica dei Miracoli.

Non conoscere il lavoro di Georges Ohsawa significa non potere capire che cosa è veramente la Macrobiotica, e di conseguenza è il primo passaporto per non potere guarire davvero. E in effetti ha funzionato per molte persone.


Mi scrive Roberto:

Roberto Marrocchesi

Su questo concordo, al 95%. Non è 100 solo perchè ho conosciuto un sacco di persone che guarirono con la TECNICA macrobiotica PIU’ una giusta dose d’umiltà e comprensione dei propri errori (Kushi qui era garbato ma fermo nel cercar di stimolare l’auto-riflessione sui propri errori che portarono al malanno ecc) pur senza necessariamente aver letto Ohsawa, comunque Kushi nei corsi sovente lo nominava, e sempre con deferenza.
Durante colloqui coi fedelissimi, magari citava episodi curiosi, e pure le difficoltà o gli errori, tipo gli “strappi” dietetici clamorosi di GO, le sigarette al mentolo e l’acqua gasata di Vichy…
Quando poi parlava dei 7 livelli di qualunque cosa, specie di Giudizio, confidava a tutti che per quanto si fosse sforzato, mai e poi mai gli riusciva di superare una definizione così completa, lucida e brillante della Coscienza umana come fece GO.
Infine, a differenza di Aveline o degli Aihara diceva che non si poteva definire tanto un allievo, quanto un amico intimo di GO. Passò infatti poco tempo a Maison Ignoramus.

Sempre molto signorilmente e garbatamente, il suo insegnamento non in forma polemica cercava di condurre l’approccio alla dieta in forma più morbida di quello di GO, es. grande predilezione per le foglie verdi, uso maggiore di verdura, uso moderato ma possibile di frutta, cotta e con sale, uso dei dolci al malto (e qui i Macros specie in USA si son fatti prendere la mano) uso di tofu, seitan, tempeh amazakè mochi e natto, specie il primo. Molti di noi ci si son specializzati e ne han fatto un mestiere, tra cui il sottoscritto che fondò e diresse THE BRIDGE TOFU ditta di produzione di tali alimenti, tuttora esistente ma non più mia , puoi vedere il sito con quel nome.
La sua “dieta standard MB” ebbe enorme popolarità, è tuttora la falsariga di molti macros e pure vegani nostrani contemporanei. Contemplava pure il pesce, chiarendo che le donne e coloro che avevano ambizioni diciamo così “spirituali” e certi malati gravi, era meglio che non lo toccassero.

Episodio fondamentale da me non visto ma da amico credo Brasiliano, vecchio Macro, a casa Kushi.
Facendo lavoretti per Aveline questo amico si trovò in mezzo a centinaia di libri classici di GO. Aveline gli ordinava di… gettarli! Lui obiettò con garbo, ma credo che lei gli rispose che facevano danni al pubblico americano, e quindi avevano sospeso la vendita… Lui restò scandalizzato ma obbedì. Credo che i Kushi sian stati spaventati dalla reazione americana che seguì You’re all Sanpaku e dalla campagna di odio dopo la morte della Beth Ann… che fu strumentalizzata alla grande, loro a differenza di GO avevan capito che l’America procede per esagerazioni, sempre, e il giudizio è sempre molto basso.
A differenza dell’Europa, GO ebbe nella vecchia generazione seguaci pure negli USA, di cui molti finiron pure semi-alcolisti, io ne conobbi uno nella cui casa vissi a lungo, che tra whisky, birre e dieta n 7 finì col cancro al fegato a 52 anni, ma da giovane era stato un drogaiolo alla Kerouac.


Risposta di Fabio:

Fabio Procopio

Ok, il 5% che non condividi della mia obiezione è dovuto al fatto che hai conosciuto tanta gente che è guarita nonostante non conoscesse Ohsawa.

Non ne dubito. Tutti sappiamo che molti disturbi rientrano con un po’ di macro.

Ma qui ci sono due punti che vorrei enfatizzare:

    1. La Dieta Macrobiotica Standard di Kushi, anche nelle sue varianti curative, rimane sempre molto più Yin dei regimi curativi di Ohsawa. Io ho letto tutti i libri di Kushi, ma devo essermi perso il passaggio in cui lui si è degnato di spiegare per filo e per segno perchè la macro alimentare di GO era troppo Yang. Perchè vedi, se non lo fai, poi capita che di fronte a una leucemia o un linfoma di Hodgking, per citare due estremi di malattie Yin, ti trovi di fronte a una scelta (tra l’impostazione di Kushi e quella di Ohsawa) dalla quale può letteralmente dipendere la tua vita. Proprio a proposito della leucemia ho messo a confronto le due visioni nel mio e-book gratuito La Maledetta Macrobiotica dei Miracoli.
    2. e più importante. “Una giusta dose d’umiltà e comprensione dei propri errori” è auspicabile e anzi necessaria per chi si trovi di fronte a una malattia. Ma c’è un passo ulteriore e più profondo: la comprensione del senso e della gravità spirituale di questi errori (l’arroganza di cui parla GO). Senza questa comprensione, sospetto, molte guarigioni non possono compiersi o la guarigione definitiva non può realizzarsi. Si è parlato davvero ancora di questo dopo Ohsawa? Non ci giurerei.

L’episodio che citi, di Aveline che ordina di gettar via i libri di Ohsawa, è una perla! Ed è paradigmatico di quel che sostengo incessantemente: dopo Ohsawa, di Ohsawa non è importato veramente nulla a nessuno. Sì, certo, c’è il rispetto formale, c’era (ora neanche quella) la forma di una affettuosa devozione, come in Kushi che citi. Ma nient’altro.

Un fatto che non cessa di stupirmi, non ne vengo letteralmente a capo, è che non troverai, per dire, un solo omeopata che non tenga come punto di riferimento assoluto Hahnemann, e un solo antroposofo che dica male di Steiner. Per qualche ragione, i successori di Ohsawa (e, peggio, anche molti semplici praticanti di macrobiotica) hanno ritenuto – nei fatti, se non a parole – di saperne meglio e di più. Come se uno qualunque di loro avesse mai raggiunto le profondità di Georges Ohsawa, toccabili in tutti i suoi libri da chi abbia mani per toccare.

Infine: a mio avviso non è vero che GO non fosse consapevole “che l’America procede per esagerazioni, sempre, e il giudizio è sempre molto basso“. Nel commentare la dolorosa vicenda di Beth Ann Simon (raccontata per esteso in QUESTO post sul mio sito), disse Ohsawa:

«Mrs. Simon, di 24 anni, una giovane artista americana, innocente come un angelo o un bambino, fu una delle centinaia di migliaia di americani che si lanciarono troppo fanaticamente nella macrobiotica. (…) Nella sua onestà e semplicità ella mancava di giudizio e di profondità di pensiero, come tutti gli americani. Fatalmente, giunse a una tragica fine perché non aveva alcuna comprensione della teoria, nonostante fosse così entusiasta della pratica.

Il suo caso mostra che “La filosofia senza tecnica è inutile; la tecnica senza filosofia è pericolosa.”».


Bene. Ringrazio di tutto cuore Roberto Marocchesi per questo primo confronto su un tema così importante.

E TU, che ne pensi?

E’ ancora importante Georges Ohsawa per la Macrobiotica’

Gli allievi hanno tradito il Maestro?

Era migliore la macrobiotica Yang di Ohsawa o quella Yin di Kushi?

—>Facci conoscere la tua opinione nei commenti!

A breve la seconda parte. E là il gioco si fa duro. (Iscriviti alla newsletter se vuoi essere avvisato quando sarà online)

Fabio

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30 Agosto 2019
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Dealma Franceschetti

Ciao Fabio, il tuo scambio con Roberto è davvero molto bello (non vedo l’ora di leggere i prossimi!), sono felice che sia venuto a “prenderti sotto casa”, perchè nel mondo della macrobiotica troppo spesso si ragiona per dogmi e non si considera la scambio di opinioni, visioni, idee ed esperienze. Conosco Roberto, ho avuto la fortuna di averlo come maestro e credo anche amico e condivido la bella descrizione che ne hai fatto. Dato che ci inviti a partecipare al dibattito, mi permetto di condividere alcune mie riflessioni e domande, sperando sia utile ad ampliare la riflessione. Ci tengo a dire tre cose in particolare.
La prima: concordo con te sul fatto che GO venga letto poco e sia spesso poco conosciuto e apprezzato. Io stessa, dopo 10 anni di macrobiotica l’ho letto pochissimo (anche perchè se non sai il francese….) e Roberto mi ha tirato le orecchie…. Ho letto di più Kushi, lo stesso Marrocchesi, Bruno San Giovanni, ecc. Mi è appena arrivato il libro che stai divulgando e sono davvero felice di poter finalmente approfondire GO.
La seconda: con tutto il rispetto che dobbiamo ai maestri in ogni ambito e in particolare a GO in ambito macrobiotico, credo che un eccessivo “attaccamento” possa tradursi in un limite. Mi chiedo se non possa diventare un limite ad una ulteriore evoluzione alla macrobiotica. Se ho capito almeno un pochino la filosofia macrobiotica, l’idea è quella dell’elasticità, del mutamento, seppure mantenendo saldo il Principio Unico. Mi chiedo perchè non concepire che ci si possa allontanare in parte dagli insegnamenti del maestro, seppure eccezionali. Mi sono chiesta: se Wilhelm Reich non si fosse allontanato in parte da Freud, suo maestro, avremmo oggi l’analisi bioenergetica? E’ solo un esempio e solo una riflessione.
La terza: in questi anni di studio, letture, sperimentazione, errori, sgarri, guarigione e osservazione delle altre persone, ho notato che chi segue una macro più vicina alle origini, diciamo quindi più yang, diventa spesso molto yang anche nel modo di pensare e di relazionarsi con gli altri. Diventa insomma più rigido su certe posizioni e intollerante. Ho invece notato che una macrobiotica meno yang, quella di Kushi ad esempio, rende le persone più….”morbide”, più rilassate nei confronti degli altri. E’ possibile che questo dipenda da fatto che oggi applichiamo la macrobiotica in un contesto sociale diverso da quello in cui l’applicava GO? E’ possibile che oggi lo stile di vita frenetico e stressante renda tutti un po’ più yang e quindi possa essere utile una macrobiotica meno yang? Sono solo spunti di riflessione che spero possano stimolare le tue risposte e quelle di Roberto. Grazie e buon lavoro!
Dealma

Giuseppe Sivero
1 anno fa

Caro Fabio, se ci fermiamo a fare i conti della serva di chi è guarito o meno da problemi più o meno gravi, apriamo un baratro enorme su cosa significa guarigione. Conosco molta gente guarita “nonostante” non conoscessero ne la macrobiotica ne tantomeno GO. Avevano semplicemente ritrovato la via smarrita riprendendosi in mano la propria vita e cercando di avere una maggior coscienza di se.
Certo che il cibo aiuta nel bene o nel male visto che lo usiamo tutti i giorni e più volte al giorno, ma non basta; non basta mangiare la zuppa di miso tutti i giorni, eliminare tutta la chimica dal piatto ecc. se non c’è un incremento della coscienza di se e di tutti, dico tutti gli atti quotidiani. Questa è la cosa difficile: cambiare radicalmente atteggiamento rispetto alla vita se questa ti ha portato su una strada difficile e dolorosa come la malattia.
E in questo GO è stato un grande: gli “occhiali magici” definizione che trovo sublime, una volta indossati ti fanno vedere anche quello che fino a quel momento, pur essendo reale come il visibile, non potevi/volevi vedere. E una volta indossati non si può più tornare indietro.
Oshawa a scritto (non ricordo dove, visto i tanti libri che ho letto e visto l’età) “L’uomo è in grado di mangiare di tutto; ma l’uomo sano è in grado di scegliere sempre il cibo giusto al momento giusto”. Cioè è un problema di consapevolezza e non di che cibo si “possa” mangiare.
Perciò trovo la discussione sulla dieta troppo yin o troppo yang relativa e, personalmente, anche un po’ noiosa. Va bene per un discorso generale ma può essere una trappola se si entra nel personale. Io faccio shiatsu da 30 anni (come professione e non ogni tanto) e lo insegno da almeno 25 anni. Per cui sono abituato a confrontarmi con delle persone, direttamente e non per grandi numeri. Il mio lavoro è quello di accompagnare le persone in un percorso di ri-cerca del se perduto o nascosto da qualche parte con lo shiatsu e anche (perchè no) con un aiutino del cibo.
Sono molto contento di aver trovato il tuo blog con il quale concordo nello sprito anche se non sempre sui contenuti, perchè la penso esattamente come te: stiamo perdendo le radici e un albero senza radici muore. Questo sta avvenendo anche nello shiatsu dove sono decine le scuole che hanno introdotto tecniche e variazioni che, pur essendo interessanti, rischiano invece di restare complementi, di diventare la fonte principale.
Per tua conoscenza e spero anche soddisfazione, ho letto tutti i libri disponibili di GO pubblicati in italiano e anche qualcosa in francese (per quello che il mio povero francese mi permette di capire). Ma questo perchè a suo tempo ho trovato persone come Roberto e Carlo Guglielmo, che mi hanno aperto gli occhi su una filosofia che io non conoscevo. Da li ho frequentato l’internetional Macrobiotic Institute a Kiental (CH) e imparato a conoscere la macrobiotica di Micho Kushi che per me, allora, era più comprensibile del linguaggio di GO. Ho ancora la copia de “La dieta Macrobiotica” comperata alla fine degli anni ’70 che allora fece tanto scandalo fra gli alternativi e il mondo femminista (di cui io facevo parte) solo perchè spiegava i ruoli naturali che uomo e donna devono avere in usa società sana. Per questo GO era diventato un becero maschilista che relegava la donna ad angelo del focolare domestico a servizio dell’uomo. Mah tant’è. Erano altri tempi ed io ero giovane di belle speranze che, a priori, criticava i padri (vecchi!!!) e il potere mettendoli sullo stesso livello.
Allora ho rifiuto in blocco GO e mi sono perso un occasione di capire qualcosa di più della vita. Per fortuna ho recuperato……
I tuoi articoli e commenti fanno riflettere (per chi, naturalemnte, ha voglia di farlo) e mettono tanti puntini sulle ì in maniera forse un po’ provocatoria ma mai banale. Contiuna così tu che hai l’energia e la voglia di farlo.
Saluti

Giuseppe

anna
1 anno fa

Davvero appassionante questo articolo. Quando un confronto diviene la forza di un approfondimento così verace e costruttivo è davvero meraviglioso poter partecipare leggendo. Attendo trepidante la seconda parte prima di poter, in punta di piedi, tentare di lasciare un commento più pertinente, ma intanto non volevo perdere l’occasione di ringraziare Fabio Procopio e Roberto Marocchesi per il tanto valore espresso in questo scambio.

mauro
mauro
1 anno fa

caro Fabio,
sono il mauro che ha già scritto nella sezione QUELLA MACROBIOTICA COSì VEGAN
e dovrei essere io che ha dato il tuo link a Marrocchesi, che conosco da quando ci siamo
incontrati da Bassi Domenico più di 40 anni fa.
Non sono famoso per niente, ma posso scrivere alcuni aneddoti
Sembra che Ohsawa prima di morire abbia affermato;
“dimenticate tutto ciò che vi ho detto, esiste solo yin yang
ciao
mauro

mauro
mauro
1 anno fa

caro Fabio,
per commentare la vostra diatriba, se è meglio la dieta yang di Ohsawa o yin di Kushi
le notizie che ho io è che Ohsawa aveva proposto una dieta in primis per i giapponesi
più vegetariani quindi più yin mentre gli occidentali più carnivori sono più yang

ciao
mauro

Roberto marrocchesi

Il bello, cioè il brutto, è che tutti dico tutti i commenti, mi trovano d’accordo. Sarà perchè li conosco e stimo, di persona, uno da 40, l’altro da 30, l’altra ancora da 5 anni e infine Fabio da 1, e so della purezza del loro cuore e delle intenzioni che hanno, facendo i “macrobiotici”. Giudizio sentimentale, il mio, ma pure sociale. Se è tutto da vedere il fatto che Kushi abbia apportato miglioramenti o aggiornamenti al metodo di GO almeno sul piano della cura mediante la Via del cibo, è pur vero che un grande Maestro si vede dal livello dei Suoi allievi, che tendono poi a superarlo, e a me piace immaginare che “Lui” da chissà dove stia, dopo aver lasciato il corpo, approvi sorridendo…Freud non lo trovo un Maestro, Jung si. Gli omeopati che citi direi anche, molti moderni omeo-dottori sono un poco carenti, lo stesso dicasi in Med Cinese, dove i riveriti Classici come YiJing, Shennong Ben Cao e l’impareggiabile Suwen o Imperatore Giallo son forse riletti modernamente grazie non alla scuola post-maoista della TCM, ma da quella squisitamente Taoista del Rev. Jeffrey Juen (med. CLASSICA Cinese). Tornando a noi, GO lo è stato senza ombra di dubbio, un maestro, Kushi forse, e da suo ex allievo noto che i suoi insegnamenti a 4 anni dalla scomparsa son già ancora più annacquati ( con Ohsawa lontanissimo, quasi perduto) da varie scuole che trovo un poco improbabili, semicrudiste vegan, “mediterranee” e quant’altro. Ma così va ora il mondo, è possibile che la Spirale della Storia sia in una fase estrema di Yang accelerato, teso e stressato, tutti col cortisolo, l’adrenalina, l’ansia e l’incavolamento alle stelle, causando quindi tutto un fiorire di scuole di “pasticceria(e pasticci)macrobiotica” che sono ahimè più popolari dei regimi semi-monastici come fa Kikuchi in Brasile. Più che della dannata MB dei miracoli si parla ormai della godereccia MB del malto, del concentrato di mela, della dieta variata, delle insalate frutta/verdura…Quindi il dubbio c’è, interpretare ad litteram GO oggi rischia di produrre pochi, orgogliosi salmoni umani che lottano per risalire contro corrente, cosa che non mi dispiace da quel vecchio anarchico che sono, ma francamente potrebbe nuocere in maniera irreparabile alla diffusione dei nostri ideali a livello davvero popolare. Guardiamoci allo specchio: il Movimento macrobiotico è stato il primo sin dagli anni 60 in occidente, grazie a GO e ii suoi epigoni, anche a quelli un poco strani o perfino truffaldini che non sono mancati, a proporre una Via di varia ispirazione Orientale sia come dietetica sana onnicomprensiva che come cammino spirituale di vaga natura Tao/Shinto/Buddhista (ma non Confuciana). Oggi essa sta alla retroguardia, o a latere, del grosso movimento Vegan che è però un gigante senza testa, dalle svariate anime più che altro animaliste, ecologiste o vagamente salutiste. Per concludere questo stadio ancora incompleto della nostra discussione tutta da svolgere, direi che si, concordo con Fabio sul bisogno di spingere tutti alla lettura di GO, evviva il nuovo libro di Mittler che lo studia in profondo, e i suoi vecchi testi sempre validi ancorchè per certe ricette un poco datati. Ma si sa, tutto cambia, e meno male.

mauro
mauro
1 anno fa

cari amici
vorrei riportare un pezzo, preso da LA VITA MACROBIOTICA (ed.1974)
“Oggi sopporto benissimo qualsiasi cibo.
I miei amici d’un tempo ricordano bene come io non sopportassi né l’alcool, né il tabacco; ma oggi li posso
meravigliare gustando davanti ad essi dell’alcool o fumando una sigaretta, sebbene possa benissimo farne
a meno. Accetto con gioia i piatti europei ed i piatti cinesi, mi piace la frutta, la pasticceria, la cucina francese
il caffè, il cioccolato, il whisky, …ed il vino Moscato è il mio preferito. Naturalmente non mangio così tutti i giorni.
Non mi sento a mio agio se questi diventano dei cibi quotidiani, però li prendo seguendo l’ordine YIN- YANG e
giudicandone le combinazioni macrobiotiche in modo da non subire un avvelenamento eccessivo.
Perché devo dire tutto questo? Perché molte persone seguono la Macrobiotica come se fosse un precetto rigido
e monotono .Molti pensano di dover seguire per tutta la vita una dieta alimentare rigida concepita per una malattia
Ma quando l’errore giunge fino a questo punto, diventa comico. Una prescrizione macrobiotica è fatta soltanto
per guarire una malattia. Non appena il malato è guarito, deve fare un passo avanti per costruirsi una nuova
costituzione, che resista alla malattia, mangiando correttamente tutto ciò che si produce nel paese in cui vive,
combinando questi alimenti con abilità servendosi della legge d’identità tra il corpo e la terra.
QUESTA è LA MACROBIOTICA ”

pag 91 del libo citato

ciao
mauro

mauro
mauro
1 anno fa

altra parte del medesimo pag 118
“La Macrobiotica è una cosa perfettamente libera.
Coloro che incontrano delle difficoltà per praticarla non l’hanno ancora ben capita.
In realtà la Macrobiotica non provoca nessuna incertezza, né paura, né difficoltà
in qualsiasi situazione o paese si trovi .Se non si può fare neanche un passo al di fuori della
Macrobiotica, vuol dire che si sta imitando come una scimmia, nonostante la pratica perfetta.”
ciao
mauro

mauro
mauro
1 anno fa

pag 118 -119 idem
“Un giorno diedi una prescrizione macrobiotica ad una madre. Era per suo figlio, che a quel tempo frequentava il liceo.
Il ragazzo ritrovò la salute grazie alla mia prescrizione. Parecchi anni più tardi, venne a trovarmi dopo aver finito i suoi studi
all’università e conseguito una laurea in giurisprudenza. Fui molto sorpreso nell’incontrarlo. Il giovane avvocato era diventato un uomo piccolo e solido, dal colorito rosso-scuro, proprio come il KIMPIRA (Nitukè di bardana), ben yanghizzato con parecchio tamari
Il suo modo si salutare, la sua scrittura, tutte le sue azioni erano rigide. Dalla sua conversazione , appresi che sua madre, per 5 o 6
anni, aveva fatto seguire al figlio la mia prescrizione, che era stata data invece per un mese soltanto. Che madre meschina!
Quando questo giovanetto abitava a Tokio lontano dai genitori, la madre gli mandava ogni mese il nitukè di bardana ; che lui
mangiava fedelmente; quindi il suo corpo e la sua personalità divennero completamente come il nitukè di bardana, ben salato.
Inoltre il KIMPIRA era preparato piuttosto come una specie di YANG, cioè cotto con molto tamari fino ad essere sufficientemente
bruciacchiato, anziché come un piatto normale. Questo povero laureato KIMPIRA era diventato come una mummia.
Se si limita la Macrobiotica senza comprenderla si fanno errori simili; invece, non si dovrebbe mai essere troppo rigidi.”

(-:
ciao
mauro

Anna Mugnai
Anna Mugnai
11 mesi fa
Reply to  mauro

L’aneddoto dello studente Kimpira è uno dei miei preferiti! Lo considero un monito a non confondere il fine con il mezzo, errore tanto comune in tutte le esperienze umane che possono portare evoluzione. Io ci sono caduta in pieno in una fase del mio percorso di sperimentazione macrobiotica, quando concentravo tutta la mia volontà nel cercare di mangiare i cibi “giusti” secondo uno schema fisso e dissociato dalla mia percezione e pure da una valutazione yin-yang o razionale. È il meccanismo che la moderna psicologia chiama “ortoressia” dove l’individuo non valuta più sulla base della sua condizione reale, osservando bene gli effetti della dieta, ma è tutto concentrato nel rispettare certe regole. Lavorando per diversi anni in un negozio di alimenti naturali direi che questa tipologia “Kimpira-style” è molto diffusa.
L’altra che ho avuto modo di osservare di frequente è quella che, citando questi brani dove Oshawa mette in guardia dalla rigidità, li strumentalizza per giustificare le proprie debolezze e le scelte fatte in base a un giudizio sensoriale. E quindi va bene lo zucchero, il formaggio, la matriciana, il tiramisù perché ogni tanto bisogna per non essere troppo rigidi.
Dopo alcuni anni di esperienze varie adesso preferisco non sbandierare nessuna appartenenza e scelta alimentare. Ora ogni volta che ho la fortuna di trovarmi davanti del cibo scelgo se, quanto e come mangiarlo. Il mio livello di giudizio per adesso è basso assai, ma lo sforzo massimo lo concentro in quello che ritengo il più grande insegnamento di Oshawa: “non mentire a te stesso” e quindi so che se mangio mezza torta non è per non essere rigida, ma perché per qualche ragione che non ho saputo comprendere mi andava.
Amo molto un proverbio indiano che dice “se sei caduto nel fango non puoi pensare di rialzarti dal pavimento del Taj Mahal”, penso che i livelli di giudizio si possano anche scalare tutti in un attimo e che anzi ognuno di noi accede quotidianamente a molti di essi, sostando in ciascuno per più o meno tempo. Ma ho smesso di pensare che essere a un livello di giudizio basso sia un problema: l’ordine dell’universo ci ama in ogni momento per quello che siamo, possiamo essere intimamente felici anche durante il percorso verso il settimo livello di giudizio e non solo se e quando l’avremo raggiunto e credo che la domanda più importante che dovremmo porci è “come amare se stessi e gli altri accettandoli e rispettandoli per il livello di giudizio a cui sono?”. Perché se una persona vi chiede consiglio e vedete che vuole delegarvi completamente la responsabilità della propria guarigione, non potete semplicemente darle in mano la dieta 7 con tante raccomandazioni di usarla per bene. Sarebbe come dare una bomba a un bambino e dirgli di non farla cadere: non è amorevole e rispettoso. Quando si legge Oshawa si capisce bene che paradossalmente la dieta è secondaria. Sì cereali, sale e fuoco sono i protagonisti (ma poi anche lì è una questione di latitudini), ma quello che conta è “dare,dare,dare”, masticare non per assimilare così guarisco, ma con gioia, rispetto e gratitudine.
Scusate, non scrivo questo per insegnarvi qualcosa, sono solo contenta di poter condividere i miei pensieri.
Quindi tornare all’origine e a Oshawa è sempre molto importante per ricordarsi che la guarigione è potenzialmente alla portata di tutti in ogni luogo e in ogni tempo e quindi non può essere legata a una singola dieta. Quello che conta è lo spirito.
Anche perché se si somministra una dieta come fosse un farmaco io credo che possa avere un effetto sul corpo, possa aiutare a mantenere una certa lucidità mentale, ma non può evolvere il giudizio perché la coscienza viene prima, è la coscienza che deve volere e integrare il cambiamento. Allora possiamo guardare alla malattia non come un problema da eliminare, ma come “una grande amica” come insegna Oshawa, una occasione di crisi che porta a una evoluzione.
E sono d’accordo con Gurdjief quando dice che la consapevolezza non può essere ricevuta: cioè potremmo nascere già capaci di camminare come i cavalli, ma non potremmo nascere consapevoli perché è una caratteristica intrinseca della consapevolezza il fatto di essere raggiunta dall’individuo tramite un percorso volontario e libero.
La prima volta che ho seguito una dieta prescrittami da una consulente che diceva di seguire kushi sono passata da una condizione di malessere profondo fisico e mentale a una di lucidità e energia impressionanti. Ma il mio livello di giudizio era il medesimo e tutta quella energia non ero capace di incanalarla. Morale mi sono molto spaventata quando, dopo un mesetto, guardavo mia madre e non riuscivo a provare per lei alcun sentimento. Per non parlare poi degli effetti sul mio rapporto col cibo nei mesi successivi dove avevo momenti di irrefrenabile compulsione.
Per quanto sia stata una esperienza eccezionale non credo ci sia stato da parte della consulente rispetto e amore. Il suo concetto era: uso la dieta stretta per guarire, poi allargo. E quando lavoravo in negozio ne ho conosciute tante persone che avevano alterato il proprio rapporto col cibo in conseguenza di una dieta data così.
Negli anni successivi ho lavorato in Upm, dove l’approccio era opposto: mangio largo all’inizio, semplifico possibilmente fino a una dieta vegetariana senza dolci e stringo ancora solo in caso di bisogno. La varietà dei prodotti era più adeguata ai miei desideri (ai miei bisogni non so), ma essendo un gruppo molto coeso è venuta meno la libertà e la responsabilità individuale: se ti ammali crei problemi al gruppo, quindi se vuoi sperimentare di testa tua lo fai fuori di qui.
La mia conclusione è:
– leggere Oshawa fa sempre bene a chi sia interessato alla macrobiotica
– dieta 7 o altre diete strette non si prescrivono se non dietro controllo costante e appoggio costante (fisico, mentale e spirituale) di un medico o di un esperto. Poi ovviamente ognuno è libero di seguirle se l’ha scelto lui e di assumersi tutti i rischi e la gioia
– diete larghe, commerciali, come quella di Kushi o Pianesi vanno benissimo per aiutare la popolazione a mantenere un corpo meno intossicato e a dare un input di ordine. Soprattutto il miglior contributo è nella ricerca della qualità delle materie prime (cosa che ha anche una ricaduta ambientale e questo in upm ritengo di averlo trovato).
Personalmente adesso cerco di trovare un buon approccio all’alimentazione che sia proponibile a livello famigliare, con bambini piccoli e conseguenti curiosità e cerco di farlo procedendo sulle mie gambe, grata quando posso confrontarmi con altri.
Se siete arrivati qui grazie davvero, spero di avervi arricchito come a me hanno arricchito gli interventi degli altri.

Fabio Procopio
11 mesi fa
Reply to  Anna Mugnai

Grazie Anna! Le tue parole sono un raggio di sole, anzi un arcobaleno Condivido completamente e.. quanti giudizio!

«Essere macrobiotico, in una parola, è conoscere l’Infinito, vivere nell’Infinito, ringraziare l’Infinito, è avere sempre un sentimento di stupore, meraviglia e gratitudine verso l’Infinito. Senza questo, non possiamo essere realmente in buona salute.

Chi non è mai stato malato non è davvero al sicuro, perché la sua salute è un dono ereditato dai genitori. La vera salute è quella che avete creato voi stessi partendo dalla vostra malattia.

Colui che conosce il vero valore della salute diffonde gioiosamente le sue conoscenze dicendo agli altri quello che sa. Se siete in buona salute, ma non sapete donare la vostra gioia agli altri, vuol dire che ignorate quanto questa gioia sia in realtà senza prezzo.
Se acquisterete una tale disposizione di spirito, tutto il fastidio, l’insicurezza, la tristezza, il timore, la sofferenza e l’arroganza spariranno. Quello che resta è gioia, amore, libertà, fede. In questo stato c’è sempre gratitudine. Noi diciamo grazie a tutti e per tutto.

L’uomo che si trova in questo stato non può restare silenzioso, senza irradiare la propria gioia, perché il mondo intero trabocca di gioia. Un tale uomo, anche se si ammala o se ha delle grandi difficoltà, può mutare la sua sofferenza in gioia in un istante. Se qualcuno gli lancia una pietra, questa pietra si trasforma in fiore. Se l’arma è una spada, la spada diventa scudo. Se gli si dà del veleno, il veleno diventa un medicamento.

In altri termini, la Macrobiotica ci insegna come trasformare questo universo relativo, effimero, cattivo, triste e limitato nel cielo infinito e pieno di gioia.
Se voi non avete né l’intenzione di comprendere né il desiderio di entrare nel Regno dei Cieli è meglio che non diventiate macrobiotici.
Lo scopo della macrobiotica è di fornire i mezzi che conducono a questo stato di gioia assoluta.
Chiunque comprenda questo insegnamento fondamentale della Macrobiotica sa quanto sia ridicolo ammalarsi.»

(Georges Ohsawa)

Anna Mugnai
Anna Mugnai
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

Grazie! E grazie anche per questo blog!

Wolf Wood
Wolf Wood
1 anno fa

Rispondo anche dopo aver letto alcuni commenti tra i quali quello del sempre vivace e puntuto ma benevolo e paziente, del Dott. Marocchesi.
Senza un poca diplomazia (dal “basso” dei miei 25 anni di Macro, quindi un principiante assoluto) le segnalo, Sig. Fabio Procopio, solo alcune faziosità che a me sembrano piuttosto evidenti, contenute nel Suo libro: “Maledetta Macrobiotica dei miracoli”:
1. pag. 42, le Regole di Osawa sono 10, più 10 (e non 7 ma 10 indicazioni pratiche, qualitative e 10 indicazioni quantitative);
2. e’ inabile addentrarsi in questioni come quella che affronta in maniera estremamente superficiale e fuorviante a pag. 47;
3. esempio: a pag,57, “analizza, compara ed associa” utilizzando schemi lineari sorpassati ed inadeguati alla comprensione del fenomeno (pratica, sicuramente derivata dalla peggior prassi divulgativa dell’Occidente ancora piuttosto radicata, evidentemente);
4. inspiegabilmente, nessun cenno alla” Grande Contradition” (fatto forse dovuto alla natura compilativa del Suo manoscritto);
5. EVITEREI abilmente di criticare così apertamente e “a mani nude” le scelte poste in essere dal Maestro Kushi maturate nel contesto di una Vita di studio e lavoro (anche solo per rispetto emotivo mi sarei astenuto da certe esternazioni, alcune delle quali piuttosto strumentali ed imprecise). Eviterei inoltre di presentare schemi comparativi piuttosto incompleti e palesemente faziosi (c.f.r. pag. 41).
Grazie.
Distinti saluti
Lorenzo Colfi

Fabio Procopio
11 mesi fa
Reply to  Wolf Wood

Le risponderò punto punto molto volentieri, ma ho bisogno dei riferimenti ai numeri di pagina della versione attuale di La Maledetta Macrobiotica dei Miracoli, che non coincidono più purtroppo con quelli da lei citati.

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

…ho utilizzato la versione che (immagino) Lei messo a disposizione attraverso il link. Sto interagendo con l’autore, il titolare dello testo in questione?
Distinti saluti
L.C.

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

Io ho semplicemente letto il Suo testo aprendo il link che ho trovato all’interno del Suo Blog…Non fa prima LEI ad aggiornare il link in questione e diffondere LA versione definitiva?

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

Forse nemmeno io: Lei che è l’autore, non possiede la copia che almeno fino a 22 giorni fa era liberamente scaricabile dal Suo stesso sito? Non capisco perché io mi debba rileggere tutto il manoscritto solo perché lei non ha intenzione di riesumare una versione sicuramente in suo possesso e che fino a poco tempo fa era a disposizione di tutti.
Pace Bene…
L.C.

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Wolf Wood

01/09/2019
C.f.r. Maledetta Macrobiotica dei Miracoli (Versione aggiornata):

pag. 41, 42 e 62: le Regole/Indicazioni di Osawa sono 10, più 10 (indicazioni SIA qualitative che quantitative);
pag. 47, 48, 49, 50 e 57: è inabile addentrarsi in questioni delicatissime che affronta in maniera superficiale e fuorviante;
pag. 57: “analizza, compara ed associa” utilizzando schemi lineari sorpassati ed inadeguati alla comprensione del fenomeno (pratica sicuramente derivata dalla peggior prassi divulgativa dell’Occidente ancora piuttosto radicata, evidentemente);
pag. 41 e 42: EVITEREI ABILMENTE di criticare così apertamente e “a mani nude”le scelte poste in essere dal Maestro Kushi, sicuramente maturate nel contesto di una Vita di studio e lavoro (anche solo per rispetto emotivo mi sarei astenuto dall’agitare certe esternazioni alcune delle quali piuttosto strumentali ed imprecise). Eviterei inoltre di presentare graficamente schemi comparativi piuttosto incompleti e palesemente faziosi (c.f.r. pag. 41).
Inspiegabilmente, nessun cenno trattato a parte riguardo la “Grande Contradition” (fatto forse imputabile alla natura compilativa del Suo manoscritto).
Distinti saluti
L.C.

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

2 9 19
Pagine: 42, 62: il Regime 7 è UN regime tra i 9 a disposizione che ha certe caratteristiche. E’ sempre meglio contestualizzare, quando si parla di queste opzioni, altrimenti sembra che tutto il resto sia meno importante anche del Regime (sempre di Osawa) che prevede pure il dessert.

Pagina 49: Se una persona propone un regime Macrobiotico Standard, perché demonizzarlo banalizzando l’esperienza che può aver fatto maturando quel tipo di regime? Non dico questo per difendere una posizione piuttosto che un’altra, lo dico per cercare di restare sempre all’interno di un alveo di rispetto, riguardo e considerazione nei confronti di un prossimo che s’impegna e lavora da molto tempo. Non penso che Lei sia qui solo per sottolineare le differenze, vero?!

A pag.41 troviamo uno specchietto molto di parte che riduce la versatilità della Proposta stessa di Osawa (perché non dire apertamente che Osawa prevede ben 10 opzioni, tra le quali pure il Dessert? Io non “tocco” nessuno e per nessun motivo ma Lei, Osawa lo sta manipolando per bene, a giudicare dal solo specchietto comparativo che si trova appunto, a pag.41 del Suo testo.

Pagina 50 e 57: Gli schemi che usa sono chiamati LINEARI perché, appunto si sviluppano su una linea retta. Tale impostazione è fuorviante parlando di Macrobiotica e dei ritmi annessi. Sono anche SORPASSATI perché si appoggiano ad una mentalità “geometrica”, lontana anni luce da quella “circolare” che legge gli eventi in successione e in mutuo collegamento-complementarietà tra loro (c.f.r. Legge 11 della Legge Unica “In produce Yo, Yo produce In” e Punto 7 dell’Ordine dell’Universo “Tutti gli antagonismi sono complementari”).

La Grande Contradiction: strano perché nella Sua nutrita bibliografia è presente il testo di Osawa che contiene e descrive bene questa Contraddizione…Nella versione francese cartacea del Giugno 1989 in mio possesso la si può trovare a pag. 65 (se interessa…). Strano che non ne faccia menzione nel Suo appassionato scritto, perché al di là della mera pratica che propone con l’esaltazione del Regime 7, la Grande Contradiction mi sembra un argomento più esaltante ed affascinate (ancora molto attuale, direi…), utilissimo per veicolare, il grande pensiero Macrobiotico di Osawa e la Macrobiotica in generale.
Pace e Bene.
L.C.

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

5 9 19
Rispondo partendo dall’aspetto più urgente: lo Schema a pag.41.

SE avesse sviluppato più a fondo la citazione di Osawa (all’inizio di pag. 41) riguardo la cura della Leucemia poco prima di esibire il famelico Schema, avrebbe scoperto più affinità con il pensiero di Kushi proprio a partire dalla ricetta del Gomasio che in caso di Leucemia, Osawa prescrive una percentuale di sale che oscilla tra il 10% e il 20%: osservando la media (rapp. di 1:7,5) scoprirà uno scarto esiguo nei confronti del valore proposto da Kushi; non mi voglio tuttavia soffermare su Kushi per non urtare la Sua sensibilità, per cui proseguo sulla traccia che OGGETTIVAMENTE ha lasciato Osawa riguardo come affrontare la Leucemia.
In base allo Schema di pag. 41, Osawa HA suggerito qualcosa di diverso per il trattamento in caso di Leucemia rispetto a ciò che Lei ha riportato, divulgato. Lo specchietto in questione potrebbe essere (a fatica) uno schema generico, molto generico.
Nello specifico:
1. Gomasio (valore medio) 1:7,5 (nel suo schema riporta un fantasioso 1:4 che non trova riscontro per il tipo di patologia in oggetto).
2. Cereali (vedi anche il Punto 5): Grano Saraceno (nello schema trovo un improvvisato 100% senza ulteriori specifiche: nel caso di una patologia così importante, sarebbe meglio sapere qualcosa in più, specialmente per chi è alle prime armi e si trova a dover fronteggiare la Leucemia, infatti Osawa parla in modo esplicito di Grano Saraceno con al massimo dei crostini come ingrediente all’interno della buonissima Crema di Saraceno).
3. Legumi (vedi anche il Punto 5): tra i legumi indicati da Osawa riconosco la presenza del Miso e della Salsa di Soja (non mi sembrano degli alimenti da ignorare, anzi, dovrebbero essere messi in risalto; nel suo schema trovo un pesantissimo ed univoco, no).
4. Verdure/(Radici)i: Bardana, Carote, Crescione, Zenzero, Loto (lo schema riporta un laconico, no).
5. Insalate/Minestre/Legumi: Osawa indica la Crema di Grano Saraceno (quella con i crostini ;-)) il Kacha da servire con legumi Nituké (Kimpira di Bardana e Carote con Salsa di Soja ma anche il Nituké di Crescione con lo sfiziosissimo Tahin, Sale ed Olio) e crema di Miso…; il Tekka n°1 con Loto, Bardana, Carote, Zenzero, Olio di Sesamo e Miso (mi sembra impietoso farle notare quanto sia impreciso, lacunoso e fuorviante il Suo Schema riguardo le indicazioni VERE veicolate in più testi anche e sicuramente in Suo possesso, del Maestro Osawa).
6. Bevande: Tekka (Té Verde naturale con Salsa di Soja). Nel suo schema c’è un incomprensibile: “bere il meno possibile” e basta.

Tenendo conto che dovrebbero essere indicazioni specifiche e mirate, quello che veicola è anche piuttosto pericoloso nel caso in cui qualcuno anche nel bisogno impellente, si dovesse affidare SOLO alle SUE parafrasi e reinterpretazioni sul Tema.
A presto.
Wolf

mauro
mauro
11 mesi fa
Reply to  Wolf Wood

permettetemi una precisazione
Tè verde naturale con salsa di soia = Syo-Ban non Tekka
ciao
mauro

Wolf
Wolf
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

Il dato che mi sono limitato a riportare è contenuto nella Sua stessa nutritissima bibliografia. Se esiste IL TESTO OSAWA aggiornato e di riferimento, sarebbe meglio farlo sapere anche solo per avere una base comune di riferimento. Saluti. W.

Wolf
Wolf
11 mesi fa
Reply to  mauro

Ho tratto quel dato da un testo di Osawa contenuto nella (nutrita) bibliografia del Sig.Procopio. Saluti. Wolf Wood

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  mauro

Ha ragione, grazie ho errato nel trascrivere gli appunti, Grazie!
Saluti.
Wolf

Wolf
Wolf
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

Lo schema di pag.41 del Suo stesso “libro”, si riferisce alla cura Osawa in riferimento alla Leucemia, mi sembra e non al Regime 7.
Il libro al quale mi riferisco è conteuto nella sua nutrita Bibliografia nel quale esiste un riferimento preciso e circostanziato all’approccio Macro alla Leucemia (in quel contesto ho raccolto i dati che le sembrano così strani). Se esiste IL libro di Osawa che Lei considera di riferimento me lo dica, così avremo una sicura base comune per un confronto. Pace e bene. Wolf

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

6 9 19
A suo dire lo schema a pag.41 del suo testo si riferisce espressamente alla cura in caso di Leucemia. La prescrizione utile per affrontare la Leucemia NON coincide con il Regime 7; lei riporta pari-pari l’indicazione esatta senza indicare nello specifico i medicamenti come ad esempio la bevanda per poi dichiarare (testuale): “E’ nient’altro che la famigerata dieta n°7, di cui parleremo più avanti”. Questo disorienta e non fa giustizia alle precise prescrizioni che ci ha lasciato Osawa.
Il Regime 7 è una cosa, la cura per fronteggiare la Leucemia è un’altra. Con la missiva precedente (con l’indicazione di tutti i medicamenti a corredo (bevanda compresa) della descrizione) ho voluto evidenziare che lo schema in questione non può essere usato per descrivere un approccio macro alla Leucemia. Lo schema originario al quale lei si è ispirato è nato per un’altra finalità: per spigare la duplice natura che può assumere il Cancro, secondo quanto riportato all’interno di un libro di Kushi (tra gli altri, presente anche nella sua bibliografia).

Gomasio: la copia del suo Zen Macrobiotics è del 1961. Io ne possiedo di fatto due edizioni, una del 1966 ed un’altra del 1968. In quelle due edizioni viene riportato lo stesso range di quantità di sale da sommare al Sesamo (ovvero tra il 10% (1:10) e il 20% (1:5) media 1:7,5) la ricetta di tale Gomasio viene univocamente indicata tra gli “Alimenti principali”. La stessa ricetta, viene puntualmente proposta anche per la cura delle patologie inserite nel capitolo: “Regimi curativi” (solo in 5 casi non menziona il solito range). Se lei mi cita il dato comune (10% e 20%) presente anche nella sua copia, la proporzione di 1:4 deve essere contenuta solo all’interno della sua edizione del 1961 o comunque in edizioni precedenti. Se nelle edizioni successive non viene più espressamente indicata, un motivo ci sarà pure, o no?! Prenderlo come valore assunto ed univoco mi sembra eccessivo.
Pace e Bene.
Wolf

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Wolf Wood

Bevande: Osawa riporta per la Leucemia SOLO Syo-Ban. E se l’indicazione è quella di bere il meno possibile, conviene essere piuttosto precisi, non crede?!
😉
W.

Wolf Wood
Wolf Wood
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

8 9 2019
Il suo schema a pag. 41 è spurio (lo schema originario costruito da Kushi è nato per classificare il cancro in generale e di come questo si può manifestare) sarebbe meglio notificarlo al lettore prima di ricondurre il suo rimaneggiamento (che tra le cose, è incompleto in virtù di diversi aspetti) alla cura nello specifico della Leucemia per Sua deliberata (e discutibile) scelta.
Leucemia: la Leucemia è sicuramente una patologia importante ed un grosso squilibrio (da qui il suo costante ed opportuno richiamo all’ordine grazie al regime 7, immagino…[c.f.r. Cap VI]) ma se Ohaswa prescrive UN medicamento specifico, vuol dire che un motivo valido ci sarà pure. Posso capire il Suo entusiasmo ma queste distinzioni vanno fatte: mi sembra improbo semplificare applicando il Regime 7 “tout court”.
Gomasio: la percentuale citata nel Cap. III, all’interno del par.5, “Buon umore” è un’indicazione specifica che riguarda più che altro uno squilibrio emotivo piuttosto che una patologia…senz’altro utilissima per coloro i quali dovessero: […] “formulare la più piccola lamentela sull’ordine sociale”[…]. La proporzione di 1:4, non è riferita così direttamente alla patologia leucemica e non contiene nessun riferimento specifico ed univoco al regime 7: umanamente parlando, ritengo che sia più salutare crearsi degli amici veri, piuttosto che assumere del Gomasio nel rapporto di 1:4 stando chiusi nella propria cameretta, sperando che le cose cambino…Non le sembra una solo una divertente boutade che si trova non a caso a corredo della suddetta indicazione? A me personalmente è sempre sembrata più che altro una provocazione per far capire il concetto di base, infatti, quell’uno-a-quattro, ESCE dal range descritto per il Gomasio: ha notato che non viene nemmeno più proposto all’interno dei medicamenti?
Il Regime 7 contiene delle prescrizioni…[c.f.r. Cap VI, punto 3] che andrebbero notificate per bene al lettore: il fatto che Lei riconduca il Regime 7 e il Gomasio 1:4 anche alla cura della Leucemia rimane una SUA reinterpretazione dell’indicazione primigenia di Ohsawa.
Parlando così in maniera disinvolta di talune questioni si rischia di contaminare pesantemente il messaggio di Ohsawa con la seria probabilità di disorientare specialmente chi è alle prime armi (permettendo, come sta consigliando in queste ore, di consumare PASTA INTEGRALE, seppur con dei sibillini e sdrucciolevoli distinguo, a chi sta praticando il Regime 7, ad esempio…).
Macrobiotica è Scelta (l’Arte di sapere all’istante cosa è meglio per il nostro corpo e per la nostra mente). L’ approccio veramente nuovo alla Macrobiotica non rimane comunque il Suo che di fatto si riduce nel prescrivere ed esemplificare cosa mangiare, per quanto tempo e per curare cosa (anche se rimane un aspetto molto importante della macrobiotica stessa, ci mancherebbe!). La macrobiotica che propone Lei è la Macrobiotica di chi ha sete e vuole (nel più breve tempo possibile) scavare un pozzo per arrivare all’acqua.
La Macrobiotica pregnante che auspica Ohsawa (ma anche Kushi, Muramoto, Ferro Ledvinka, René Levy e tanti altri, mi creda…) è quella che ti fa venire la voglia di scavare il pozzo PRIMA che arrivi la sete (chieda lumi al Dott. Marocchesi, non potrà che confermarLe quanto le ho appena -umilmente- esposto.
Con deferénza
Wolf Wood

Marcello Panchetti
Marcello Panchetti
11 mesi fa

Secondo me questo genere di discussioni fanno molto male a tutti.
In particolare quello che fa male e questo tentativo di “storicizzare” la macrobiotica. Storicizzare è come volerla chiudere, fermare, bloccare. È un dramma occidentale, che colpisce chi vuole fare le foto delle cose. Ma le foto sono statiche. E descrivono il passato.
Abbiamo voglia nel presente di iniziare qualcosa?

Roberto marrocchesi
11 mesi fa

A TUTTI
Il mio giudizio sul vostro, di giudizio, è che mostrate abbastanza giudizio. tutti. Mi sto divertendo molto,in molti modi.

supermotard1967@libero.it
supermotard1967@libero.it
11 mesi fa

Mi piace molto quell'”abbastanza”… certi avverbi hanno proprietà vagamente lenitive…;-)

mauro
mauro
11 mesi fa

oggi volevo introdurre qualcos’altro, secondo la mia esperienza, si è parlato di Macrobiotica, fin ora
con finalità del raggiungimento della salute e possibilmente della longevità,
tuttavia ho costato che , pur non conoscendola, alcuni hanno superato i 100 anni (mia cugina)
mentre alcuni sono deceduti in giovane età pur praticando.
Con questa premessa comunque, ciò che ho trovato, soprattutto ne, La vita Macrobiotica, è
la trasformazione, in un certo tipo di individuo, assumendo determinati cibi,
es. se volete che vostro figlio diventi musicista, dovete dargli questo e questo ecc
Sembra dai commenti che i maestri non si debbano criticare,(Ohsawa compreso) pur essendo parzialmente d’accordo
consiglierei di prendere da tutti ciò che si ritiene più propenso, per la propria comprensione.
In più sarebbe opportuno, leggere, se possibile, gli insegnamenti de maestro di Ohsawa Sagen Ishizuka
nonché i libri che Ohsawa consiglia Nei King, i KING, Tao Te KING, Charaka Samhita.

ciao
mauro

mauro
mauro
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

caro Fabio, per quanto mi risulta il libro citato fu pubblicato per la prima volta in francese
col titolo LE ZEN MACROBIOTIC, nel 1961 ma sentiamo Marrocchesi che è più informato

ciao
mauro

Fabio Procopio
11 mesi fa
Reply to  mauro

Mmmm no, caro Mauro, confermo che a differenza di quel che molti pensano e che lo stesso Roberto Marrocchesi scrive nel suo pur mitico Macrobiotica Moderna, la prima edizione di quel libro fu edita a New York, nel 1960, in stampa mimeografica col titolo Zen Macrobiotics. Fu anzi l’unico libro di Ohsawa scritto in lingua inglese!

mauro
mauro
11 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

si anch’io ho trovato, New York 1960, ma il tuo sito non permette il copia incolla
ciao
mauro

Roberto marrocchesi
10 mesi fa
Reply to  Fabio Procopio

Si, Zen Macrobiotics fu scritto in origine in Inglese. Ohsawa si prese delle belle criticone dalla Zen Society e da maestri Zen a lui contemporanei che in sostanza gli dissero che Zen NON c’entrava proprio nulla con la MB. Infatti il termine venne accantonato unitariamente sia da GO che dai successori di ogni colore o tendenza.

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