Oltre EFT: Optimal EFT™

L’EFT è morta.

Non lo dico io, lo dice – più o meno esplicitamente – Gary Craig, il suo celebrato padre fondatore. Raggiunto il suo livello massimo di perfezione attraverso anni di studio ed esperienza, su di essa è stata posta da alcuni anni una pietra tombale.

Dalle sue ceneri, sia pure celate sotto il nome ufficiale di Optimal EFT, è nata The Unseen Therapist, Il Terapeuta Nascosto (invisibile), anzi LA Terapeuta, perché Craig le associa le caratteristiche di premura e accudimento del femmineo.

La pratica di Unseen Therapist™ ha in comune con EFT soltanto una buona parte dei procedimenti logici: individuare gli eventi, essere specifici, ecc. Ma per il resto è completamente diversa. Il tapping è scomparso. La tecnica è scomparsa. Quel che si fa è rimanere intenti sul proprio problema e in uno stato disponibile e ricettivo “offrirlo” al Divino: The Unseen Therapist™, appunto.

E l’EFT? “Molte persone”, scrive Craig, “continueranno a usarla per un po’, ma quelli molto motivati abbracceranno il nuovo corso”.

Eppure EFT funziona, Gary Craig e l’esperienza di migliaia di praticanti in tutto il mondo lo hanno dimostrato in molti modi.

Perché accantonarla allora? Perché condannarla a morte? Di cosa si sente la mancanza in EFT?

La teoria di fondo di EFT è molto debole, e in due decenni di pratica ci si è scontrati con fatti che semplicemente non si possono spiegare nella sua cornice teorica. Conosci ad esempio l’EFT surrogata? Significa fare EFT per conto di qualcun altro. Fa parte del bagaglio di conoscenza ufficiale da molti anni.

Supponiamo che un mio amico abbia un forte mal di stomaco. Io “penso” di essere il mio amico e faccio il tapping su di me immedesimandomi in lui. Come se fosse lui. Funziona? Funziona. Anche se è lontano mille miglia.

Come può funzionare se quel che facciamo davvero nel tapping è dissolvere squilibri energetici nel nostro sistema di meridiani? Come può funzionare se il corpo è quello di qualcun altro e non il mio? E’ una domanda che lasciamo in sospeso

Perché la vera domanda è: Cosa c’è davvero all’origine dei nostri problemi, emotivi e fisici?

Le esperienze dell’ipnosi regressiva mostrano che non è la vicenda dolorosa che abbiamo vissuto in un tempo remoto (nell’infanzia in questa vita, ad esempio, o in una vita precedente) a causare il nostro disagio di oggi. No. Sono le convinzioni, le idee, i sentimenti, i pensieri che abbiamo associato a quell’esperienza. Nella dottrina del karma si parla di samskara, un insieme di credenze su di noi e sul mondo che come un’ombra ci accompagna per lungo tempo fino a che non siamo in grado di scioglierlo e risolverlo.

É semplice capire cos’è il samskara. Quando ci troviamo a vivere un’esperienza dolorosa, ne usciamo con una percezione, una interpretazione, un vissuto e un insieme di credenze e opinioni sull’esperienza e su di noi che – anche a parità di evento – sono diverse da persona a persona. C’è chi di fronte alla perdita di un figlio, dopo l’inevitabile tempo del dolore, ritorna ad aderire pienamente alla vita, e c’è chi di fronte alla stessa perdita si rifugia in un’oscurità nera dalla quale non uscirà più. C’è chi di fronte al dileggio subito dai compagni ai tempi della scuola ne esce ripiegato su sé stesso in una insicurezza invincibile, e chi rimane centrato sullo sviluppo della propria personalità liberà e fiduciosa.

Il samskara origina dal karma: ci troviamo ad affrontare nella vita esattamente le esperienze di cui abbiamo bisogno. Ma di questo non abbiamo consapevolezza, e creiamo incessantemente un film – il film della nostra vita – senza nemmeno rendercene conto.

Non facciamo così altro che perpetuare interi processi inconsci di attribuzione di significati a oggetti, cose, persone – significati che questi oggetti non avrebbero di per sé, senza cioè intersecarsi con noi nel nostro mondo personale. E infatti l’esistenza degli altri nelle nostre vite è tutto un gioco, un arrangiamento tra noi e altre anime per materializzare eventi e relazioni e generare così opportunità di guarigione e di apprendimento. Un gioco in cui tutti noi abbiamo la chance di rintracciare l’origine di questi significati e liberarne l’energia reiterante che ci invischia.

Dunque la vera guarigione, la guarigione definitiva, è una guarigione spirituale, e può avvenire soltanto smantellando fino in fondo la malpercezione.

Il piano delle cause apparenti è il piano degli eventi della nostra vita che ci hanno portato la sofferenza emotiva o del corpo. Il piano delle cause reali è quello spirituale.

Nella classica EFT si lavora sul piano delle cause apparenti. Nell’Optimal EFT™ si lavora sul piano delle cause reali, quello spirituale. Io ho studiato Optimal EFT™ – The Unseen Therapist™ con Gary Craig, e ti assicuro che meravigliosamente apre le porte di un mondo completamente nuovo, che è quello appunto del trovare risoluzione nei territori spirituali. Ma occorre essere accompagnati in questo passaggio da un operatore esperto.

Una tipica sessione di Optimal EFT™ consiste in un dialogo, che può avvenire in presenza ma anche a distanza (es. via Skype), tra l’operatore e il soggetto nel quale vengono esplorate le dinamiche emozionali o fisiche e le reti ad eventi o esperienze che vi sono correlate, e in più occasioni viene richiesto l’intervento del “Terapeuta Invisibile” (della Forza Spirituale) per la loro risoluzione. Gli effetti sono sorprendenti.

Ciò non significa affatto che occorra gettare al vento l’EFT che molti conoscono. Rimane un sorprendente strumento di aiuto e auto-aiuto, estremamente utile ed efficace in moltissime situazioni. Ma è bene sapere che è possibile andare oltre.

 

 

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