Ovvero The Unseen Therapist.

Ma dobbiamo fare un passo indietro di 40 anni.  Mettiti comodo.

 

Partiamo dal 1980. Stati Uniti d’America.

Un rinomato psicoterapeuta, il dr. Roger Callahan si trova alle prese con una paziente problematica, che chiameremo Mary.

La situazione della paziente era di stallo. Alcuni mesi prima era arrivata da lui, un professionista di cui si diceva un gran bene, dopo essere stata negli studi di vari psicologi e psichiatri, sempre senza successo.

Il suo problema? Un’ostinata e gravissima fobia dell’acqua, tale che la solo vicinanza a una qualsiasi fonte d’acqua le causava crisi di panico irrimediabili, col relativo contorno di sintomi fisici: palpitazioni, fiato corto, bruciori di stomaco, sudorazione, ecc.

In quel periodo Callahan stava sottoponendo Mary a una terapia di progressiva esposizione all’oggetto della sua fobia. E’ un metodo tutt’oggi utilizzato nelle psicoterapie: riuscire gradatamente a “vivere” il problema, in ambiente controllato, può desensibilizzare il paziente nell’affrontare il problema nella vita reale.

Il dr. Callahan e Mary si trovavano dunque fuori dall’edificio, dove era stata montata una piccola piscina.

Prima di avvicinarsi, Mary lamentò un fastidioso e insistente mal di stomaco, come spesso le accadeva in questi casi, in preda al nervosismo e all’ansia.

Callahan, che proprio allora si stava interessando al sistema dei meridiani energetici della medicina cinese, provò a stimolarle un punto di agopuntura situato appena sotto l’occhio.

Poco dopo, Mary esclamò: “Ehi, va molto meglio!

E Callahan: “Sono contento che il suo dolore sia migliorato. Adesso proviamo ad avvicinarci all’acqua.”

Replicò Mary: “Sì, il dolore è migliorato. Ma io mi riferivo all’acqua! Non ho più paura!

Detto questo, si avvicinò alla piscina e si immerse nell’acqua.

Un disturbo fobico resistente ad anni di terapie era pressoché scomparso in pochi minuti di digitopressione.

 

Da qui prese il via l’appassionato lavoro di Roger Callahan, che lo portò a elaborare la Thought Field Therapy, terapia del campo del pensiero. Si trattava di una metodica piuttosto complessa che prevedeva la stimolazione, il “picchiettamento” per esattezza, di una serie di punti sul corpo variabili secondo il disturbo che si andava ad affrontare. Vi erano quindi sequenze precostituite, ciascuna delle quali indirizza una tipologia diversa di problemi, e solo quella. Per decidere la sequenza da adottare, occorreva utilizzare un’apposita metodica diagnostica.

Nei primi anni ’90 un allievo di Callahan, Gary Craig, ingegnere elettronico, si pose il problema di come superare le complessità della TFT, e in particolare la complicatezza del metodo diagnostico e le limitazioni dovute alla rigidità dei protocolli di picchiettamento.

Ebbe un’intuizione: selezionare un set di agopunti rappresentativi ciascuno di un meridiano energetico e praticare su di essi la routine di picchiettamento, quale che sia il problema da affrontare.

Funzionò!

Gary Craig

Era nata, anzi erano nate, le Emotional Freedom Techniques, le tecniche per la libertà emotiva.

In 20 anni di applicazione vasta e appassionata, l’EFT ha mostrato la sua efficacia nel risolvere o in varia misura alleviare molte forme di disagio emotivo e spesso anche fisico. Il suo campo elettivo è costituito dalle fobie (paura dell’ascensore, di volare, della folla, dei serpenti, ecc.) e dai traumi emotivi, ma Craig ha sempre esortato a “provarla su tutto”. Il motivo di ciò è che, nonostante non manchino i tentativi di spiegazione, nessuno sa esattamente perché EFT funzioni. Se per una riscrittura dell’associazione dei percorsi mnemonici neuropsicologici (è l’interpretazione più recente) o perché risolve il corto circuito energetico dei meridiani eliminandone la conseguenza emotiva (come vuole l’ipotesi originale di Craig).

Fatto sta che l’efficacia e la semplicità di applicazione dell’EFT ne ha decretato il successo, dando luogo a una serie di spin off e ad un’intensa attività di ricerca oggi al suo massimo sviluppo.

Nella pratica, una routine di EFT consiste nel picchiettare con le dita, sotto la guida dell’operatore, in sequenza gli agopunti individuati dalla tecnica mantenendo l’attenzione focalizzata sul disagio che si vuole affrontare. C’è tutta una metodica, naturalmente, che va applicata correttamente e, pur essendo l’EFT del tutto innocua, è importante che l’operatore con cui si fa la sessione sia ben formato perché la corretta applicazione è ciò che decide dell’efficacia della tecnica.

La semplicità, l’efficacia e la possibilità di svolgere le sessioni di EFT anche a distanza (per esempio via Skype) hanno decretato l’enorme successo di questa tecnica.

Da qualche anno… L’EFT è morta.

E’ stato proprio Gary Craig, il suo celebrato padre fondatore, a porre la pietra tombale, dopo averle fatto raggiungere il suo livello massimo di perfezione attraverso anni di studio ed esperienza (lo trovi esposto, se ti interessa, nel mio libro EFT DEI MIRACOLI).

Dalle sue ceneri, sia pure celate sotto il nome ufficiale di Optimal EFT™, è nata The Unseen Therapist™Il Terapeuta Nascosto (invisibile), anzi LA Terapeuta, perché Craig le associa le caratteristiche di premura e accudimento del femmineo.

La pratica di Unseen Therapist™ ha in comune con EFT soltanto una buona parte dei procedimenti logici: individuare gli eventi, essere specifici, ecc. Ma per il resto è completamente diversa. Il tapping è scomparso. La tecnica è scomparsa. Quel che si fa è rimanere intenti sul proprio problema e in uno stato disponibile e ricettivo “offrirlo” al Divino: The Unseen Therapist™, appunto.

 

E l’EFT? “Molte persone”, scrive Craig, “continueranno a usarla per un po’, ma quelli molto motivati abbracceranno il nuovo corso”.

Eppure EFT funziona, Gary Craig e l’esperienza di migliaia di praticanti in tutto il mondo lo hanno dimostrato in molti modi.

Perché accantonarla allora? Perché condannarla a morte? Di cosa si sente la mancanza in EFT?

La teoria di fondo di EFT è molto debole, e in due decenni di pratica ci si è scontrati con fatti che semplicemente non si possono spiegare nella sua cornice teorica. Conosci ad esempio l’EFT surrogata? Significa fare EFT per conto di qualcun altro. Fa parte del bagaglio di conoscenza ufficiale da molti anni.

Supponiamo che un mio amico abbia un forte mal di stomaco. Io “penso” di essere il mio amico e faccio il tapping su di me immedesimandomi in lui. Come se fosse lui. Funziona? Funziona. Anche se è lontano mille miglia.

Come può funzionare se quel che facciamo davvero nel tapping è dissolvere squilibri energetici nel nostro sistema di meridiani? Come può funzionare se il corpo è quello di qualcun altro e non il mio? E’ una domanda che lasciamo in sospeso

Perché la vera domanda è:

Cosa c’è davvero all’origine dei nostri problemi, emotivi e fisici?

 

Le esperienze dell’ipnosi regressiva mostrano che non è la vicenda dolorosa che abbiamo vissuto in un tempo remoto (nell’infanzia in questa vita, ad esempio, o in una vita precedente) a causare il nostro disagio di oggi. No. Sono le convinzioni, le idee, i sentimenti, i pensieri che abbiamo associato a quell’esperienza. Nella dottrina del karma si parla di samskara, un insieme di credenze su di noi e sul mondo che come un’ombra ci accompagna per lungo tempo fino a che non siamo in grado di scioglierlo e risolverlo.

É semplice capire cos’è il samskara. Quando ci troviamo a vivere un’esperienza dolorosa, ne usciamo con una percezione, una interpretazione, un vissuto e un insieme di credenze e opinioni sull’esperienza e su di noi che – anche a parità di evento – sono diverse da persona a persona. C’è chi di fronte alla perdita di un figlio, dopo l’inevitabile tempo del dolore, ritorna ad aderire pienamente alla vita, e c’è chi di fronte alla stessa perdita si rifugia in un’oscurità nera dalla quale non uscirà più. C’è chi di fronte al dileggio subito dai compagni ai tempi della scuola ne esce ripiegato su sé stesso in una insicurezza invincibile, e chi rimane centrato sullo sviluppo della propria personalità liberà e fiduciosa.

Il samskara origina dal karma: ci troviamo ad affrontare nella vita esattamente le esperienze di cui abbiamo bisogno. Ma di questo non abbiamo consapevolezza, e creiamo incessantemente un film – il film della nostra vita – senza nemmeno rendercene conto.

Non facciamo così altro che perpetuare interi processi inconsci di attribuzione di significati a oggetti, cose, persone – significati che questi oggetti non avrebbero di per sé, senza cioè intersecarsi con noi nel nostro mondo personale. E infatti l’esistenza degli altri nelle nostre vite è tutto un gioco, un arrangiamento tra noi e altre anime per materializzare eventi e relazioni e generare così opportunità di guarigione e di apprendimento. Un gioco in cui tutti noi abbiamo la chance di rintracciare l’origine di questi significati e liberarne l’energia reiterante che ci invischia.

Dunque la vera guarigione, la guarigione definitiva, è una guarigione spirituale, e può avvenire soltanto smantellando fino in fondo la malpercezione.

Il piano delle cause apparenti è il piano degli eventi della nostra vita che ci hanno portato la sofferenza emotiva o del corpo. Il piano delle cause reali è quello spirituale.

The Unseen Therapist

Nella classica EFT si lavora sul piano delle cause apparenti. Nell’Optimal EFT™ si lavora sul piano delle cause reali, quello spirituale.

Io ho studiato Optimal EFT™ – The Unseen Therapist™ con Gary Craig, e ti assicuro che meravigliosamente apre le porte di un mondo completamente nuovo, che è quello appunto del trovare risoluzione nei territori spirituali. Ma occorre essere accompagnati in questo passaggio da un operatore esperto.

Una tipica sessione di Optimal EFT™ consiste in un dialogo, che può avvenire in presenza ma anche a distanza (es. via Skype), tra l’operatore e il soggetto nel quale vengono esplorate le dinamiche emozionali o fisiche e le reti ad eventi o esperienze che vi sono correlate, e in più occasioni viene richiesto l’intervento del “Terapeuta Invisibile” (della Forza Spirituale) per la loro risoluzione. Gli effetti sono sorprendenti.

 

Ora, per qualche ragione in Italia la nuova Optimal EFT™ non ha ancora preso piede.

E infatti probabilmente è la prima volta che ne senti parlare.

In questo momento, facendo parte del Gary Craig Optimal EFT™ Course, io sono l’unico operatore in grado di utilizzarla in sessioni di counselling.

Se ti interessa, clicca QUI per saperne di più.