Viaggio interiore con la floriterapia

Arriviamo qui con la conoscenza globale del nostro compito specifico; veniamo con l’inimmaginabile privilegio di sapere che tutte le nostre battaglie sono vinte prima del combattimento, che la vittoria è sicura anche prima che arrivi la prova, perché noi sappiamo di essere i figli del Creatore e, come tali, divini, incorruttibili e invincibili. Con questa conoscenza, la vita è un vero giubilo, le difficoltà e le esperienze possono considerarsi come avventure, perché se comprendiamo pienamente il nostro potere e siamo fedeli alla nostra Divinità, tutte le difficoltà svaniranno come nebbia al sole.

Edward Bach

 

La floriterapia costituisce probabilmente la forma più elevata di trattamento naturale. Così elevata che qualcuno sostiene, niente affatto a torto direi, che essa non fa parte del dominio della naturopatia così come non fa parte di quello della medicina.

La scoperta del valore delle essenze floreali da parte di Edward Bach non è la scoperta di un potere terapeutico, ma una interpretazione sensibile del gesto del fiore, come lo chiamava Goethe, con tutto il suo carico psicosimbolico. E’ l’individuazione di forze vive inscritte nella Natura che esprimono sincronicamente un parallelismo di cui tutto fa parte. Tutto, inclusi gli esseri c.d. viventi, che per tale motivo reagiscono all’assunzione dei rimedi floreali vibrando a una più armoniosa frequenza.

Percorrere il sentiero dei fiori significa intraprendere un viaggio interiore di introspezione e scoperta, nel quale partendo dalla mèta più vicina (il disagio emotivo o fisico attuale) ci si avvicina pian piano sempre più verso la destinazione finale: il reincontro con l’Anima, il reincontro con Sé.

Le tappe di questo viaggio sono le emozioni, gli stati d’animo cristallizzati, i ricordi lieti o dolorosi ma sempre vivi, che via via emergono e si ripresentano alla coscienza, pretendendo attenzione e mostrandosi come le concause della nostra imperfetta condizione di oggi.

Come gli strati di una cipolla, sono proprio queste tappe intermedie a consentire il rilascio delle emozioni disfunzionali trattenute, e di conseguenza l’avvio di una evoluzione lenta o rapida o rapidissima secondo il tempo di ciascuno, ma sicura e dagli effetti duraturi.

Nella pratica, questo viaggio prevede un primo colloquio molto approfondito col floriterapeuta, in esito al quale si imposta un percorso che muove dall’individuazione delle essenze floreali che più rispecchiano le proprie esigenze in quello specifico momento, e alcune essenze “di fondo” la cui assunzione permetterà di avviare un progressivo lavoro di elaborazione interiore.

Tenere un diario in cui annotare brevemente l’evoluzione dei propri stati d’animo è un eccellente ausilio a questo sentiero.

A intervalli di circa quattro settimane, i colloqui che seguono – di durata più breve – hanno lo scopo principale di “aggiustare il tiro” sulle essenze floreali scelte, precisandole meglio sulla base di quel che è variato dentro e fuori di sè nel mese precedente.

Si fa il punto su cosa è cambiato dentro di sè, sul modificarsi delle forze in gioco e si rimodula la miscela floreale per incentivare il compimento dei passi interiori successivi.
La durata del sentiero con le essenze floreali è molto variabile e dipende interamente dall’obiettivo su cui si lavora (è molto diverso, per esempio, lavorare con i fiori per risolvere attacchi di panico o utilizzarsi come catalizzatori per affiancare un sentiero evolutivo) e dalla percettività della persona rispetto ai fiori.
Tipicamente un percorso floriterapico dura alcuni mesi, fermo restando che i primi effetti benefici sono di solito immediati, e può arrivare facilmente a durare anche a lungo (ma con intervalli tra un incontro e l’altro via via più ampi), perchè molto spesso succede che la persona, risolti i problemi che più la affliggono, vuole lavorare su parti di sè controverse in un sentiero di progressiva introspezione evolutiva che le essenze catalizzano con efficacia straordinaria.
Cosa fanno davvero i fiori? In modo sottile e impalpabile ci sollecitano dolcemente ad agire il nostro vero Sè, eliminano progressivamente ogni incertezza sul sentiero riportandoci sulla strada maestra che porta a noi.

Il “viaggio dentro di sé con la floriterapia” non è per chi cerca un rimedio sintomatico al proprio disagio emotivo. E’ per le nature sensibili e sincere che, a un certo punto della loro vita, vogliono guardarsi dentro con occhi nuovi e lavorare per essere sé stesse, fino in fondo.

Il tesoro sepolto sotto la X alla fine del viaggio sarà la più bella ricompensa di questo pellegrinaggio.

Per approfondire la mia concezione sull’uso delle essenze floreali ti rinvio all’articolo Per una floriterapia del profondo